"Sulle ali dell'avventura" di Nicolas Vanier

Scritto da  Giovedì, 23 Gennaio 2020 

Sulle ali dell’avventura è un romanzo di formazione, insieme una favola ecologica, scritta da Nicolas Vanier con la collaborazione di Virginie Jouannet, già autore e regista di Belle&Sebastien e dell’omonimo film.

 

Il romanzo, una piacevole lettura, per ragazzi e per adulti, è una sceneggiatura scritta, in tutto e per tutto fedele al film, fresco, efficace, credibile nella sua assurdità utopistica, dato che è tratto da una storia vera. Del film manca la bella e suggestiva fotografia alla quale il libro aggiunge però il punto di vista dei personaggi, letti dall’interno oltre che dall’esterno. Sul grande schermo non c’è nessuna concessione all’io, alla riflessione, senz aun’io narrante, tutto raccolto della vicenda. Nel libro, ben scritto con uno stile piacevole, non tanto si approfondisce quanto ci si pone dall’interno dei personaggi che si raccontano attraverso le loro fantasia, soprattutto il picoclo protagonista, il figlio della coppia separata, Thomas che grazie all’avventura con il padre, vissuta inizialmente come una punizione – un soggiorno in Camargue, sperduto tra acquitrini e senza wifi – cambierà il proprio punto di vista, diventando autonomo, anche dai social. «Niente sarà più come prima », dirà egli stesso scoprendo l’importanza del prendersi cura di altri esseri viventi, in questo caso delle oche selvatiche, non originariamente uccelli migratori, divenuti tali per necessità, per i cambiamenti climatici e l’antropizzazione eccessiva del territorio. Comprenderà il valore del gioco che abitua alla vita, salvare la vita di questi animali, mettendosi in gioco, diversamente dai video giochi che sono mera finzione e simulazione. Proprio così inizia il libro creando un certo spaesamento : Thomas è nel pieno dell’azione ma il pathos che sale ad un certo punto dsi interrompe anche nel lettore perché siamo di fronte a un mero gioco nel quale basta premere un bottone per accenderlo o spengerlo. La vicenda, come accennato, si ispira ad una storia vera. Dal 1999, l'ornitologo Christian Moullec, soprannominato "birdman", dedica la sua vita a allevare e salvare esemplari di oche, rimaste orfane, appartenenti a specie rare che rischiano di estinguersi. Diventandone di fatto la figura 'paterna', le guida anche in volo, a bordo di un deltaplano a motore, Voyager, attraverso l'Europa -che solo negli ultimi 30 anni ha perso 430 milioni di uccelli - per mostrare agli stormi le rotte di migrazione più sicure per la nidificazione.
Si tratta di una straordinaria storia vera, già raccontata dalla stampa di tutto il mondo e in un documentario, approdato anche al cinema di fiction, con Nicolas Vanier, da sempre appassionato difensore della natura. Sulle ali dell'avventura, dopo essere stato visto oltralpe da oltre un milione di spettatori, è arrivato in Italia lo scorso 9 gennaio con Lucky Red.
Nella sua rilettura, il cineasta, che ha dedicato alla storia anche un romanzo, dallo stesso titolo, edito in Italia da Sperling & Kupfer, nelle librerie dal 14 gennaio, mantiene intatto il ritratto della personalità e della missione di Moullec, che ha collaborato alla sceneggiatura e ha seguito le riprese dalla Francia all'Artico, curando in prima persona quelle in volo con le oche. Al centro il rapporto tra un padre e un figlio, la bellezza delle scene nella natura nonché il realismo, con tanto di utilizzo di oche vere e non ricreate digitalmente. Tra le carte vincenti del film c'è anche aver affidato il ruolo del protagonista a un interprete versatile come Jean-Paul Rouve, popolarissimo in Francia grazie alla saga comica dei Les Tuche (che in Italia ha ispirato le commedie di Fausto Brizzi, Poveri ma ricchi e Poveri ma ricchissimi), perfettamente a suo agio anche su toni più seri.
Nella storia Rouve è Christian, padre divorziato, scienziato visionario e appassionato, per certi aspetti naïf, che dopo essersi visto rifiutare i fondi per il suo progetto di salvaguardia delle oche, decide di andare avanti da solo, anche con mezzi non proprio leciti, mettendo a repentaglio se non proprio la vita, l’educazione del figlio e dovrà vedersela con l’ex moglie, che finirà per riconquistare, strappandola ad una vita ‘perfetta’ ed efficiente.
Nell’avventura l'aiuto del figlio 14enne Thomas (Louis Vazquez), teenager di città, che dopo aver cercato in tutti i modi di convincere la madre (Melanie Doutey) a non mandarlo in vacanza per l'estate dal padre, in campagna, finisce per farsi coinvolgere in toto dal progetto del genitore, diventerà essenziale nella vicenda rocambolesca. Sarà il ragazzo che di fronte al capitolare del padre, quasi alla resa e alla vergogna per averlo trascinato su un terreno scivoloso, prenderà in mano le redini dell’avventura, anzi la barra del super leggero pe rguidarlo attraverso il Mare del Nord.
"Non ho la pretesa di cambiare il mondo con un film - ha spiegato Vanier - ma agisco utilizzando i mezzi che mi appartengono: la meraviglia può provocare l'emozione. E dall'emozione può arrivare la voglia di fare qualcosa. In questo film evoco la tragica scomparsa di tante specie di uccelli e attraverso questo il crollo della biodiversità nel mondo. Nello stesso tempo c'è il messaggio di speranza di quest'uomo che utilizza il suo cuore e la sua energia per essere al servizio della natura".
Una fiaba dei nostri giorni dove il bene e la felicità sono rappresentati dalla salvaguardia del pianeta e nel quale l’amore non è solo quello di una principessa e del suo principe anche se, con connotati di versi, al centro resta la famiglia.


Sulle ali dell'avventura
di Nicolas Vanier
Sperling&Kupfer
I Edizione gennaio 2020
17,90 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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