“Manuale sentimentale dell’isola di Kos (come trovare il paradiso)" di Diego Zandel

Scritto da  Martedì, 21 Febbraio 2017 

Un diario di memorie di un uomo innamorato di una terra, simbolo di una patria del cuore e di un amore, che diventa anche una guida di viaggio. Interessante soprattutto per i riferimenti storici di una storia per lo più dimenticata, quella del Novecento, e dei rapporti travagliati e misconosciuti tra Italia e Grecia. Un affresco sociale di una terra che solo la vita quotidiana ed emozionale può restituire.

 

Nella bella edizione di Oltre Edizioni, con alcune foto non oleografiche fornite dallo stesso autore, Diego Zandel – giornalista e scrittore con una carriera nell’ambito della comunicazione aziendale e un’anima da “profugo”, figlio di genitori fiumani, che gli è valsa una vocazione da scrittore di confine – il manuale sentimentale di un uomo che nell’isola di Kos, nel Dodecaneso, ha trovato la sua patria del cuore, la sua iniziazione sentimentale e quel luogo dove l’io trova se stesso come in un altrove che gli appartiene da sempre. Attraverso la propria storia, le storie e gli aneddoti di una famiglia, quella acquisita della moglie, il ritratto di una terra e soprattutto di un popolo così vicino eppure lontano per nella comunanza di una radice mediterranea. Colpisce soprattutto in questa memoria zeppa di ricordi, preziosi per l’autore, che si innamora dei dettagli che solo agli altri possono sembrare particolari, il desiderio di dare voce a zone in qualche modo dimenticate di una terra origine della cosiddetta civiltà occidentale, nota oggi per lo più per un turismo di massa balneare o di luoghi di moda. Prezioso il tessuto del vissuto soprattutto rurale che mette in luce un paese che nel Novecento era ancorato al passato rispetto al mondo italiano e che nel dopoguerra è restato una nazione più simile a quelle della sponda sud del Mediterraneo che all’Europa. Nello sguardo del narratore non c’è né esotismo, né incantamento, né un occhio critico che guarda in modo pungente, quanto la tenerezza e la voglia di capire di chi partecipa emotivamente del luogo che racconta e del quale diventa parte, a cominciare dal tentativo di comunicare e di conoscere almeno i rudimenti della lingua. Tristi e illuminanti le parti che narrano della vicenda dell’amministrazione italiana estesa a tutto il Dodecaneso, eredità dell’avventura imperialistica in Libia che mette in luce una pagina triste quanto almeno quella della presenza tedesca e dell’eccidio successivo degli italiani, più della presenza turca e del Regime dei Colonnelli dal 1967 al 1974 che attraverso alcuni incontri riporta alla luce il dramma degli intellettuali e della condanna della libertà di pensiero e di espressione che ha scritto troppe pagine sanguinarie nel Novecento. Degli anni del mandato italiano l’autore fornisce una ricostruzione divulgativa ma approfondita e criticamente lucida degli aspetti storici e della natura degli uomini oltre i colori politici e le appartenenze. Una brutta pagina della nostra storia nazionale quando soprattutto dal 1924 fu resa obbligatoria la lingua italiana mortificando il greco come del resto la confessione religiosa greco-ortodossa in favore di quella cattolica e, ancor più, quando dal 1936 il potere passò nelle mani del quadrumviro del fascismo, Mario Cesare De Vecchi, chiamato con disprezzo il “quadrupede fascista”. Una pagina di civiltà strappata che sembra essersi ricucita soprattutto grazie alla distinzione che il popolo greco ha saputo fare tra Stato italiano ed italiani. Il libro non manca però di avanzare critiche a quella modernizzazione greca che ha più il sapore di una snaturalizzazione della tradizione che di una reale evoluzione, quasi il tradimento di quella povertà dignitosa di cui parla Petros Markaris, citato dall’autore, insieme al protagonista di Zorba il greco di Kazantzakis, con il suo spirito anarchico e quel desiderio di ballare, che è una danza di vita.

Manuale sentimentale DELL’ISOLA DI KOS
(come trovare il paradiso)
Diego Zandel
Oltre Edizioni
Prima edizione, aprile 2016
16,00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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