“Omicidi all’acqua pazza – La scapece assassina” di Umberto Cutolo

Scritto da  Domenica, 08 Luglio 2018 

Seconda prova narrativa del genere Giallo classico del giornalista Umberto Cutolo, La scapece assassina, gustoso titolo per un frizzante noir ambientato nella Costiera amalfitana. Secondo episodio di una trilogia non perde il mordente, anzi si fa più appetitoso, intreccio complesso di figure e personaggi ben scolpiti, un tocco alla Hitchcock in versione pop moderna, che prende in giro quell’italietta arrogante e di media statura, a volte piccola piccola, che si lascia incantare dai miti: chef stellati, esotismo prêt-à-porter e successo fatto di soldi e belle donne anche se prese in prestito. Ben scritto, non manca, accanto ad una sagace ironia, colta, momenti lirici dedicati al paesaggio e alla memoria familiare, soprattutto culinaria.

 

La scapece assassina, secondo “gastrothriller” della trilogia I delitti della Costiera, conferma la verve dell’autore, che si manifesta in questo episodio uno scrittore in grado di maneggiare con cura stili diversi. Senza disarmonia da un paragrafo all’altro di passa dalla lirica poetica delle descrizioni dei territori, che fanno del libro una singolare guida; all’ironia brillante e molto sottile; con una grande capacità di modularsi sul registro linguistico dei diversi personaggi senza diventare macchietti stico. La scelta è sempre quella del giallo tradizionale con un detective dilettante quanto arguto, Omero Sgueglia cuoco e non chef, per carità, dell’Hotel dello scoglio di Furore dove accadono due omicidi. Questa volta il protagonista è il principale indiziato perché la vittima avvelenata dalla stricnina contenuta proprio in un piatto di zucchine alla scapece, morendo punta il dito contro di lui o almeno così sembra. Il personaggio però non si perde d’animo e affiancherà il capitano dei Carabinieri. Questa volta anche i giornalisti faranno la loro parte, non sempre egregia. La vicenda è popolata di personaggi, molti e vari, con una simpatica trovata, la presentazione iniziale completa di legami di parentela e relazionali, vera guida alla lettura. Personaggi mediocri o strabilianti, tratteggiati con pennellate veloci ed efficaci, ci restituiscono il piccolo mondo della provincia italiana che dà il meglio e il peggio di sé proprio in vacanza. L’autore attraverso Omero se la prende con i turisti e tutti i loro vizi da piccoli uomini come la ricerca spasmodica della zuppa di pesce che fa chic e conoscitore del luogo, non fosse che per prepararla ci vuole tempo e bisogna aspettare che il mare offra la varietà di pesci necessaria. Non troppo velatamente c’è la critica ad una società dei consumi non intesi in senso tradizionale, da quelli televisivi a quelli sociali, perché si è soprattutto quello che gli altri pensano e come gli altri ti vedono. Da qui una gara ad apparire quello che si vorrebbe essere o si pensa sia il meglio. Il libro ha però anche un altro filone, annunciato fin dal titolo, che è quello del cibo, cuore del vivere, contro la moda della cucina che imperversa, ma come anima della quotidianità. Il cibo è memoria, degli affetti e di un territorio; è racconto di professionalità; è indizio della personalità e molto altro ancora. L’autore ha un’incredibile leggerezza anche nella passeggiata virtuale che ci fa fare lungo la Costiera. Non diventa mai didattico.
Questa volta invece la trama è particolarmente complessa e avvincente perché mima il gioco della vita nello scambio di apparenza e realtà e dell’effetto sorpresa senza il classico colpo di scena.

L’autore
Umberto Cutolo è nato a Roma nel 1946. Per mezzo secolo ha praticato la professione di giornalista, attraversando di tutti i settori e arrivando a dirigere l’Adn Kronos, l’ufficio stampa dei ministeri del Mezzogiorno e dei Trasporti e i mensili dell’ACI, L’Automobile e HP Trasporti. Lettore incallito fin dall’età di quattro anni, è passato indifferentemente dalla saggistica alla narrativa. Ha pubblicato alcuni racconti umoristici e una biografia autorizzata - Eleuterio Arcese, il romanzo di una vita, il successo di un’impresa (Giordano Editore) - e un saggio storico-politico, Quando nacque l’Italia dei trasporti (Marsilio Editori). Ha vinto il Premio letterario Coppedé – Premio speciale del II Municipio di Roma. Questo è il secondo giallo per le Edizioni Clichy della trilogia I delitti della Costiera, dopo Omicidi all’acqua pazza del 2017. Non ci resta che aspettare il terzo episodio.

La scapece assassina
Umberto Cutolo
Edizioni Clichy
Collana Quai des Orfèvres
Firenze, marzo 2018
Euro 17,00

Articolo scritto da Ilaria Guidantoni

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