“Meticcio - L’opportunità della differenza” di Bruno Barba

Scritto da  Martedì, 01 Marzo 2016 

Un viaggio nella storia del meticciato che coincide con la storia dell’umanità, un’opportunità prima che un dovere morale. Questa la chiave di un saggio che ha il sapore di un viaggio in prima persona dell’autore, “figlio” di Jorge Amado e di quel Brasile che rappresenta un modello involontario dell’ibridazione come creatività, all’apparenza razzista ma nella sostanza accogliente. Andando a zonzo nello spazio e nel tempo Barba ci regala pennellate colte, mai accademiche, di un dato di fatto mai riconosciuto abbastanza dalla miopia della disonestà intellettuale.

Il sottotitolo è la chiave di questo libro intenso, di lettura piacevole e scorrevole, pieno di spunti di riflessioni, che può essere un utile strumento di approfondimento e di riflessione come un libro per tutti coloro che vogliono ascoltare l’umanità e provare a saltare la barriera delle etichette. Verso la fine ci rivela che il suo maestro è stato Jorge Amado – autore che io stessa in un periodo ho letto avidamente – con quel mondo di imperfezioni ingiudicabili, teneramente e qualche volta ferocemente autentiche di passioni e di contaminazioni. E’ il Brasile il modello internazionale di riferimento forte proprio per involontario, anzi dal volto violento.

Oggi più di ieri è forte la deterritorializzazione anche per l’accelerazione dei movimenti dei flussi, sebbene la storia dell’umanità sia fatta di migrazioni e di contaminazioni perché questa è la vita. Tra l’altro il presupposto della razza “pura” prima che immorale è un’astrazione fra gli uomini. Per altro spesso l’idea della tradizione come il dominio dell’eden è solo una proiezione retrospettiva idealizzata non una realtà, per altro mai immobile. Quello che noi crediamo identitario, legato alla nostra identità intesa come monocolore è spesso frutto di ignoranza, basti pensare al Cristo ebreo e il cibo in tal senso è una metafora straordinaria del fatto che qualcosa diventa tipico di un luogo sebbene sia frutto di meticciato. Basti pensare al tiéboudiene, riso con il pesce, piatto simbolo del Senegal, nato dall’importazione del riso indocinese in eccedenza sotto la dominazione francese, mentre nel paese africano i francesi avevano creato piantagioni di arachidi a discapito dei prodotti di sussistenza locale, miglio e sorgo. Divertente la storia del Babà cosiddetto – dovremmo dire dopo la lettura di questo libro – napoletano che fu inventato per caso perché su un dolce tedesco immangiabile per un polacco in esilio si rovesciò del rhum delle Antille. L’uomo lo lasciò inzuppato finché di malavoglia lo assaggiò rimanendone incantato.

La mescolanza non è dunque un fatto nuovo e viene contrastata secondo un modello di pensiero tipicamente europeo nonché statunitense (ndr) che divide il mondo in modo manicheo e che spesso falsa completamente i dati, come l’autore con dovizia di riferimenti evidenzia in merito agli immigrati e alle presunte connessioni con la malavita in generale.
Sul tema della cultura come meticciato e dell’autenticità della ricerca dell’antropologia che è relativismo, l’autore spende molte pagine con una critica alla cosiddetta civiltà occidentale che ha imposto la sua supremazia, presumendo una ragione superiore e omologando il pensiero, sia esso il capitalismo e neoliberismo o il comunismo a seconda dei momenti e delle regioni di influenza. Così facendo è implosa oltre a schiacciare interi continenti come l’Africa.
Sul tema del meticciato mi preme sottolineare l’osservazione acuta di Barba per cui esso non è indifferenziazione o assimilazione, al contrario dialogo e incontro tra la diversità e non semplicemente tolleranza, figlia dell’Illuminismo e della ragione per cui esiste un’uguaglianza presunta ma non una vera accoglienza. Tra l’altro il concetto stesso di razza è figlia del Razionalismo moderno e presuppone l’evoluzione della civiltà come progresso lineare in qualche modo astratto e storicamente inverosimile come sottolinea ad esempio il concetto di società liquida del sociologo Zygmunt Baumann. Tra l’altro è ormai dimostrato che, per quanto possa apparire strano, il patrimonio genetico degli esseri umani è per oltre il 99 per cento lo stesso.
Pertanto la logica dei muri che disegna una mappa dell’odio – a cominciare dall’avversione al popolo Rom, il più odiato della terra – che ha generato solo guerre e violenza. E’ ora il momento di ricominciare dalle periferie, come ha sottolineato dl Pontefice Francesco, per provare a guardare la realtà con lo sguardo di quello che è guardato come altro nel senso di alius e non alter, quindi l’estraneo, lo straniero che fa paura e non un altro io del quale nutrirsi e con il quale ibridarsi.
In questa seconda accezione Barba sottolinea il valore della musica che più di altre espressioni è meticcia e di molte religioni, non quelle “forti”, monoteiste ed è ancora una volta l’esperienza del Brasile a tracciare la via. E’ l’erotismo che per natura crea meticciato, non quello biologico perché presupporre l’esistenza di due razze pure all’origine, ma quello del cuore, della cultura, semplicemente dell’umanità.

Meticcio
L’opportunità della differenza
di Bruno Barba
Saggi POP
Casa editrice effequ
2015, Orbetello
Euro 15,00

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