“Les gens heureux lisent et boivent du café” di Agnès Martin-Lugand

Scritto da  Sabato, 21 Marzo 2020 

Un romanzo definito leggero dal libraio che me l’ha consigliato, graffiante come una commedia noir francese, senza tragedia finale, ma doloroso. Storia di resilienza al dolore con un tentativo fallito di riapertura alla vita, per portarci dentro un lungo viaggio in fondo all’io: il risveglio grazie al lavoro.

 

La storia è brutale e ordinaria, la protagonista Diane ha perso improvvisamente marito e figlia in un incidente stradale alla partenza per le vacanze e così si chiude in se stessa, quasi murandosi viva ma il suo cuore continua a battere suo malgrado. Ostinatamente e dolorosamente. Volendo fuggire gli altri come uno specchio da sé, lascia anche l’unico amico, Felix, che riesce a fare breccia nella sua vita, omosessuale irrequieto da una vita affettiva irregolare e gestore del suo locale, un caffè letterario, Les Gens. Nome citato nel titolo, frizzante e ammiccante come tutti i titoli di Agnès Matin-Lugand, scrittrice francese molto apprezzata, che ha venduto oltre 3 milioni di copie in Francia. Uno di questi fenomeni che oggi danno ossigeno all’editoria, con storie leggere e pungenti ad un tempo, che raccontano il vicinato e hanno il ritmo della fiction. Diane decide così di partire, isolandosi, per l’Irlanda, nel piccolo paesino di Mulranny, villaggio, abitato da poche anime, sperduto in riva al mare e con una natura selvaggia che fa da specchio a quella assunta dalla stessa protagonista; dove, malgrado tutte le resistenze iniziali, il suo cuore si riaprirà per richiudersi quasi subito più ferito che mai. E’ così che farà rientro a Parigi rimettendosi in gioco ma questa volta partendo da se stessa, dal lavoro, decisa ad affiancare il suo amico ed ex collaboratore. Talora il bisogno disperato d’amore, soprattutto negato a se stesso, fa sì che una donna si getti inevitabilmente in una storia dove il rimedio è peggiore del male. Non è certo l’originalità della storia a fare del romanzo il successo, ma la capacità di emozionare e di emozionarsi calandosi nei personaggi, gente comune che alla fine non rinuncia a vivere, perché la vita è più forte di tutto e con il tono simpatico ed ironico, annuncia il titolo nelle ultime battute senza raccontarlo tutto, La gente felice legge e beve caffè.
Scritto con una penna fluida attraverso il sentire della protagonista trentenne che diventa anche voce narrante, si sviluppa quasi esclusivamente attraverso i suoi occhi e grazie al dialogo tra i personaggi, minuziosamente descritti.
Agnès Martin Lugand è una scrittrice francese nata a Saint-Malo in Ille et Vilaine, (in Bretagna), nel 1979, che dopo sei anni di professione come psicologa clinica nell’ambito della protezione dell’infanzia, si consacra alla scrittura. Pubblica il suo primo romanzo Les gens heureux lisent et boivent du café sulla piattaforma Kindle di Amazon.com, con la forma dell'auto-pubblicazione, il 25 dicembre del 2012. Salito rapidamente alle classifiche dei blogger letterari, Agnès viene contattata Florian Lafani, responsabile dello sviluppo digitale delle edizioni di Michel Lafon, con la proposta di entrare nel loro team di scrittori. Il romanzo, entrato nel catalogo di Michel Lafon, viene subito tradotto in diverse lingue tra cui tedesco, coreano, spagnolo, italiano, olandese, polacco, russo e turco. Il suo secondo romanzo viene pubblicato nel 2014 con il titolo Entre mes mains le bonheur se faufile. Nell'aprile del 2015 pubblica, sempre con Michel Lafon, il libro La vie est facile, ne t'inquiète pas.
Il suo quarto romanzo viene rilasciato un anno dopo, nell'aprile del 2016, con il titolo Désolée, je suis attendue. Invece, nel 2017 pubblica il romanzo J'ai toujours cette musique dans la tête. L'ultima sua opera viene rilasciata il 29 marzo del 2018 con il titolo À la lumière du petit matin. Il suo penultimo romanzo Une évidence è apparso il 21 marzo 2019.

Les gens heureux lisent et boivent du café/La gente felice legge e beve caffè
di Agnès Martin-Lugand
Roman /Romanzo
Éditions Michel Lafon, Paris, 2013/ Edizione italiana Sperling Kupfer Editori

Articolo di Ilaria Guidantoni

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