Peplum – Il cinema italiano alle prese col mondo antico, di Francesco di Chiara

Scritto da  Lunedì, 28 Marzo 2016 

Il catalogo Donzelli si arricchisce di un ulteriore volume di approfondimento sul cinema italiano. Si tratta di Peplum – Il cinema italiano alle prese col mondo antico, un libro di Francesco Di Chiara, docente universitario di discipline cinematografiche, che esce in co-edizione con il Centro sperimentale di cinematografia di Roma.

Il volume (194 pagine, 30 illustrazioni) si articola in due parti distinte: nella prima l’autore analizza le origini del genere storico mitologico (quel genere, cioè, che fin dai primi passi mossi dalla settima arte ha inteso rappresentare sul grande schermo il mondo antico – romano, greco e biblico – impiegando notevoli risorse finanziarie e servendosi allo stesso tempo di ricostruzioni storiche e di elementi di fantasia). Nella seconda Di Chiara dedica la propria attenzione su alcuni dei titoli più rilevanti di una varietà cinematografica che ha sempre mietuto una notevole messe di estimatori nel nostro paese e anche all’estero. Vengono analizzate dall’autore innanzitutto le dinamiche produttive e i fondamenti culturali del Peplum. Si va dall’esposizione accurata delle origini del cinema storico mitologico (alla base della sua espansione il ruolo strategico svolto dal mondo antico in generale e quello romano in particolare rispetto alle aspirazioni nazionaliste del ceto aristocratico e borghese del nostro paese in un momento storico in cui l’Italia esterna ambizioni espansionistiche verso diversi paesi del Mediterraneo) all’indagine che mira a chiarire principi formali e sociologici ad esso sottesi, all’esame della figura del Maciste cinematografico, coinvolto quest’ultimo nei ruoli per lo più fantastici ricoperti dal forzuto protagonista che si muove in luoghi e circostanze altamente improbabili. E ancora, l’analisi si addentra nel delicato problema della “manipolazione” dei miti dell’antichità operata dal regime fascista, occupandosi nelle successive sezioni del volume delle regole che sovraintendono le produzioni cinematografiche e su quanto di positivo il genere ha lasciato alla contemporaneità.

La proposta avanzata dal libro in esame, sostiene Di Chiara, “è quella di considerare il peplum non soltanto come un genere o una linea produttiva, ma piuttosto come un cinema che segna diverse fasi del contatto tra la cultura italiana e un’antichità (greca, romana, egizia, biblica ecc.) la cui immagine viene di volta in volta ridefinita attraverso la mediazione, da una parte, dell’industria culturale (letteratura, stampa a rotocalco, sport, spettacoli di massa) e, dall’altra, di istanze (politiche, sociali, culturali) di diverso tipo.”.

L’obiettivo dell’autore viene raggiunto anche attraverso l’approfondita analisi di sette lungometraggi ritenuti rappresentativi del genere storico mitologico. Si tratta di Cabiria (Giovanni Pastrone, 1914), Scipione l’Africano (Carmine Gallone, 1937), Fabiola (Alessandro Blasetti, 1949), O.K. Nerone (Mario Soldati, 1951), Le fatiche di Ercole (Pietro Francisci, 1958), Ercole alla conquista di Atlantide (Vittorio Cottafavi, 1961), Gladiatori di Roma (Igino Straffi, 2012). Quanto a Cabiria, il film di Pastrone viene da Di Chiara considerato un film fondativo per il genere, mentre in Scipione l’Africano, unico caso, evidenzia l’autore, di rappresentazione diretta del mondo romano realizzata nel cinema italiano durante il fascismo, “la dimensione propagandistica rimane prominente a tutti i livelli e regola l’architettura di base così come ciascuna delle molteplici linee narrative di cui si compone l’opera”. Fabiola, di Blasetti, primo colossal italiano del dopoguerra e opera concepita da diverse componenti politiche, diverrà “campo di battaglia ideologico”. Su O.K. Nerone di Soldati: leggendo Peplus si può apprendere che il film delinea “l’immagine di un’Italia ancora schiacciata tra due modelli e tra le rispettive influenze tra un antico passato che non riesce ancora a scrollarsi di dosso una dimensione apertamente autoritaria […] e un modello americano che si propone di trasformare quello stesso passato in un bene di consumo […]”. Anche ai film di Francisci, Cottafavi e Straffi Di Chiara dedica pagine argute all’interno delle quali la rilevanza e la collocazione di ciascuna delle opere nella storia del cinema di casa nostra vengono esposte e giustificate con molta chiarezza.

Peplum – Il cinema italiano alle prese col mondo antico è un volume prezioso e rigoroso in grado, allo stesso tempo, di soddisfare curiosità da semplice appassionato di cinema italiano ma anche esigenze di approfondimento con riferimento a un particolare filone cinematografico che ha fatto grande la storia del nostro cinema. Si può pretendere di più?

Peplum – Il cinema italiano alle prese col mondo antico
di Francesco di Chiara
Donzelli Editore
Centro sperimentale di cinematografia
Roma 2016

Grazie a Francesca Pieri, Ufficio stampa Donzelli Editore

Articolo di Giovanni Graziano Manca

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