“Noi ancora una volta” di Marie Thérèse Taylor - Narcissuss editore

Scritto da  Adele Maddonni Giovedì, 20 Marzo 2014 

Cinque amiche alla soglia dei cinquant’anni che si conoscono dai tempi del liceo; un appuntamento fisso per ritrovarsi ogni anno, lo stesso giorno nello stesso posto, a Roma, per raccontarsi cosa sta succedendo nelle loro vite; un incidente che impedisce a una di loro di partecipare alla riunione e la costringe a letto in coma; l’idea delle altre quattro di stimolarne il risveglio riunendosi tutte al suo capezzale raccontandole storie e facendole ascoltare musica. Questi sono gli ingredienti del divertente esperimento letterario di Marie Thérèse Taylor, una sorta di Decameron contemporaneo, tutto al femminile, che si snoda attraverso un prologo, quattro giornate di racconti e un epilogo, intervallando storie e musica, intrecciando il piano della cornice narrativa e quello dei racconti che animano le varie giornate.

 

 

  

 

 


Marie Thérèse, Francesca, Angelica, Roberta e Margherita sono amiche fin dai tempi del liceo, i fantastici anni Settanta in cui hanno condiviso sogni, speranze, ideali, desideri di emancipazione femminile e lotte politiche. Ormai prossime al traguardo dei cinquant’anni, divise inevitabilmente dal percorso che la vita di ognuna ha intrapreso, continuano comunque ad incontrarsi ogni anno, lo stesso giorno nello stesso posto, il Caffè Trombetta a Roma, per condividere le loro storie, raccontarsi quello che succede, le novità. Quando vengono avvertite che Margherita ha avuto un grave incidente e si trova in coma, le altre si precipitano in ospedale al suo capezzale e su consiglio del dottore, cercano di stimolare l’amica a risvegliarsi, parlandole e facendole ascoltare musica nelle ore notturne, quando non potranno essere presenti.


Marie Thérèse, scrittrice, propone alle amiche di dare vita ad una sorta di Decameron, in cui ognuna di loro dirigerà una giornata, scegliendo un tema su cui saranno incentrate le storie che a turno ciascuna racconterà. La musica sarà un ulteriore stimolo e farà da supporto, come una sorta di colonna sonora, ai racconti che animeranno le varie giornate.
I racconti della prima giornata saranno l’occasione per le amiche di riflettere sulla loro giovinezza, gli anni meravigliosi del liceo e dell’università, alle prese con i primi amori e le prime esperienze sessuali. Aspettative, traguardi raggiunti e quelli mancati, desideri, sogni, speranze e disillusioni... Si apre una finestra sul mondo dorato delle cinque amiche, la scintillante Roma bene degli anni Settanta/Ottanta su cui però si addensavano le nubi del terrorismo e degli anni di piombo.
Si parla più nello specifico di amore, di passione, anche nella sua accezione fisica, il motore di tutte le cose, nella seconda giornata.


Nella terza giornata Angelica, insegnante, affronta il tema del tradimento; scelta non casuale visto che da qualche tempo sospetta che il marito, deputato, abbia altre donne, ma ha sempre fatto finta di non accorgersene, anche per mantenere il proprio status sociale e non compromettere la carriera di lui…
La città di Roma rimane in sottofondo costante ai racconti, affiorando in superficie in maniera più marcata quando un locale, una strada, un luogo sono la cornice in cui si svolge un particolare momento del racconto.
Il quarto giorno all’ospedale Angelica non è presente per problemi con la figlia. Nel frattempo, però, è arrivata Dayita, misteriosa amica di Margherita conosciuta durante un viaggio in India. Prendendo spunto dalla sua presenza, Marie Thérèse decide che il tema del giorno sarà il confronto tra culture e generazioni diverse. E proprio sulla capacità di relazionarsi con le diversità si svilupperà l’ultima parte della vicenda delle cinque protagoniste, rese sicuramente più forti e consapevoli da questa brutta esperienza, che però ha contribuito a unirle ancora di più.
Per tutte loro queste giornate passate insieme al capezzale dell’amica saranno un momento per crescere e rimettersi in discussione, sia dal punto di vista personale che professionale. Marie Thérèse, in particolare, troverà nuove motivazioni e un sacco di materiale interessante, grazie agli spunti emersi durante i racconti delle quattro giornate, per riprendere la sua carriera di scrittrice…


Nel testo sono presenti riferimenti a canzoni di epoche diverse; per permettere al lettore di immedesimarsi nella storia e vivere pienamente le suggestioni create dalle musiche che le amiche fanno ascoltare a Margherita in coma, sono presenti i collegamenti. Per ascoltare le musiche, per chi legge il testo su un dispositivo elettronico (telefono, computer, e–reader) basterà cliccare sui titoli delle canzoni; se si legge il testo su supporto cartaceo, si possono utilizzare i QR code.


Marie Thérèse Taylor
Dietro questo nome si nasconde un personaggio reale? o si va componendo con le storie di ognuno di noi?
L’autrice è una persona che ha vissuto i rutilanti anni Ottanta del Novecento e guarda con stupore e curiosità al terzo Millennio. Osserva il continuo evolversi della società mantenendo però sempre intatta la ricerca del Santo Graal della felicità. Vede sempre il lato divertente di ogni cosa. Prima Seconda Terza repubblica tre atti del gran vaudeville teatrale. Figlia di un pittore irlandese e di una cantane francese nasce e studia a Roma dove i genitori risiedono dagli anni Cinquanta. Giovanissima inizia a fare la giornalista corrispondente di pezzi di colore nei paesi endemicamente in conflitto, sposa un collega che viene ucciso in un`azione di guerra. Dopo aver assistito alla lapidazione di una ragazzina, abbandona il mestiere di corrispondente per darsi alla scrittura di romanzi ambientati in quei paesi. Piena di ammiratori di ambo i sessi, non le si riconoscono legami stabili. Ha vissuto per un lungo periodo tra la Versilia e le Alpi Apuane. Attualmente vive in Australia, dove passa il suo tempo tra la scrittura e l’invenzione di nuove iniziative imprenditoriali sempre un po’ bislacche.


Noi ancora una volta
di Marie Thérèse Taylor
Narcissuss editore
In vendita da Kindle Store di Amazon ad iBooks Store di Apple, Kobo, Barnes&Noble, UltimaBooks


Articolo di Adele Maddonni

 

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