Svetlana Broz - I giusti nel tempo del male (Erickson, 2008)

Scritto da  Emanuela Santacroce Lunedì, 22 Dicembre 2008 

Svetlana Broz - I giusti nel tempo del male (Erickson, 2008)Nei primi anni Novanta nessuno in Jugoslavia immaginava cosa sarebbe successo. Nelle città e nelle campagne, la gente viveva una vita normale, non molto diversa che nel resto d’Europa, che nella nostra vicina Italia. Ma il male arrivò presto, come una tempesta terribile…

 

 

I giusti nel tempo del male

Testimonianze dal conflitto bosniaco

Svetlana Broz

Pagine 400 - € 20.00

 

Nei primi anni Novanta nessuno in Jugoslavia immaginava cosa sarebbe successo. Nelle città e nelle campagne, la gente viveva una vita normale, non molto diversa che nel resto d’Europa, che nella nostra vicina Italia. Ma il male arrivò presto, come una tempesta terribile, e sconvolse la vita di tutti e nulla fu più come prima. In pochi lo videro annunciarsi nella montante propaganda nazionalista, nel repentino ricambio dei quadri dirigenziali di fabbriche e organizzazioni, nei primi screzi diplomatici fra regioni e gruppi etnici.

La maggior parte della gente comune vi si trovò catapultata, come in un brutto sogno da cui, ormai, non era più possibile svegliarsi. 

Di fronte alla tragedia della guerra, Svetlana Broz però vuole parlarci di speranza, dei giusti nel tempo del male, di tutte quelle persone, donne, uomini, ragazzi, che seppero dire no nel momento in cui questo era più difficile e scomodo, a costo della propria stessa vita. Gente comune con un cuore straordinario, eroi veri di una storia vera.

Novanta testimonianze dalla guerra in Bosnia Erzegovina, persone diverse tra loro per provenienza, cultura, appartenenza nazionale che nella loro normale esperienza di violenza dentro la guerra hanno potuto vivere e riconoscere anche gesti di solidarietà umana. Un libro uscito per la prima volta nel 1999 a Banja Luka, “I giusti nel tempo del male”, ora tradotto e pubblicato in italiano dalla Edizioni Erickson.

Nel suo libro Svetlana Broz si concentra sulle vittime e sui loro racconti semplici riservando per sé appena nove pagine tra prologo ed epilogo; il resto va alla voce diretta degli intervistati perché “le generazioni future devono sapere ed essere coscienti che nel mondo sono esistite persone di questo genere”. I testimoni descrivono atti di coraggio estremo “Prendetemi al posto suo, impiccate me ma lui lasciatelo andare” insieme a dettagli apparentemente minori, come il caffè ricevuto da un prigioniero dopo giorni di botte e maltrattamenti. L’autrice svolge una vera e propria indagine che diventa la sua personale resistenza alla logica di divisione imposta dalla guerra. Prima come medico e poi come intervistatrice incontra nel corso dei combattimenti e nell’immediato dopoguerra centinaia di persone, facendosi raccontare le esperienze positive da loro vissute. L’obiettivo non è negare il male, che anzi appare a volte nelle pagine in tutta la sua tragicità, ma salvare gli atti di generosità esistiti e raramente ricordati: “Le persone che si sono distinte per il loro coraggio, per la loro bontà”.

Forse è proprio la linea sottile tra bene e male, la soggettività di ogni interpretazione degli eventi il dato che più emerge dal libro. La Broz sceglie nel titolo un’impostazione netta, quella dei giusti che si contrappongono al male, ma nei racconti lascia emergere le molte sfaccettature dell’animo umano.

I giusti nel tempo del male”, lascia nel cuore di chi lo legge, l’enorme sofferenza dell'uomo di fronte alle distruzioni, ai saccheggi, alle violenza più atroce, agli stupri alle torture, alla fame, al freddo, alle umiliazioni ma anche  la speranza per un futuro migliore.

 

 

Articolo di: Emanuela Santacroce

Grazie a: Riccardo Mazzeo, Communication and Rights Manager di Edizioni Erickson

Sul web: www.erickson.it

 

TOP