“Le persone, soltanto le persone” di Christian Raimo - Minimum Fax

Scritto da  Lunedì, 08 Febbraio 2016 

Sopravvivere non basta. Nella sua raccolta di racconti Le persone, soltanto le persone Christian Raimo si confronta con la contraddittorietà dei momenti di passaggio, un tempo centrali e codificati nella vita sociale degli individui, ora marginalizzati e circostanziati al solo mondo interiore.

Figure ordinarie, la cui vita sembra fluire linearmente lungo un sentiero preconfigurato (un sentiero riconoscibile per il lettore, fatto di anomalie codificate, come tradimenti, bugie, pensieri non comunicati neppure a sé stessi, piccoli trucchi per sopravvivere al quotidiano), vengono colte in un momento di metamorfosi. Crisi e cambiamento, ridefinizione della propria identità o del rapporto con il mondo che li circonda, il tentativo – in fondo – di emergere e superare la linea di galleggiamento della semplice sopravvivenza. Sono sensazioni comuni quelle che ritroviamo nella pagine di questi racconti, descritte in modo essenziale, fotografico. Non c'è traccia di ostentato compiacimento psicanalitico, né di quella aggettivazione dei sentimenti – a tratti quasi barocca – in cui a volte inciampano gli autori che decidono di occuparsi del dolore, della crisi, di una fase di passaggio.

I personaggi di Raimo vengono colti ad un bivio, in un momento di debolezza, perché la scelta del sentiero da prendere non è voluta, ma è un accadimento. Sorpresi della necessità di decidere mentre vorrebbero ancora soffermarsi nel limbo delle molteplici possibilità, questi anti eroi affrontano in solitudine questo passaggio. Anche in questo caso non si tratta di una scelta, ma di un accidente: il bisogno di confronto, di comunicazione, di vicinanza con un “altro” capace di comprendere, di essere specchio che riflette e aiuta a conoscere è una costante in questi racconti.

I protagonisti vorrebbero condividere un'interiorità viva e mobile, ma i pensieri rimangono intrappolati: messaggi mai inviati, mail scritte, corrette, riscritte, parole non pronunciate, lettere, gesti camuffati. Quanto più grande è l'esigenza di vicinanza, quanto più forte si manifesta il desiderio di onestà nella condivisione dei propri desideri, delle proprie ambizioni, delle proprie paure, tanto più diventa impossibile trovare appagamento. La ricerca di comunione procede di pari passo con quella di una felicità di cui non si conosce la forma: è stata promessa, ma come entità astratta, lontana, come obiettivo da conseguire senza che, a monte, si sia trovata risposta alla domanda di senso su cosa realmente si stia cercando. Raimo descrive tutto questo attraverso una prosa essenziale nelle sequenze narrative e a tratti lirica nella descrizione degli ambienti. Lo spazio che circonda i protagonisti sembra compensare, per ricchezza di richiami evocativi, il blocco psicologico, dovuto all'eccesso di pensiero, che impedisce ai personaggi di comunicare. Non c'è una morale né una linea interpretativa che definisca la raccolta. Raimo non esprime un giudizio su queste vite, ma le osserva, con umanissima vicinanza, riconoscendo in ogni sfaccettatura di queste debolezze, che rivendicano il diritto a essere qualcosa di più che semplici esistenze, un eroico tentativo di felicità e di condivisione.

Le persone, soltanto le persone
di Christian Raimo
Minimum Fax, 2014
pp. 210.

Articolo di Caterina Bonetti

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP