"La variabile Costante" di Vincenzo Maimone

Scritto da  Lunedì, 15 Dicembre 2014 

“Nella mente di Costante il quadro andava chiarendosi. Certo, mancavano ancora delle tessere importanti, ma lo sfondo, il tema generale, sembrava essersi ormai completamente dipanato. Bisognava solo collocare le pedine nella corretta posizione. Come in una sorta di marchingegno meccanico, il funzionamento era collegato alla corretta armonia tra gli ingranaggi. Ed era questa la parte del suo lavoro che Costante amava di più. Quel miscuglio sapiente di mano e ingegno, intuizione ed esperienza”.

Il delitto di una giovane donna, apparentemente riconducibile alla più consolidata e lineare dinamica passionale, si rivela invece per il commissario Giacomo Costante il tassello di un puzzle molto più complesso e per metterne insieme i pezzi sarà necessaria un’indagine che spazierà tra la barocca Acireale e una Milano frenetica e mondana, con uno sguardo verso l’Europa dell’est.

Giacomo Costante è un commissario di polizia dotato di curiosità e spirito di osservazione degni di uno scrittore, grazie a cui riesce a incamerare particolari visivi, odori, dettagli che ne alimentano l’indole speculativa. Nonostante ciò, per venire a capo dell’indagine sarà fondamentale la collaborazione del suo migliore amico Tancredi Serravalle, professore di Storia e Filosofia con l’anima da sbirro, che per una strana coincidenza rimarrà coinvolto anche lui nella vicenda e ne diverrà parte attiva. Perennemente pungolato dal suo demone socratico, che lo critica, lo prende in giro, lo sprona a reagire, Serravalle è pieno di domande, di dubbi sulla sua professione di insegnante e rispetto alla responsabilità del suo ruolo verso i ragazzi.

Per individuare il colpevole di un omicidio bisogna innanzitutto individuarne il movente, ossia una variabile che ha messo in crisi gli eventi, un comportamento anomalo che ha scatenato conseguenze imponderabili. Per Serravalle in effetti la vita è una variabile costante, un percorso costellato di incidenti, imprevisti con cui mettere alla prova costantemente le nostre facoltà di esseri pensanti. In un’indagine per omicidio, proprio come nella vita, può accadere che una circostanza fortuita si riveli decisiva per determinare uno scarto rispetto alla strada apparentemente più semplice da seguire, ma completamente inadeguata al raggiungimento dell’obiettivo.

C’è un sostrato filosofico che sottende la trama noir di questo romanzo di Vincenzo Maimone, che riflette sulla vita, gli eventi, le conseguenze di ciò che facciamo e delle decisioni che prendiamo.
Interessante la costruzione della storia, che procede su piani paralleli, a seconda che seguiamo l’indagine o i criminali che si cimentano in torture e uccisioni. Man mano che i protagonisti indagano, il quadro ci si va chiarendo e riusciamo a mettere insieme i vari pezzi della vicenda, a cui avevamo assistito precedentemente senza conoscere però l’antefatto e i nomi dei criminali in azione.

Il dialetto siciliano è dosato con il contagocce e serve soprattutto a connotare i personaggi di una sfera sociale più bassa o marginale, in particolare i malviventi, rispetto a quelli che invece si esprimono in italiano, tra cui il commissario e il professore. Lo stile risulta ulteriormente composito grazie ad alcune inserzioni di espressioni in russo, che, come nel caso del siciliano, servono come elemento di ulteriore caratterizzazione.
Intorno ai due protagonisti impegnati nell’indagine si muove infatti un folto gruppo di personaggi che contribuiscono a dare colore alla trama, concedendo al lettore delle pause di alleggerimento rispetto alla vicenda criminale: su tutti la dolce Carla, fidanzata del commissario Costante, vero e proprio raggio di sole in una vicenda dominata da tinte piuttosto fosche, e la bisbetica dirigente Minervini, che tartassa il povero Serravalle, un po’ reticente al rispetto delle regole e delle gerarchie, dando vita con lui a degli spassosissimi duetti (con il contributo fondamentale del demone socratico…).

Vincenzo Maimone
La variabile Costante
Fratelli Friili Editore
€ 9,90

Grazie a Ufficio Stampa Fratelli Frilli Editore

Articolo di Adele Maddonni

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