“Mémoire de fille” Annie Ernaux

Scritto da  Sabato, 09 Luglio 2016 

Diario intimo rievocativo dopo cinquant’anni che diventa romanzo di iniziazione di una giovane ragazza: l’autrice legge la ragazza che era quasi come altra da sé e nello stesso tempo come il nucleo più autentico e doloroso di quello che è diventato. In qualche modo romanzo inattuale, di buoni sentimenti, sull’adolescenza ancora come età mitica ma non felice, fragile, dove il maschile tende a distruggere il femminile, quando la curiosità, il senso spericolato del vivere, una fragilità sconosciuta rischiano di aprire il baratro invece del paradiso promesso.

Come non pensare a Paul Nizan e all’incipit straordinario di Aden Arabie? Quando dice che avere vent’anni, contrariamente a quello che si immagina, non è un momento di grazia. E’ forse il sogno che sia tale eppure quest’età di cerniera tra l’infanzia e il mondo adulto, fatto di una luce accecante che appunto ferisce, resta impressa con tutto il carico della sue “prime volte”. Il tema non sembra nuovo ma forse il modo e il tono di questa memoria rende il romanzo di Annie Ernaux singolare, per quell’aria sospesa, come se un velo si interponesse al dolore. Solo alla fine ci viene svelato l’intento, esplorare il gorgo tra la realtà vorticosa, avvolgente e feroce e l’irrealtà strana del ricordo, cinquant’anni dopo. Non c’è in questa consapevolezza, almeno non sembra, delusione o tristezza ma come un percorso sa fare per provare a non voltarsi indietro, mai. Un processo che un adulto deve a se stesso anche se il passato non si può cambiare e spesso conoscerlo o riconoscerlo dopo tanto tempo non serve a cambiare il presente. Magari ad accettarlo o forse nemmeno. Ci si potrebbe chiedere perché la protagonista decida di scrivere dopo mezzo secolo: forse semplicemente perché si fanno le cose quando si è pronti per affrontarli. Il testo è ben scritto, ha una sua delicatezza e uno strano distacco che vela le pagine di malinconia. Fatto è che, come scrive il quotidiano Le Figaro, la celebrazione di Madame Annie Ernaux sembra diventata obbligatoria in Francia.

La storia è semplice e in qualche modo risolta nelle prime pagine: le vacanze tanto attese dagli adolescenti diventano spesso il sogno di un amore, anzi della scoperta dell’amore, solo che talvolta il passaggio per squarciare il velo di Maja è rapido, subitaneo, stravolgente e violento e transforma-deforma una persona come un giocattolo da un momento all’altro. Viene da dire che forse la coscienza non è del tutto formata in una ragazzina e lo spirito di sopravvivenza è l’unica arma per resistere al naufragio nel dolore. E’ un libro che riconcilia con tante “Lolite”.
Annie Ernaux in questo ultimo libro dà appuntamento alla ragazza che era nel 1958, una ragazzina di un ambiente modesto, provinciale, un po’ ovattato e un po’ ottuso, che è sempre stata tenuta al riparo dai ragazzi come se l’amore fosse il diavolo, dalla madre. Al punto che alla fine degli anni Sessanta ha bruciato il suo diario intimo e la sua agenda certa di operare una sorta di salvataggio spirituale. Certa di poter annullare le tracce del passato ora che la ragazza di allora era diventata professoressa di lettere, sposata e madre di due figli. Ma il fuoco cova sotto la cenere. Interessante l’acutezza spontanea dell’indagine del profilo adolescenziale, fragile, anche se il soggetto in questione ha letto Les Fleurs du Mal di Charles Baudelaire o Le deuxième sexe di Simone de Beauvoir. Non è da sottovalutare anche quello scambio tra vita letteraria e reale che soprattutto in un’età e in un’epoca è stato molto significativo.

Annie Ernaux è nata a Lillebonne (Senna Marittima) nel 1940 ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese. Studiata e pubblicata in tutto il mondo, la sua opera è stata di recente consacrata dall’editore Gallimard, che nel 2011 ne ha raccolto gli scritti principali in un unico volume nella prestigiosa collana Quarto. Nei suoi libri ha reinventato i modi e le possibilità dell’autobiografia, trasformando il racconto della propria vita in acuminato strumento di indagine sociale, politica ed esistenziale. Le sue opere maggiori sono Gli anni (2008), romanzo-mondo salutato come uno dei capolavori dei nostri tempi, e Il posto (1983), considerato un classico contemporaneo. Della stessa autrice L'orma editore ha pubblicato L'altra figlia.

Mémoire de fille
Annie Ernaux
Gallimard 2016
15,00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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