Massimo Recalcati (a cura di) - Il soggetto vuoto (Erickson, 2011)

Scritto da  Sabato, 20 Agosto 2011 

Massimo Recalcati Il soggetto vuoto Clinica psicoanalitica delle nuove forme del sintomo. La società contemporanea, capitalistica e consumistica, è caratterizzata da nuove forme di nevrosi e di psicosi che affondano le radici in un contesto sociale profondamente diverso da quello della psicoanalisi freudiana. Anoressia, bulimia, tossicodipendenze, attacchi di panico, depressioni e problematiche relative alla nuova identità della famiglia e del contesto socio-culturale cui si vive sono, pertanto, da considerarsi “nuovi sintomi” di un malessere che ha le proprie radici nella peculiare società di questo secolo.

 

 

Il soggetto vuoto

Clinica psicoanalitica delle nuove forme del sintomo

Massimo Recalcati (a cura di)

Pagine 272 - € 22.00

 

 

Il soggetto Vuoto” non è un manuale sui sintomi, ma si presenta, partendo dalla teoria lacaniana, come sintesi degli insegnamenti impartiti presso il Corso di specializzazione per i nuovi sintomi Jonas Onlus attivo a Milano dal 2003.

Un libro a più voci, una testimonianza della dimensione collettiva di un metodo di insegnamento e di posizionamento lungo un percorso. Ciascun discorso rispecchia, infatti, lo stile personale di ogni autore, sulla base di un’esperienza condivisa della clinica psicoanalitica, nello studio e nel trattamento delle nuove forme del sintomo di anoressie, bulimie, dipendenze patologiche, attacchi di panico, depressioni, psicosi.

Nella società capitalistica e consumistica, questi “disturbi” non sono più inquadrabili nella categoria del Super Io sociale di Freud, che prevede una funzione normativa del padre nell’introdurre una legge capace di limitare il godimento e offrire se stessa come modello ideale identificatorio per orientare nel mondo la vita del soggetto, ma viene sostituita da quella di Lacan che si caratterizza per avere sostituito al rigido imperativo etico del Super-Io un imperativo edonista che spinge l’uomo a non sentire altro dovere se non quello del godimento continuo di ogni esperienza, visto come oggetto di consumo.

A partire dal capitalismo, infatti, per Lacan non esiste più una Società in grado di far interiorizzare i doveri morali tramite il Super-Io soggettivo, ma esiste un continuo richiamo al consumo, al godimento fine a sé stesso; lo scopo del godimento dei beni, quindi, non è tanto quello di soddisfare i bisogni, ma semplicemente quello di  procurare altro godimento, di fare nascere una nuova domanda.

In questa nuova prospettiva il soggetto che ha difficoltà a gestire i propri desideri, la propria costante domanda nella consapevolezza che è necessario relazionarsi con la dimensione simbolica della vita in modo equilibrato, diventa quello che da Massimo Recalcati viene definito un soggetto vuoto. Un individuo ripiegato su se stesso, incapace di liberarsi dalle proprie dipendenze, poiché queste sembrano risolvere e riempire il vuoto, almeno nel breve periodo.

Sono necessari quindi nuovi spunti e nuovi territori che prendano come cornice la società post-moderna del consumo in cui chiara è la crisi generalizzata della funzione paterna.

Il godere è elevato a dovere, quindi il senso della vita non scaturisce più dall’identificazione ideale al padre edipico ma all’affermazione di un godimento senza legge, senza vincoli a un godimento che vuole solo incrementare se stesso. In questo nuovo scenario cosa accade? Cosa è mutato rispetto al passato? Quali i mezzi e le modalità di intervento? Le riflessioni e le possibilità in merito?

Intento degli psicoanalisti contemporanei è quello di riscrivere la teoria del legame sociale nella nostra epoca e concepire di conseguenza una nuova psicologia delle masse.

La clinica del vuoto si inserisce in questo contesto, nel passaggio dalla psicologia delle masse di Freud al discorso capitalista di Lacan e si fonda sull’opposizione tra vuoto e mancanza.

Grazie allo stile di scrittura che non ha nulla a che vedere con manuali di settore ma che risponde alla richiesta di utilizzo di una lingua parlata e di semplice comprensione, apre la possibilità ad una vera e propria riflessione sulla natura dei legami sociali e diviene uno strumento utile per coloro che necessitano di una comprensione più critica e consapevole della nostra epoca.

I titoli dei diversi capitoli offrono una panoramica completa intorno alle problematiche trattate: la prospettiva Lacaniana; l’anoressia e la bulimia; le tossicodipendenze; la depressione e gli attacchi di panico; l’handicap; i problemi connessi alle nuove forme di famiglia e ai nuovi modi di vivere l’adolescenza, l’uso degli psicofarmaci.

L’aspetto più interessante del libro è sicuramente nel mettere in luce la forte interdipendenza tra gli aspetti psicoanalitici e quelli sociali, per cui alcune patologie si capiscono e si risolvono meglio comprendendo la società da cui scaturiscono.

L’autore, Massimo Recalcati è psicoanalista lacaniano tra i più noti in Italia e membro analista di ALI (Associazione Lacaniana Italiana) di psicoanalisi e direttore scientifico dell’IRPA (Ist. Di Ricerca di Psicoanalisi Applicata) e del corso di specializzazione sulla clinica psicoanalitica dei nuovi sintomi di Jonas Onlus Milano. Insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università di Pavia e Psychopathologie de l’anorexie presso l’Università di Losanna.

 

 

Articolo di Laura Sales

Grazie a: Riccardo Mazzeo, Communication and Rights Manager di Edizioni Erickson

Sul web: www.erickson.it
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