“Pista nera” di Antonio Manzini

Scritto da  Giovedì, 03 Settembre 2015 

Romanzo poliziesco dello scrittore romano Antonio Manzini, nonché attore, sceneggiatore, regista, pubblicato per la prima volta nel 2013 nella scuderia Sellerio. È il primo libro con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, un antieroe che rappresenta in qualche modo la cifra originale di questo giallista, più attento alle debolezze umane che agli aspetti eroici.

 

Scritto con una penna agile, il linguaggio parlato di un sceneggiatura, lascia intravedere qua e là sprazzi lirici che marcano il contrasto tra i personaggi e l’ambiente originale, di una vallata valdostana, plumbea, dove i cognomi ricorrono troppo frequentemente. Qui sono quasi tutti parenti, chiusi all’apparenza, freddi come la neve, rivelano improvvise fiammate violente, senza i toni da cavalleria rusticana ma altrettanto nefasti negli eventi. In fondo sono le storie di tutti i giorni che per fortuna non finiscono sempre tragicamente: gelosie, invidie e naturalmente tradimenti; piccoli vizi trasversali che toccano anche chi dovrebbe essere d’esempio. Il protagonista ci ricorda però che è molto più facile sconfiggere il crimine che il vizio che si annida in tutti i noi e che spesso non è che una fuga dalla nostra debolezza, insoddisfazione, qualche volta dolore. Così, dietro quell’atteggiamento arrogante, un po’ sprezzante e facilone del vice questore, che non ama il proprio lavoro, pronto a lasciarsi sedurre da donne facili e traffici illeciti, c’è il senso di giustizia sociale – a volte risolta troppo per le spicciole – e il senso del decoro e del rispetto al di là della forma. Un giallo bene architettato e costruito, tra insospettabili, depistaggi e un epilogo sottile che mette sotto accusa il perbenismo. Una lettura estiva che chiunque più scegliere se lasciar scorrere come un film o approfondire per una riflessione su chi ci sta attorno e sulla nostra pista nera, quella interiore.

Il vicequestore Rocco Schiavone è stato trasferito ad Aosta, città che non ama in qualche modo in punizione, forse per l’unico atto eroico della sua vita, come scopriremo nel corso delle pagine. La storia prende avvio dal ritrovamento del corpo di Leone Miccichè su una pista da sci nei pressi di Champoluc, dopo che un gatto delle nevi lo ha travolto, fa capire subito a Rocco che non si tratta di un incidente, ma di un omicidio. Infatti nell'esofago del cadavere viene trovato un fazzoletto rosso sporco di sangue. Nel corso delle indagini al suo fianco c'è l'ispettore Italo Pierron, che in quelle montagne è nato e che diventa un prezioso compagno di viaggio di un uomo troppo cittadino per sopravvivere in quei luoghi. Tra i personaggi la moglie del defunto, Luisa Pec, una donna bellissima che è tra l'altro in attesa di un figlio; l'ex-fidanzato di Luisa, Omar Borghetti, capo dei maestri di sci; il fratello di Miccichè, che era in conflitto con Leone per degli immobili in Sicilia; Luigi Bionaz, il capo dei gattisti, che aveva coordinato gli spostamenti di Amedeo, che con il suo gatto delle nevi aveva travolto il corpo di Leone. Schiavone ha tre piste da seguire, la vendetta di mafia, i debiti, il delitto passionale. Sarà all’ultimo in uno scenario paradossale, ma non insolito, per un delitto che si svelerà colpa e colpevoli. Nel frattempo arriva da Roma un vecchio amico di Rocco, Sebastiano, che ha da proporgli un affare, un finto sequestro di marijuana, sostanza che abitualmente Rocco consuma. Per questa impresa si farà aiutare da Italo. Purtroppo nel finto sequestro incappano in un traffico di armi, che Rocco e Italo denunceranno alle autorità.

Antonio Manzini
Pista Nera
Sellerio Editore Palermo
2013, 278 pp, brosssura

Articolo di Ilaria Guidantoni

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