"Muto come un orsetto" di Helfrid P. Wetwood

Scritto da  Sabato, 03 Gennaio 2015 

Sono stanco, fuori moda, sporco di bava e di grasso, sono incazzato e dal profondo della mia imbottitura, salvo il cane e il meccanico, vi odio tutti! Detesto voi e questa dannata città, questo manicomio luminoso per clown, questo divorzio orizzontale che tutto divora e tutto si prende”.

Testo che si lascia leggere praticamente tutto d’un fiato per l’espressività del linguaggio, immediato, vivido e colorito, a tratti acceso di brutalità che con un certo stridore associamo all’immagine di un orsetto di peluche… Soprattutto per questo corto circuito spiazzante la favola noir di Helfrid P. Wetwood ci incuriosisce e coinvolge.

Dal momento in cui è stato utilizzato come arma del delitto della prostituta Ginger, il povero Gosa diventa protagonista di un viaggio nei bassifondi di Milano, dove si troverà a fronteggiare le situazioni più degradate, sporche e maleodoranti. Scaraventato in strada a contatto con un’umanità varia, sporcizia, sangue, escrementi, l’orsetto “muto” si sfoga con noi lettori per le sue disavventure, risultando a dir poco logorroico.

Effettivamente, una volta strappato dal caldo salotto dell’appartamento della prostituta uccisa, contesto protettivo e avvolgente che lo aveva accolto per quasi mezzo secolo, al povero Gosa ne capitano di tutti i colori, fino a fargli desiderare di avere delle palpebre per poter chiudere gli occhi e non dover assistere a cose davvero terribili…
Come se fosse piombato su un vagone delle montagne russe, il suo sarà un viaggio tra alti e bassi, dandogli quindi sempre una visuale inconsueta rispetto al livello in cui si muovono gli umani: dall’alto di un camion della spazzatura o di una mensola di commissariato o dal basso della strada o del pavimento di uno sgabuzzino osserverà e commenterà fatti e persone che mettono in scena davanti ai suoi occhietti vivaci lo spettacolo tragicomico della quotidianità di una metropoli. Dimostrerà coraggio e uno spirito indomito il piccolo Gosa, che in una girandola di eventi si troverà faccia a faccia con assassini, molestatori di ragazzini, giovani dalle menti disturbate e dalle azioni imprevedibili, cani pronti ad azzannarlo.

Protagonista di una piccola, moderna Odissea metropolitana, il piccolo Gosa si muove ai margini di una Milano dai colori decisamente cupi, molto diversa da quella che l’orsacchiotto ricordava cinquant’anni prima… Della Milano da bere è rimasto solo il conto da pagare. In compenso sono spuntati grattacieli sempre più alti, segno di una vera e propria “erezione architettonica”, il traffico è impazzito, i tram ingigantiti, la gente corre senza sosta tutto il giorno e non smette mai di parlare al cellulare.
È un orsetto filosofo il piccolo Gosa, che si cimenta in analisi antropologiche della società contemporanea e lancia invettive contro i comportamenti alienanti e le nevrosi moderne, utilizzando miriadi di aggettivi, metafore, un fiume in piena di parole che fuoriesce da lui a dispetto della materia sintetica di cui è composto. La complicata e multiforme umanità che incontrerà nel corso della sua avventura gli darà modo di disquisire sulla vita e sulla morte, sulla felicità, il destino, l’amore, le miserie umane, in un vortice di parole, parole, parole…

Helfrid P. Wetwood
Muto come un orsetto
Fratelli Frilli Editore
9,00 euro

Grazie a Carlo Frilli - Fratelli Frilli Editore

Articolo di Adele Maddonni

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