Laura Marchig, "Snoopy Polka" noir balcanico

Scritto da  Mercoledì, 08 Aprile 2015 

Noir sullo sfondo di un Mediterraneo ferito: una storia e più storie si rincorrono, si alternano fino a fondersi mentre una musica suona nella sua ambigua e travolgente canzone di sangue e di speranza, come una ballata noir.

Un romanzo scatenato come la sua autrice. Quando la musica della Snoopy polka, da brano brioso che mette voglia di ridere e di muoversi a tempo, si trasforma nel ritmo del kalashnikov. Contro ogni retorica e ipocrisia. Contro la noia di tutti i giorni.”

La quarta di copertina annuncia un tono scherzoso, leggero e insieme complesso. La lettura del libro lo conferma. Definito un noir balcanico, a tratti con una velatura pulp, è il romanzo d’esordio di un'autrice fiumana della minoranza italiana in Croazia, poetessa che si racconta con ironia divertita in evidente conflitto d’interesse: “sono, con Elisa Amadori, il direttore della collana nella quale esce il libro”.

Tra amori e sangue, la scrittrice getta il lettore in un mondo vicino quanto sconosciuto con un ambiente che è tutto noir e racconta un Mediterraneo livido, nordico, lontano dalla solarità e dalla passionalità del sud. Riconosco tratti freddi, aciduli, con le tinte fluorescenti, quando la passione si accende, di certi romanzi e più ancora di molti film del nord Europa e allo stesso tempo quel senso di desolazione, smarrimento e insieme attaccamento alla tradizione dell’est europeo.

Laura Marchig è poetessa affermata anche se, non conoscendola per i suoi versi, sembra in questo esordio decisamente votata alla prosa. L’autrice è stata per dieci anni direttrice del Dramma Italiano, lo stabile teatrale sempre della minoranza italiana, con all’attivo tanti successi, tra i quali, nel 2013, il più importante premio teatrale croato (Nagrada hrvatskog glumišta) con Kafka project di Karinna Holla. Colpisce questo intreccio tra cronaca nera, al limite della giudiziaria e insieme un tono quasi surreale dove le storie sembrano in certi momenti perdersi, per poi ritrovarsi e galleggiare in un mondo dai confini incerti. Aleggia su tutta la vicenda il senso della disgregazione dell’ex Jugoslavia e insieme quel nazionalismo fiero alla ricerca di un’identità sfilacciata e contesa.
Se nei dialoghi e nel narrare le vicende ha un linguaggio scabro, duro, minimalista, con accenti volgari che rispondono ai suoi personaggi, improvvisi squarci poetici si aprono, destando sorpresa e un senso di sospensione come nel capitolo “Concerto per due violini”. Ma subito dopo il lettore è costretto a rituffarsi nella melma di gente lacerata tra grandi sogni e una misera esistenza. I personaggi e le loro vicende, di aspirazioni frustrate, di miserie familiari, di amori naufragati, si alternano e si rincorrono da un capitolo all’altro fino a fondersi nella sintesi finale dove l’ultima parola è pace e tutto sembra distendersi. In certi punti si è confusi, si ha l’impressione che il noir sia solo all’inizio e resti per sempre irrisolto, mentre altre storie si affacciano come episodi di una stessa terra. C’è tanto livore, rabbia che sembrano assorbiti nelle radici delle piante e della gente dopo il lungo conflitto che ha dilaniato il senso di appartenenza e di coralità tra le persone; nello stesso tempo non si cede alla tentazione di rinunciare a sognare.

Il libro si apre con una sorta di irruzione, di sangue in qualche modo onirica; poi si apre un altro fronte, quello della coppia principale – così almeno appare, anche se poi viene decentrata in qualche modo rispetto all’obiettivo dell’inquadratura – con una storia di tradimenti e di sospetti, tentati suicidi-omicidi che lascio al lettore individuare, fino alla dimensione collettiva del villaggio alla quale la musica fa da colonna sonora e non a caso dà il titolo la libro. Le note, per volontà di un bambino, s’innalzano nel primo capitolo, accompagnando idealmente la storia, anzi le storie, senza trascurare quelle con la S maiuscola, dalla ex Jugoslavia alla Croazia di oggi, che Laura Marchig ci racconta. “Papà suona! Supplica con quella sua vocina di acquoso cristallo e papà non può non accontentarlo, è troppo grande la gioia che promette di disperdere quel suo corpicino pronto a scatenarsi come un pesciolino nella rete. La madre annuisce, la nonna solleva le braccia e si mette a battere ritmicamente le mani e a scandire ‘Snoopy polka, Snoopy polka’ con un tono che è quello di chi incita un pugile che sta per salire sul ring.

Indubbiamente ci sono momenti nei quali si resta disorientati, si è strattonati un po’ qua e un po’ là. Ho pensato che ci siano due piani nel libro che potrebbero anche appartenere a due lettori distinti: la storia, il noir, l’intreccio con il focus sui dialoghi, pungenti, acuti e duri; l’atmosfera, l’ambiente e il gusto del naufragare in questa zona melmosa bagnata di sangue e da improvvisi bagliori di luce. Io ho scelto questo secondo piano.

SNOOPY POLKA
noir balcanico
Oltre Edizioni
Marzo 2015
12,00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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