Skopje Macedonia e dintorni di Basilio Buffoni

Scritto da  Domenica, 24 Maggio 2015 

E’ l’oggetto del libro a colpire, la Macedonia, un mondo sconosciuto ai più che per il mondo anche relativamente vicino resta ancorato ad un lontano e indefinito passato, quello di Alessandro il Macedone e Filippo, confuso con la Grecia e assimilato ad un’insalata di frutta. Un’occasione per riflettere sul fatto che ogni luogo della terra merita di essere visitato, non una guida turistica, non un saggio storico, quanto un cahier de voyage di un curioso, non uno scrittore che si è trovato a vivere quella terra, piccola, densa di storia: un mosaico di popoli e frontiere. Pregevoli i disegni a volte più simili a cartine e illustrazioni grafiche didascaliche, a volte semplici suggestioni emozionali e, altre ancora, istantanee di un luogo che pochi visitano. Interessante l’inizio per la storia in pillole di questo paese che tardi ha raggiunto la propria indipendenza e costituzione e l’epilogo che racconta la storia recente, aneddoti e il gusto della lingua italiana.

La Macedonia forse non era mai stata fatta oggetto di un libro, fuori dai suoi piccoli e tortuosi confini. L’autore l’assapora e si intuisce che ha il grande piacere della condivisione. Leggendone le pagine si ha l’impressione che durante il viaggio parlasse mentalmente con il suo possibile interlocutore e prendesse appunti e tracciasse disegni per raccontarla. E’ una terra percorsa in macchina con dovizia di particolari e itinerari alternativi nei quali talora, a dire il vero ci si perde un po’. E’ la minuzia la cifra del libro forse perché l’interesse per la Macedonia può nascere solo in chi è attento al particolare, chi non si aspetta emozioni travolgenti, chi ama scoprire dettagli e monumenti non noti ai più, ascoltare storie di personaggi che nella quasi totalità non finiscono nella storia. Anche i brani letterari, poesie e stralci inseriti nel libro sono di autori che probabilmente fuori dai confini nazionali nessuno conosce.

Oggi è sorprendente che qualcuno si prenda la briga di porre l’attenzione su un angolo di mondo che non va di moda – tra l’altro i proventi dell’autore andranno a Todo Cambia, associazione interculturale antirazzista di Milano - e trovare uno spazio che ancora non è stato conquistato dai media. Per certi aspetti mi ricorda Viaggio in Portogallo di Josè Saramago con quella ricerca al microscopio di luoghi mai sentiti e neppure immaginati che l’autore vive con la naturalezza della quotidianità. Per chi vuole attraversare la Macedonia con una guida autentica senza indugiare su racconti, descrizioni, lunghi studi, è certamente il libro giusto, il consiglio di viaggio affiancato da numeri e indirizzi utili e con un grande senso pratico come lo è il viaggiatore solitario e che si muove con mezzi propri. L’aspetto più interessante è che questo luogo dimenticato dal mondo ha visto nascere Madre Teresa di Calcutta di origini albanesi cristiane e ha visto passeggiare il poeta della Beat Generation Allen Ginsberg a Struga e ancora considera l’italiano la seconda lingua straniera dopo l’inglese, ma prima del francese, dello spagnolo e del tedesco. Una terra infilata nel mondo dei Balcani e dimenticata come una semplice regione della geografia storica che solo nel 1991 con un referendum popolare ha ottenuto l’indipendenza che è formata da tanti popoli come la sua stessa costituzione ricorda. Una delle repubbliche socialiste nata all’interno del mondo della Jugoslavia, fondata il 2 agosto del 1944 nel corso della guerra d’indipendenza contro l’occupazione nazista, oggi ancora avversata dalla Grecia per la contesa sulla legittimità dell’uso del nome “Macedonia” e della bandiera. Infine è quella terra che apparve nel primo decennio del secolo scorso come un mosaico colorato di popolazioni: quella mescolanza che fu l’oggetto della questione macedone, contesa tra molti stati confinanti all’indomani della rivolta più importante quella del 1903 a Kruševo il 3 agosto nella giornata di Sant’Elia, senza risultati significativi. La battaglia si giocava sulla carta geografica e l’Italia e la Spagna rimasero affascinate e divertite da questo puzzle che assimilarono ad una composizione di frutta. Da nessun’altra parte questa fantasia ha avuto seguito. E’ un paese, come altri, di confine per antonomasia, in bilico tra Oriente e Occidente, tra Europa e Mediterraneo, tra mondo arabo-musulmano e turco-ottomano da una parte ed europeo, slavo, balcanico, dall’altra. E forse è questa la sua ricchezza non ancora sviluppata per un’economia che resta fondamentalmente agricola e un territorio piuttosto accidentato che lo rende non proprio favorevole al turismo. Sembra un paese – che personalmente non conosco – per appassionati della ricerca, delle emozioni sfumate, dell’insolito, per chi si lascia sorprendere da un monastero, da una chiesa, da un rito come il nostro autore e da piatti gustosi ma forse non straordinari o soprattutto non facilmente esportabili, da andare incontro ad un successo immediato. Eppure è un piccolo epicentro tra Serbia, Albania, Kosovo e stati che sono stati al centro dei nostri telegiornali per anni forse con uno sguardo un po’ massificante come accade ad un miope che da lontano vede le lettere incerte e le fonde tra di loro in un unico indistinto. E’ un’occasione non solo per dare un’occhiata ad un paese che forse molti non sanno neppure che sia uno stato, ma ad un modo di viaggiare e al risveglio della capacità di sorprendersi.

Skopje Macedonia e dintorni
di Basilio Buffoni
Oltre Edizioni
Le guide del Dragomanno
2015
14,50 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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