"Non finché vivo" - Poesie inedite 1942/1996 di Allen Ginsberg

Scritto da  Domenica, 02 Aprile 2017 

Il Saggiatore pubblica per la prima volta Non finché vivo – Poesie inedite 1942/1996 di Allen Ginsberg (prefazione di Rachel Zucker, edizione e cura di Bill Morgan), che raccoglie opere del grande poeta beat quasi tutte ancora inedite nel nostro paese e inedite (ma soltanto in parte) anche negli Stati Uniti.

 

La beat generation fu una spina nel fianco dell’establishment contro le regole e i tabù, contro la classe borghese e la guerra nel Vietnam. Responsabile della nascita di movimenti giovanili come quelli dei figli dei fiori e dei beatnicks, a livello letterario la beat generation annovera autori che si fecero portatori delle nuove istanze culturali avanzate dai giovani. Il mito del viaggio che consente di soddisfare la voglia di ciascuno di essere libero e la tendenza ad abbracciare le più diverse forme di spiritualità come il Taoismo, il cattolicesimo e la spiritualità Zen sono solo alcuni dei centri di interesse su cui si esercitò la scrittura degli intellettuali beat. Allen Ginsberg (1926-1997) fu, all’interno del movimento letterario beat (di cui facevano parte scrittori e poeti come Jack Kerouac, Lucien Carr, William Burroughs, Gregory Corso, Neal Cassady, Gary Snyder, Lawrence Ferlinghetti e Norman Mailer), uno degli autori più interessanti e prolifici. Pare non abbia mai smesso di scrivere e che abbia effettivamente scritto per più di cinquant’anni fino a pochi giorni prima della sua morte. Certamente, a leggere questo “Non finché vivo – Poesie inedite 1942-1996” se ne ha l’impressione, lo ha sempre fatto con la stessa carica espressiva e visionaria che caratterizza gli incessanti psichedelici flussi di coscienza di cui è intrisa la produzione poetica ginsberghiana che già conoscevamo.

In Poiché l’anima del pianeta si sta destando, composizione del 1970, Ginsberg scrive:
"Poiche' l'Anima del Pianeta si sta/Destando, l'ora della dissoluzione/Delle forme materiali e' vicina, la nostra/generazione e' intrappolata dentro Imperiali/ Sataniche citta' e nazioni, e solo/ la profetica sacerdotale consapevolezza/ del bardo - Blake, Whitman/ o i nostri stessi nuovi se' - potra'/ rendere fermo il nostro sguardo sui/ fiammeggianti occhi delle tigri del/Furore che verra'"

E’ apocalittico il tono di questa poesia del tutto assimilabile, quanto ad efficacia descrittiva e a trasparenza di significato, ad altre composizioni presenti all’interno di un volume i cui scritti si presentano spesso al lettore come un caleidoscopio di sensazioni suscitate da un mondo che giorno dopo giorno sembra andare in rovina.

I riferimenti ai temi tanto cari agli scrittori beat, in “Non finché vivo – Poesie inedite 1942-1996”, sembrano esserci tutti: la lunga poesia Da New York a San Fran del 1965, tanto per dire, ne raccoglie diversi e cosi la poesia Niente soldi, niente guerra, del 1969.

Meritoria quanto sorprendente, l’iniziativa editoriale del Saggiatore: “Non finché vivo – Poesie inedite 1942-1996” ci è parsa opera destinata a diventare un classico della poesia americana del secolo scorso da leggere e assimilare nella sua completezza.

Grazie a Alice Farina, Ufficio stampa il Saggiatore

Articolo di Giovanni Grazian Manca

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