“Morte a San Siro” di Alessandro Bastasi

Scritto da  Concetta Padula Domenica, 03 Settembre 2017 

“Nulla doveva sfuggire alle regole del “sopire, troncare”. Figurati la fuga di una figlia, un’onta da nascondere agli occhi del mondo, una vergogna…”

 

La penna di Bastasi, nello scrivere questo romanzo, trova ispirazione da un articolo di giornale incentrato sul ritrovamento di resti di ossa umane di una studentessa lucana: Elisa Claps. L’analogia, con questo efferato fatto di cronaca che ha scosso per molti anni gli animi degli italiani, è creata in modo nebuloso solo nelle prime pagine dell’intera storia.

I protagonisti del romanzo sono per lo più uomini del nord Italia, milanesi doc, che dopo un’infinità di tempo si ritrovano a tessere le trame di una vicenda sepolta cinquant’anni prima. Storia rimasta sospesa nel 1965 e che ora, come fantasma incarnato, uscendo dalla cenere del passato reclama il proprio diritto alla verità. Verità scomoda e non scontata che tutti sembrano ignorare, e che nessuno dei grandi nomi della Milano da bene vuole tirare fuori dall’armadio della memoria, dall’armadio del passato. In questo romanzo prende forma un incontro-scontro generazionale: un padre-ex docente liceale impregnato di cultura sessantottina, Guido Barbieri, e una figlia: Laura Barbieri, esuberante giornalista, donna in carriera con alle spalle un divorzio, sempre affaccendata, donna che cerca di dividersi tra il piccolo Michele e una nascente storia amorosa…un po’ scomoda per entrambi. Solo loro sembrano interessarsi, in primis, a questo mucchio di ossa??!!

La storia è avvincente, la trama cattura il lettore dall’inizio del racconto sino alla fine, ma quello che mi preme sottolineare è, non solo l’ambientazione ma anche in contesto storico e il dipanarsi degli avvenimenti, mai prevedibili. Bastasi ci porta a riflettere sul fatto che si può vivere sotto lo stesso tetto ma condurre stili di vita differenti, avere visioni, sogni, prospettive della vita diverse o addirittura non conoscersi affatto. Allora, solo, quando nella vita si comincia a vedere il crepuscolo, in lontananza, non resta altro da fare che tirare le somme su ciò che si è seminato nel grande campo della propria esistenza e, se si è ancora in tempo, si possono espiare i propri peccati o si può cercare di “recuperare” un rapporto sopito, impolverato dai passati rancori. I legami affettivi, gli Amori vanno vissuti, gustati, assaporati nell’attimo, nel momento in cui tutto nasce, sboccia perché tutto lascia dentro e dietro di sé un alone di benessere: l’essenza del calore umano. Solo una relazione basata su sani principi, sincerità e rispetto reciproco, potrà dare i propri frutti, anche dopo molto tempo.

Laura cresce sentimentalmente, compie degli errori grossolani dovuti a una spasmodica ambizione professionale, però tutti i lettori si aspettano la nascita di un riscatto di questo personaggio. Laura ragiona troppo, usa sempre e solo la testa nelle sue svariate decisioni. Dato che lo scrittore lascia in sospeso una buona fetta della sua vita, noi-spettatori pensanti ci auguriamo che in futuro agisca più di “pancia”. Il padre Guido, per certi versi, è simile alla figlia; basti pensare che nel proprio affaccendarsi quotidiano dimentica anche il sapore e il torpore che si prova nel gustare un buon pranzo tra coinquilini. La vita corre, corre via e questo suo fluire costante, repentino, incontrollato, ci fa perdere il vero senso, il vero valore-sapore che ogni uomo deve attribuirle.

La vita è sacra ma la verità ci rende liberi e cristallini come l’acqua. Solo la verità permette di riscattare il passato, vivere il presente e posare i nuovi mattoni della” casa” dell’incerto futuro.

Morte a San Siro
di Alessandro Bastasi
Fratelli Frilli Editori

Grazie a Carlo Frilli

Articolo di Concetta Padula

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