“Milano meravigliosa” Storie quotidiane della città meneghina di Ermanno Accardi

Scritto da  Martedì, 02 Dicembre 2014 

Uno sguardo sulla città e nella città semplice come quello di un bambino trapiantato dalla Sicilia ancora piccolo al nord. La storia di un innamoramento, ma soprattutto di un’appartenenza non per scelta ma per indole, per smentire il detto che milanesi si nasce. Al contrario Ermanno Accardi milanese diventa e assapora attraverso le storie di tutti i giorni questo cuore pulsante d’Italia non perché eccezionale. Semplicemente perché è.

E’ un libro che scorre, piacevole e fluido, non leggero ma senza intoppi, contorsioni, difficoltà. Ben scritto ci trasporta nella semplicità di storie di tutti i giorni, una sorta di viaggio a tappe, episodi che ricostruiscono la storia di un bambino – l’autore – giunto a Milano per lavoro del padre piccolo da Caltanisetta. Arrivato inconsapevole, come nella sua tappa romana, non sicuramente per scelta, assapora la vita che scopre dalla parte dei milanesi e piano piano ne scopre la sua appartenenza come un figlio adottivo.

E’ un testo ben scritto con qualche espressione in dialetto locale, mai forzata, ben dosata e metabolizzata. C’è una vena di malinconia per quella Milano che non c’è più e che forse l’autore ha sentito raccontare più che vedere direttamente, ma c’è anche la stagione dell’infanzia e dell’adolescenza che ormai svanite si confondono con quella Milano che era o che forse era per Ermanno. C’è un buon equilibrio tra il protagonismo dell’autore e l’affresco che emerge di un mondo, di una società, cuore pulsante negli Anni Ottanta dell’Italia dell’edonismo e delle grandi illusioni, con qualcosa che resta in sospeso tra l’invenzione, la docufiction e il reportage, ma questo è anche il mestiere di Accardi. E’ piacevole anche l’aspetto di guida insolita nella città perché è un modo garbato e a tratti divertente per imparare tante notizie su Milano senza accorgercene e soprattutto con la prospettiva della vita vissuta, dell’ambiente sociale, dell’atmosfera, più che della ricostruzione storica. Giornalistica o turistica. C’è la Milano della nebbia e del paesaggio piatto dove la Montagnetta è l’unico dislivello; quella dei tanti immigrati, tutti accolti per una città che è un mosaico da sempre; la città delle periferie, della ‘mala’, del cabaret e dei Navigli che sono un unicum in Italia. E’ anche la città dei giovani, dei locali notturni e della vita trasgressiva delle notti degli Anni Settanta e Ottanta quando ancora non si parlava di movida e non tutto era massificato. Il luogo dov’è nata la pubblicità e che per un periodo è stata la locomotiva d’Italia.

E’ però anche la città delle rapine a mano armata di Renato Vallanzasca, della strage di Piazza Fontana, del volo rocambolesco sul Pirellone e degli Anni di Piombo. E’ infine una città dove c’è posto per tutti e forse è questo il messaggio più forte del libro, anche se non viene dichiarato. E’ insomma la Milano delle emozioni e per questo forse meravigliosa, un titolo che pensando alla città meneghina un po’ stupisce chi non è avvezzo a incuriosirsi delle storie comuni e per questo originali che si incontrano per strada o nella porta accanto. E’ una Milano che rileggo volentieri, molto diversa dalla mia – ci separano anche un po’ di anni ma non troppi nella differenza di età – trasferita a Milano a nove anni per seguire mio padre. Una Milano interessante, stimolante ma alla quale non sono mai appartenuta perché io penso che milanesi non si possa diventare. Questo libro è una piacevole smentita.

Milano meravigliosa
Storie quotidiane della città meneghina
di Ermanno Accardi
Edizioni della Sera
16.00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

TOP