“Rosso Parigi” di Maureen Gibbon

Scritto da  Domenica, 05 Febbraio 2017 

Un romanzo che intreccia eros e sentimenti disegnando una Parigi in rosso di metà dell'Ottocento tra mondo operaio e bohème artistica, dove il torbido non fa perdere la freschezza dei sentimenti. Una biografia artistica ben documentata che riesce ad essere avvincente.

 

Sullo sfondo è Parigi, quella nota per aspetti diversi: quella artistica degli impressionisti, dei caffè, di Baudelaire, di personaggi di successo o spiantata da una parte; e, dall'altra, quella operaia delle brunitrici d'argento. È una Parigi vissuta intensamente senza oleografie, una città ripresa con una telecamera bassa che guarda soprattutto i piedi e non le teste o l'oggetto di uno sguardo. In una scrittura piana e scorrevole, leggera, la narrazione di una storia che nasconde un lavoro ben documentato di ricerca su quel periodo storico, di studio della mappa della città e sui diversi ambienti sociali. La si può leggere come un romanzo d'amore ma è supportata da un affresco sociale. Al centro l'incontro tra Eduard Manet e Victorine Meurent che da brunitrice d'argento senza un quattrino, diventerà sua modella e amante, quindi pittrice nota ella stessa. I colori già li amava come racconta e li aveva dentro ma non sapeva dargli un nome. Il suo pittore le racconta le parole e d'altronde la prima volta la incontra per strada perché è colpito dal fatto che lei avesse disegnato su un blocco un gatto.
Il suo lavoro di modella la porterà a incarnare personaggi di quadri divenuti celebri come l'Olympia o la donna de Le déjeuner sur l'herbe e all'interno di un mondo intellettuale nel quale cerca di essere semplicemente se stessa senza spavalderia né eccessiva ritrosia.
Ci sono più piani e più storie, a cominciare da quella dell'amicizia femminile, fatta di solidarietà e intimità anche eccessiva, quella della miseria condivisa malgrado la volontà, quella convivenza forzata del basso proletariato. C'è insieme il desiderio adolescenziale di sperimentare, di conoscerne il mondo, osando e rischiando un po' come nell'incontro con E. come lo chiamerà Victorine e nell'accettare un rapporto a tre che dalla parte femminile impone comunque una scelta anche nell'amicizia: la separazione delle due amiche. Il romanzo assume il punto di vista di Victorine per raccontarci la storia di un'adolescente proveniente da una famiglia semplice che lascia forse troppo presto per immergersi nella vita con la voglia di superare i limiti a suo rischio e pericolo. Consapevolmente.
Infine è il racconto sul filo del rasoio di una passione conturbante ma con una sua nota di freschezza e di correttezza che rompe il canovaccio tipico del rapporto tra artista e modella per diventare davvero un gioco a due.

Rosso Parigi
di Maureen Gibbon
Giulio Einaudi, 2016
Titolo originario Paris Red, 2015

Recensione di Ilaria Guidantoni

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