"Tortona nove corto" di Pier Emilio Castoldi

Scritto da  Martedì, 16 Giugno 2015 

Ferrero è fulminato dal pensiero di essere il più scarso tra i dilettanti. Prima l’avventura conclusasi con la sparatoria in aperta campagna, finita bene solo grazie all’intercessione di chissà quale congregazione di santi, ora questa missione notturna in scooter come due dementi. A raccontarle sembrerebbe più una sceneggiatura da vaudeville. Chissà perché, invece, nei libri noir le trame riescono così perfette? Perché tutte le cose si combinano e c’è sempre un ispettore o un commissario che segue una buona pista?

Noir atipico quello di Pier Emilio Castoldi recentemente pubblicato da Frilli Editore, a cominciare dal curioso titolo (che scopriremo strada facendo legato a questioni balistiche); poi per l’ambientazione nell’“aristocratica” Tortona in un contesto di stretta attualità e, soprattutto, per la caratterizzazione del protagonista. Dante Ferrero non è un ispettore o un commissario di polizia né un magistrato, ma un cronista di nera a caccia dello scoop della vita.

Accorrendo sulla scena del ritrovamento dei cadaveri di due giovani, uccisi con modalità analoghe e decisamente inquietanti, Dante si ritrova catapultato in un affare molto più grande di quelli che generalmente capitano tra le mani di un cronista di provincia, che prende avvio dai circoli No Tav ma arriva ad assumere connotati legati alla criminalità organizzata, come dimostra un terzo omicidio, che complicherà ulteriormente la trama investigativa.

L’indagine sarà anche occasione per riflettere sul rapporto tra informazione e lavoro investigativo; sui compiti e i doveri del giornalista, su ciò che è giusto dire o non dire mentre un’indagine è in corso e su come il lavoro del giornalista possa interferire – in alcuni casi pregiudicandolo, ma in particolari frangenti anche rivelandosi d’aiuto – con lo svolgimento delle indagini.
Pur potendo contare su una sua piccola personale rete di supporto (dal medico legale, Mario Giraudo, a Gaetano, ex agente dei servizi segreti e fidato compagno d’avventura), “Dante il pedante” si rivela un po’ maldestro nei suoi approcci ma non si perde d’animo e non si tira indietro nemmeno quando diventa oggetto di lettere intimidatorie, scariche di proiettili o attentati incendiari.
Particolarmente spassose ho trovato le pagine in cui Ferrero si abbandona a divagazioni di carattere socio-politico-antropologico, partendo da uno spunto banale, un gesto quotidiano apparentemente insignificante che però innesca una catena lunghissima e articolata di ragionamenti sospesi tra questioni esistenziali, senso dell’umorismo e disincanto.

L’ambientazione essenzialmente notturna contribuisce a creare l’atmosfera noir che avvolge la vicenda, e con essa la città di Tortona, perché soprattutto di notte avvengono le scorribande di Dante sulle strade della provincia di Alessandria, gli appostamenti e le incursioni nei cantieri.
Nella seconda parte del romanzo, man mano che la vicenda procede verso lo scioglimento, l’atmosfera natalizia contribuisce ad allentare un po’ la tensione, con il bianco rassicurante della neve che si sostituisce al cupo grigiore della nebbia.

Pier Emilio Castoldi
Tortona nove corto
Le indagini di Dante Ferrero
Fratelli Frilli Editori
282 pagine
€ 11,90

Grazie a Ufficio Stampa Fratelli Frilli Editori

Articolo di Adele Maddonni

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