“La striscia di cuoio” di Angelo Gaccione

Scritto da  Mercoledì, 21 Marzo 2018 

Racconti brevi, alcuni brevissimi, istantanee puntuali anche quando raccontano un'atmosfera fiabesca, sospesa: sono quadri di vita ordinaria della borghesia intellettuale, del nord per lo più, talora circostanziata come cronache e foto in presa diretta. Una scrittura raffinata, composta, tra nel panorama contemporaneo e pure non volutamente preziosa. C'è una nota noir, un senso di morte che sgomenta, che spesso arriva improvviso e inevitabile come nella vita. Nessuna nota pulp, nessun compiacimento. È un esercizio di stile alto.

 

La raccolta presenta dodici racconti il cui titolo è preso da uno de testi, forse il più enigmi, in qualche modo inquietante, del narratore e drammaturgo Angelo Gaccione, nato a Cosenza, vive e lavora a Milano dove dirige la testata cultura Odissea. Importante suo impegno vile espresso anche attraverso la sua produzione saggistica.
Il clima è Noir come il titolo del primo racconto è si respira un'aria plumbea e di sospensione come lo sguardo dell'autore che sembra sgomento quanto arreso. Pare di sentire la frase della saggezza de Le mille e una notte, "Accade quello che deve accadere. È destino. Se non è destino non accade." Eppure c'è un moto di rivolta che è almeno non contribuire al male. Come sindaco in un racconto non c'è che un'alternativa: uccidere o lasciare uccidere. Ma almeno, si affretta a precisare subito dopo, possiamo non contribuire al delitto.
Scritti con una scrittura piana, arguta, senza la ricerca di effetti speciali, il testo è raffinato perché maneggia la parola con grande naturalezza e per la sua grande compostezza che contribuisce a esaltare l'effetto sorpresa spiazzante del delitto o dell'aspetto sadico e della violenza, quali momenti di ordinaria e perversa normalità.
Il narratore non è asettico ma non appesantisce il racconto con il suo commento, lascia affiorare la storia dalle pagine, autonoma come un regista che ha costruito bene uno spettacolo ma non plasma gli attori. Lo sguardo è partecipato ma resta comunque al di fuori. Colpisce la capacità di disegnare talora in mezza pagina una scena completa e compiuta. C'è un'abilità quasi cinematografica.
Al lettore lascio il piacere di leggere e forse anche di rileggere alcuni 'cortometraggi' che possono distendersi e continuate nella nostra immaginazione, limitandosi a citare Il cappio, folgorante e davvero originale.

La striscia di cuoio
di Angelo Gaccione
Racconti
viennepierre edizioni
Collana La bella brezza
Milano, I edizione 2005
Europa 12,00

Articolo di Ilaria Guidantoni

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