“Piccole storie di Ornella V.”

Scritto da  Venerdì, 11 Dicembre 2015 

Istantanee, pensieri, tra la cronaca quotidiana di un diario, il sogno e le fantasie di una celebrità della canzone italiana sotto forma di racconti. Quello che emerge è una figura “domestica”, la donna dietro le quinte, così quotidiana che svela una dolcezza lontana dall’aggressività sensuale delle scene e soprattutto dotata del tocco dell’ironia.

 

Quattordici racconti, pennellate e graffi che si mostrano da una porta semi-aperta, una finestra che si spalanca all’improvviso o una sala d’attesa in un aeroporto. Sembrano pagine di diario ma forse sono in parte storie inventate, vere quanto le nostre fantasie intime che partono certo dalla realtà, per poi colorarsi e vestirsi dei nostri sogni e delle sensazioni che ci attraversano. Rapidi e ritmati come una canzone le piccole storie di Ornella, svelano una delle voci più note della canzone italiana oltre che una rappresentante delle scene e della sensibilità nazionale non solo musicale, dalla parte segreta e direi domestica. Del leone dai riccioli rossi scompigliati, dalla sua sensualità aggressiva, trasgressiva e non riconducibile all’immaginario classico - che la stessa Vanoni cita in questa pagine - resta solo il graffio dell’ironia. E’ per dirla con Aristotele la “sproporzione” che genera comicità e che nei brevi, talora brevissimi, racconti diventa la sorpresa finale, il ribaltamento della situazione e che fa dire che la Vanoni ha certamente il piglio del narratore perché ne ha il fiuto e il gusto. Non importa tanto cosa si racconta – in fondo la vita ha più fantasia di noi e se si pensa a opere celebri, a cominciare dal melodramma, si nota che il plot è molto semplice e perfino banale – ma come lo si racconta. I flash dei momenti e delle situazioni di vita lasciano trasparire l’intensità del vivere di questa signora del teatro dove la profondità è data dal saper cogliere nelle sfumature rivelazioni, come una farfalla che entra nella stanza di notte e ci spaventa: da qui nasce la riflessione sulla paura che ingigantisce, qualche volta nel senso letterale, le cose che ci capitano. C’è la cagnolina Alga, brutta e malandata che in un aeroporto riceve i complimenti di una passante solo perché, osserva la nostra autrice, è l’animale di una persona nota. C’è l’amicizia a distanza con Hugo Pratt, tra due persone famose, che si incontrano però con la discrezione della timidezza e del rispetto della vita altrui, quasi schermandosi, lontano dall’immaginario collettivo di due “avventurieri” della vita. Ma è anche la passione per degli oggetti e un attaccamento morboso che alle volte sviluppiamo senza senso, o almeno senza logica, come per una penna Mont Blanc o, ancora, la storia di un cane e del suo affetto per la padrona, vissuto in modo improbabile dalla parte dell’animale perché narrare ci permette anche di cambiare la realtà come vorremmo che fosse.

Piccole storie di Ornella V.
di Ornella V.
Giulio Perrone Editore
10,00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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