Maurizio Blatto - L’ultimo disco dei Mohicani (Castelvecchi, 2010)

Scritto da  Mercoledì, 29 Giugno 2011 

Maurizio Blatto - L’ultimo disco dei Mohicani“Ce l’ha quello dei Led Zeppelin con la supposta in copertina?”. “L’ultimo disco dei Mohicani”, libro di esordio di Maurizio Blatto, ruota tutto intorno a questo negozio di dischi dove orbitano sagome alquanto stravaganti che hanno dell’incredibile.

 

 

 

 

 

L’ultimo disco dei Mohicani

Tutto quello che esiste ma che non potete credere che esista nel mondo della musica rock e dei suoi seguaci (più o meno) appassionati.

Maurizio Blatto

Pagine 228 - € 15.00

 

Uomo. Sulla quarantina. Fisico atletico. Molti lo chiamano biondo, anche se lui biondo non è, ha una strana tendenza a prendere appunti, anche perché altrimenti non si spiegherebbe la formidabile memoria di Maurizio Blatto, che in questo “L’ultimo disco dei Mohicani”, scopre tutto un sottobosco semisconosciuto di appassionati di musica e non solo.

Laureato in giurisprudenza, Blatto decide di abbandonare l’avvocatura per la musica, dedicandosi a Backdoor, negozio di musica torinese.

“L’ultimo disco dei Mohicani” ruota tutto intorno a questo negozio dove orbitano sagome alquanto stravaganti che hanno dell’incredibile, dagli habitué a quelli che sono solo di passaggio, nessuno si nega un po’ di “castoro” e tutti vengono filtrati dalla penna di Blatto, a volte caustica, a volte ironica e autoironica ma sempre molto divertente e, chissà, molti si riconosceranno in queste pagine e scopriranno il loro soprannome (ce n’è uno per ogni avventore) e ciò che il negoziante ha pensato di loro.

Tutto passa da Backdoor e tutto è ammesso perché, come dice Blatto: “Se apri una finestra verso il mondo, prima o poi il mondo entrerà”.

Sarebbe facile paragonare questo libro ad “Alta fedeltà” di Nick Hornby, ma in realtà l’unica cosa che li accomuna è il negozio di dischi, perché, di contro, “L’ultimo disco dei Mohicani” è uno spaccato di vita vera.

 

“Ce l’ha Afamun?”

“Cosa?”

“Afamun di quelli là, quelli del muro”

Panico.

“Vuol dire The Wall dei Pink Floyd?”

“Si, però cercavo Afamun”

Panico 2.

“Forse The Dark Side of the Moon?”

“E, dai, quello lì”

 

Una bella particolarità di questo libro è, che ad ogni inizio capitolo, Blatto “cita” le frasi dei suoi clienti e, quelle che, racchiudono un po’ tutto il senso del libro sono due: “Davvero sei laureato in giurisprudenza e vendi dischi? Complimenti bella cazzata” e “Lasciatelo dire [...] tu fai il lavoro più bello del mondo”, ed io sono d’accordo con quest’ultimo, perché tutti noi appassionati di musica alla domanda:

“Tu, che cosa stai facendo nella vita, eh?” vorremmo rispondere: “Io? Io sto ascoltando dei dischi”.

 

 

Sul web: www.castelvecchieditore.com

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