“Piste incrociate - Diario dal Nordafrica” di Emilio Borelli

Scritto da  Lunedì, 20 Aprile 2015 

Un autentico diario di bordo di un viaggiatore, non un progetto di un percorso che preveda un inizio e una fine o un fine. Il libro è un pezzo di strada che il lettore può fare insieme a questo griot, che si definisce un viaggiatore contemporaneo d'altri tempi, cultore e studioso della storia del Nordafrica e del bacino del Mediterraneo. Dall'inizio degli anni Ottanta ha traversato per periodi più o meno lunghi i paesi sahariani e subsahariani, quale parte attiva (ed operativa) in missioni ricognitive su siti del neolitico sahariano, conoscitore delle particolarità familiari, etniche e claniche del mondo amazigh in alcune enclave poco note. La sua è una frequentazione intima, per certi versi quasi dimessa, legata alla curiosità profonda non ad un disegno, all’idea di un réportage. Emilio cammina spinto dal desiderio di seguire e inseguire una pista e poi di scrivere per raccontare e per condividere, anche per cercare di spiegare, ma prima di tutto di capire cosa in Europa arriva della sponda sud del Mediterraneo. Emilio resta un viaggiatore prima che uno scrittore e un giornalista. E’ piuttosto un narratore dell’intimità con il mondo nomade, che traccia in una lingua contaminata come accade nella vita quotidiana a quelle latitudini, in cui le lingue si mescolano, si imbastardiscono, in una parola sola, vivono. Accorto, attento a dosare, scrupoloso nelle note – mai pedante – non fa sfoggio di sapere ma racconta con grande naturalezza la propria quotidianità e familiarità con quei luoghi.

I luoghi sono mappe di piste battute e sentieri inesplorati, soprattutto in Algeria, con alcune incursioni più cittadine in Tunisia. Nel libro ci sono diversi affacci sulla Libia e su quel caos respingente per chi non sia abbastanza deciso a non chiedere sconti. 

Nel viaggio si alternano le meditazioni solitarie, i dialoghi con i compagni di viaggio e soprattutto gli incontri che diventano piste incrociate dove le coincidenze non sono mai casuali come quella che ha portato me ad incrociare Emilio attraverso i nostri libri.
Il luogo nel quale si muove l’autore è un continuum tra deserto e Mediterraneo come i due elementi caratterizzanti il Maghreb rispetto alla città che è la rappresentazione tipica del mondo europeo e viene solo lambita di tanto in tanto. In fondo se in una certa rappresentazione il deserto per l’Algeria ha rappresentato il ritiro dal Mediterraneo, la storia e soprattutto gli anni Novanta, hanno dimostrato che l’uno senza l’altro non possono stare ed Emilio lo racconta chiaramente. Il Maghreb è prima di tutto la terra dei nomadi, del popolo del deserto, ma è affacciato al Mediterraneo e per questo respira un’aria comune con la sponda nord. Un posto particolare ce l’hanno le donne, che non comandano ma insegnano ed è questo conta maggiormente: donne che non vogliono imitare gli uomini, ma sanno incidere la storia standosene da una parte discrete.

Piste incrociate. Diario dal Nordafrica rappresenta report quasi involontario sulla dimensione nordafricana nato soprattutto nelle conversazioni notturne, soprattutto nelle lunghe notti di Ramadān, senza fascinazione mitica e favolosa, né incantamento ingenuo; senza giudizio né tesi. Emilio non sta da nessuna parte, si immerge semplicemente nell’umano, senza distinzione come il viaggio più affascinante che la vita ci regala e che non ha termine.

Piste incrociate
Diario dal Nordafrica
di Emilio Borelli
Polaris/Per le vie del mondo
13,00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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