“Mersault, contre-enquête” Di Kamel Daoud

Scritto da  Mercoledì, 25 Giugno 2014 

Una novità sul fronte algerino, il primo romanzo di Kamel Daoud, classe 1970, giornalista del “Quotidien d’Oran”, originario di Mostaganem, residente a Orano che riscrive la storia raccontata da Camus al contrario. E’ un romanzo e quindi un itinerario immaginifico quanto coerente nella tessitura che illumina le vicende attuali dell’Algeria. Il racconto è speculare a “L’Etranger” di Albert Camus.

 

 

 

 

 

 

 


La vicenda scritta da Camus è nota: un francese su una spiaggia all’ora della canicola uccide apparentemente senza ragione un arabo perché lo legge come una minaccia. Colpisce del testo del grande maestro francese l’indifferenza e la freddezza, l’estraneità a se stesso e alla coscienza. In questo atteggiamento l’essenza del titolo che diviene una condizione dell’anima: l’essere estraneo. Il libro celebre parte da un’altra indifferenza, quella di Mersault, il protagonista, verso la morte della propria madre, un affronto nell’immaginario dei rapporti familiari del mondo arabo. Daoud immagina il protagonista del suo romanzo quale fratello gemello dell’Arabo ucciso da Mersault. Scrive per chiedere giustizia e prima di tutto una voce, umiliato da decenni, oltre mezzo secolo nel quale alla famiglia non è stato restituito neppure il corpo.


Un Arabo non ha nome, è solo etichettato, al più indicato come zoudj, due in algerino, ovvero le 14, l’ora della canicola nella quale va incontro alla morte. Il termine, declinato nel tunisino jouj è anche la radice della parola “gemello”, un gioco di parole che l’italiano non rende adeguatamente. Nel libro, ben scritto, con il piglio del giornalista, tanto che viene da pensare di leggere una pagina di storia, il protagonista decide di imparare il francese perché è la lingua del diritto, della giustizia, la porta per essere riconosciuti ed ascoltati anche nella sua Algeria. E’ una terra vittima del dolore di una famiglia bastonata dai colonizzatori come dallo stesso governo e quello che ferisce maggiormente il fratello di Moussa è l’indifferenza della gente, forse degli stessi Algerini. Non riesce ad accettare l’idea che Mersault-Camus sia diventato famoso grazie ad un libro ben scritto, che in qualche modo riscatta l’assassino. Soggetto originale condiziona il lettore nella presa di posizione e dischiude un mondo rispetto al personaggio di Camus, uomo di confine, Algerino di Algeri, algérois, non di Orano – città che non amava e che ridusse alla banalità - molto criticato perché non prese posizione contro la Francia a sostegno del Fronte di Liberazione Nazionale, rispetto alla guerra d’Indipendenza. Parimenti fu emarginato in Francia, in particolare dagli intellettuali.


E’ un libro senza pace che ci introduce nella difficile interpretazione della storia recente algerina, storia fatta di moti unidirezionali: Francesi, leggi europei, Cristiani contro Arabi-Musulmani. Nel libro si fa solo un cenno, ma si lascia intravedere che questa rabbia porterà altro rancore, tanto che gli Arabi schiacceranno i Berberi. La storia nel romanzo invertirà le parti finendo in tragedia, con la vendetta, e quello che colpisce ancora una volta è che il protagonista è scosso dall’indifferenza anche quando è il turno di essere giudicato come nuovo carnefice.


C’è un comune denominatore tra i due protagonisti del romanzo di Camus e di quello di Daoud, due carnefici, miscredenti che non trovano Dio nemmeno nel dolore per la morte. Nel libro di Daoud il protagonista fa sentire tutta l’avversione per il radicalismo che ha caratterizzato gli Anni ’90 dell’Algeria, la deriva senza razionalità, quel fastidio per il venerdì, il giorno di preghiera, dove le persone in nome della religione abdicano ai doveri sociali. C’è un passaggio che mi ha colpito e che descrive bene ogni forma di estremismo: quando il protagonista decide il venerdì di restare a casa a guardare gli altri dal proprio balcone e guardando le moschee sottolinea come siano così grandi da offuscare Dio. Romanzo pungente, di denuncia, un inno di amore per il proprio Paese. Scritto in una lingua raffinata che il Francese non di Francia soltanto riesce a regalare.

 

“Mersault, contre-enquête”
di Kamel Daoud
Edizioni Actes du Sud
maggio 2014
19,00 euro


Articolo di Ilaria Guidantoni

 

TOP