Piatti senza frontiere di Francesca Cosentino

Scritto da  Domenica, 26 Aprile 2015 

Ricette, sapori e storie gastronomiche di altri paesi sulla tavola italiana

DE AGOSTINI LIBRI

Un modo di viaggiare e di conoscere gli altri e il nostro dialogo inconsapevole attraverso i piatti che mangiamo abitualmente. D’altronde il mondo della tavola ci conduce ad un’intimità profonda con gli altri e ci mette in contatto con l’anima di un popolo. Sono gli aneddoti, le storie e le tipicità che vengono da lontano o da vicino l’aspetto più interessante di un libro nel quale ricette e indirizzi utili sono un corollario. Lo spirito di Francesca non è infatti di scrivere il suo ricettario, ma è un’ambizione culturale oltre il mero andare dei turisti. Formato e grafica accattivanti e originali con il fondo turchese, colori dell’accoglienza anche nel sud del Mediterraneo.

“Piatti senza frontiere”, specialità e itinerari tra storie e sapori lontani.
Un libro per cucinare e viaggiare insieme che parte dal blog dell’autrice, Ostriche, e che promette delle sorprese proprio come l’ostrica che dall’esterno può non essere più invitante di tante conchiglie comuni. L’avvio iniziale muove dall’idea che la cucina sia un laboratorio di creatività e non una stanza di servizio che Francesca ricorda nei suoi viaggi come punti di incontro preziosi alla stregua di un monumento o di un panorama: innanzi tutto è la piazza dove le materie prime vengono forgiate dalla curiosità, il gusto e la sensibilità oltre che sull’onda della storia e delle consuetudini. Il libro è diviso in sezioni tematiche che più o meno corrispondono alle portate della tavola, a cominciare dagli antipasti, sfizi e piatti di mezzo. L’apertura è su una preparazione tanto diffusa e conosciuta da essere sconosciuta, la cosiddetta Caesar salad, inventata da un chef italiano emigrato Cesare Cardini il 4 luglio 1924, giorno dell’Indipendenza americana. Fu composta con gli ingredienti a disposizione, in parte italiani come la lattuga romana e il parmigiano e la salsa worcester americana ai quali in seguito furono aggiunti il pollo e la pancetta. Così ad esempio chi ha inventato l’insalata russa? Un cuoco francese o belga, Lucien Olivier presso il famoso Hotel Hermitage a Mosca a fine Ottocento. L’insalata Olivier ebbe molto successo ed era un piatto ricco con astice e caviale della quale sono nate tante versioni. Questi non sono che due dei tanti piatti che come una buona paella, la tajine di verdure o una fetta di apple pie sono tanto diffusi da diventare ormai una consuetudine anche in Italia, pur se sono nati in contesti lontani. E poi c’è lo spazio per le nuove specialità “senza frontiere”, presto assimilate dalla cucina nazionale, com’è già avvenuto per il roast beef all’inglese, l’insalata russa, la quiche provenzale o il chili con carne.

Tra le curiosità il fiore di lavanda un tempo destinato a profumare gli armadi dove si riponeva la biancheria, in Francia un paese, Sault, il 15 agosto, le dedica addirittura una festa e lo porta a tavola non solo per il color malva e il profumo, ma anche per il suo gusto aromatizzando addirittura la limonata. E l’uso insolito per il palato italiano di ingredienti che normalmente non si è soliti accostare c’è in tanti piatti, ad esempio, della cucina creola delle Seychelles, dove frutta e pesce compongono diverse pietanze. Certamente un posto speciale lo occupano spezie e profumi, come il chiodo di garofano, lo zafferano la cui parola deriva dal termine arabo che significa giallo e che all’inizio fu usato per tingere la seta o il gelsomino che per me è il fiore della Tunisia e per Francesca della Thailandia ed è proprio così perché ne esistono molte specie diverse. Tra le curiosità mi ha colpito quella sui macaron che ormai dalla Francia stanno migrando altrove con grande successo e so che in Tunisia ad esempio nei matrimoni chic sono d’obbligo. La ragione è che sembra che l’invenzione si debba a dei pasticceri di Caterina dei Medici e come fiorentina non posso che apprezzare con tocco di ironia quanta cucina francese è frutto della cultura rinascimentale.

Nel libro ci sono preparazioni sempre facili da realizzare, gustose e divertenti, che conquistano con sapori e aromi diversi. E diventano anche una piacevole occasione per ritrovare ricordi, appunti di viaggio e approfondimenti sul “cibo degli altri”, alla scoperta di tradizioni gastronomiche, indirizzi, percorsi e suggestioni di mondi lontani. Entrerete nei mercati di Barcellona o Marrakech, sentirete i profumi di Mauritius. Visiterete spazi insoliti di Parigi e conoscerete i segreti del tè inglese del pomeriggio. Incontrerete nuovi chef stellati svedesi, scoprirete l’hamburger perfetto newyorkese o le migliori ostriche australiane. Consigli anche sulla musica da ascoltare in cucina, i film da vedere e i romanzi dove ritrovare piatti particolari. In fondo ognuno sceglie il proprio modo di viaggiare perché ogni viaggio è prima di tutto un cammino in noi stessi che ci rappresenta: c’è chi viaggia soprattutto per incontrare le persone, chi attraverso teatri o biblioteche, altri che mangiano un panino confezionato, ma non perdono un museo o un monumento. Qualche anno fa lessi una guida al “mondo” attraverso il benessere dall’hammam alla banja. Francesca ha scelto di fare il giro del mondo partendo dalle cucine.

L’autrice Francesca Cosentino: vive a Roma con la sua famiglia. Giornalista e conduttrice del Giornale Radio Rai, viaggia e cucina per passione. Laureata in lingue e letterature straniere e lettrice curiosa, ritorna sempre con piacere a Londra, New York, Parigi o Barcellona. Nel suo blog Ostriche raccoglie ricette, storie, indirizzi e itinerari di tanti paesi del mondo.

PIATTI SENZA FRONTIERE
di Francesca Cosentino
De Agostini
Pag. 192
Euro 13,90

Articolo di Ilaria Guidantoni

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