“L’oggetto piccolo b. Noi due, gli altri e una travolgente normalità” di Enzo Papetti

Scritto da  Lunedì, 09 Marzo 2020 

Un romanzo scritto come uno spettacolo, decisamente originale, non certo per la storia né per la scrittura quanto per la presentazione, la concezione con protagonisti che hanno volti di personaggi famosi, con la ‘partecipazione’ dello psicanalista Renato Mannheimer, che scrive la postfazione. E’ la storia di un amore anzi una costellazione di amori intrecciati ai giorni nostri ed è una travolgente normalità come racconta il sottotitolo che conquista. Una storia ‘leggera’ da fiction con più piani di lettura e un lavoro ipertestuale notevole, non solo per i significati nascosti contenuti, i rimandi simbolici – a cominciare dal titolo – quanto per i piani che si intersecano: quello musicale e cinematografico con ogni capitolo che ha un rimando. Scrittura veloce e ammiccante con note molto colte ed un lavoro di ricerca enciclopedico. Alla fine del libro anche una spiegazione delle canzoni, così come all’inizio di ogni capitolo c’è la scheda del film citato. Un libro che è anche un ‘oggetto’ artistico con schizzi e disegni. Un libro difficile da raccontare che è da leggere ma in qualche modo da vivere con una sorta di esperienza immersiva.

 

Il romanzo ha una fabula e un intreccio e si compone di un antefatto e dieci capitoletti, che rinviano a un famoso film mélo, con note che servono da controcanto e rimandi musicali. Racconta una storia d'amore e di amori; un gruppo di personaggi fragili, esposti agli umori del caso, al vuoto delle proprie incertezze; il ritratto di una borghesia disincantata, milanese, con riferimenti abbastanza trasparenti e riconoscibili, ripiegata su se stessa, indifesa al cospetto delle grandi trasformazioni storiche che attraversano il nostro mondo; un racconto divertente ma anche denso di richiami fra cultura alta e bassa (a partire dal titolo, un chiaro rimando lacaniano). Un gioco fra scrittura e multimedialità in cui si passa velocemente dal testo al contesto.
«L’oggetto piccolo b ci invita a riflettere sul nostro presente con un dramma, certo, ma che ha toni e colori di una messa in scena trasparente e luminosa, che ha il ritmo di un’ironica pacificazione», scrive Gianrico Carofiglio. Lo fa allargando i confini della forma del romanzo, servendosi di link musicali, di testi di canzoni, di illustrazioni di film famosi e di un gioco ironico delle note a piè di pagina. Difficile definire questo romanzo che ha il sapore di una commedia brillante, uno scenario a tratti grottesco dove i sentimenti sono più che fluidi, inconsistenti eppure dolorosi. Lo scrittore-regista è molto abile nel mantenere la giusta distanza senza mai svelare il proprio punto di vista che forse è proprio disincantato. Curioso il bugiardino che in tono scanzonato e un po’ beffardo lo consiglia contro la depressione anche se l’incertezza che si respira, la facilità di mandare al macero i sentimenti non è per tutti una medicina né tanto meno un antidoto contro l’instabilità dei tempi moderni. Una tragedia con i toni della commedia che ha la voglia di una pacificazione, per animi emancipati. Il testo è concepito come uno spettacolo dal punto di vista dello spettatore al quale implicitamente si rivolge lo scrittore di quando in quando senza però il classico interloquire con lo spettatore per via diretta se non come un racconto della vita narrante rivolta ad un terzo.
«L’oggetto piccolo b – scrive lo stesso autore - ha molti piani di lettura, indipendenti uno dall'altro (musica, immagini e testo). Per apprezzarlo non è affatto necessario padroneggiarli tutti. Il mio obiettivo era, ed è, di farne prima di tutto un “prodotto” godibile, piacevole. Che ci sia riuscito o no è un altro discorso[…]Il complimento migliore lo devo a mia cognata. Ciò che più di ogni altra cosa mi ha colpito, ha detto, “è quel senso di leggerezza, quell'improvviso sentimento di leggiadria che si è sedimentato in me dopo averlo letto e che mi ha fatto sentire in pace con il mondo”. Non aspiro a niente di più».
E’ una storia che descrive e inquadra le relazioni che legano un gruppo di persone con un tono sospeso tra il reale e l’immaginario, alcuni dei quali realmente esistiti, amici dello stesso autore come il rimando a Ivan Dragoni che è stato un attivista dei diritti omosessuali: un gay che si scopre gay, un gay che sa bene di esserlo, una moglie nevrotica, uno psicanalista lacaniano, una ventenne mozzafiato, il secondo marito, il terzo marito, un'amica in cerca dell'anima gemella e una serie di altri personaggi curiosi.
La storia racconta di Ivan, libraio antiquario, sposato con Marta. La loro relazione, in apparenza, è stabile. Lo sarebbe a lungo se lui non si innamorasse di Fedro, il gestore di un locale-gay, scoprendo così il lato oscuro della propria sessualità. Dopo il divorzio e una crisi non facile da superare, Marta conosce Roberto, un regista e lo sposa. Il rapporto con Ivan, nel frattempo, si è rinnovato sul piano dell'affetto e di un'amicizia, per entrambi, ineludibile. Ivan e Fedro sono felici. Marta e Roberto hanno un figlio e capiscono di essere incompatibili. Secondo divorzio. Ivan, che si sente in colpa per i fallimenti della ex moglie, fa di tutto affinché si metta con Corrado, manager di una multinazionale, amico e cliente, vedovo e padre di due adolescenti. Marta lo sposa e per un po' tutto fila liscio. Fino a che Fedro si ammala e muore. Per il libraio è un colpo durissimo. Viaggia per mesi in mezza Europa. Quando ritorna, va a vivere nella casa che aveva lasciato alla moglie. Ciò che non si aspetta, però, è di trovarla ad attenderlo. Con Corrado l'armonia non solo si è spezzata, ma il manager sospetta pure che la donna non abbia mai smesso di pensare all'ex marito. Per convincerlo del contrario, il libraio s'inventa di essersi fidanzato con Teresa, figlia di Paola, un'amica storica di Marta, una ventenne che coltiva il sogno di diventare attrice. L'impegno di rendere credibile l'espediente porta Ivan a presentarla a Roberto, fino a farsi scoprire dalla ex moglie a letto con la fanciulla...
Se Fedro, non tornasse inaspettatamente a riprendersi l'amico.


Enzo Papetti ha scritto e diretto i film Noi Due/Tre e Calcolo Infinitesimale. Ha progettato e realizzato eventi come Storia della Pubblicità, Il Summit della Comunicazione, Dio l'evento e l'incontro, Milano specchio d'Europa. Ha insegnato alla Sapienza di Roma e alla IULM. È autore di Formare il cinema, Marsilio, Ripensare la televisione, Liguori, Dentro il vulcano, Bevivino.

L’oggetto piccolo b. Noi due, gli altri e una travolgente normalità
di Enzo Papetti
Elemento 115
Pagine 360 prezzo 18,00 Euro
In libreria dal 14 febbraio

Grazie all’ufficio stampa Anna Ardissone e Raffaella Soldani

Articolo di Ilaria Guidantoni

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