"La ragazza con la Leica" di Helena Janeczek

Scritto da  Martedì, 21 Agosto 2018 

Un premio Strega all'insegna dell'impegno civile per recuperare un angolo di storia dimenticata, la nota fotografa partigiana tedesca partita per documentare in prima linea la Guerra civile ne in Spagna, Gerda Taro, vittima giovane di un incidente sospetto, conosciuta per essere stata la compagna di Robert Capa. Il libro, ben scritto, impegnativo con alcune immagini scelte con cura e commentate che diventano parte del testo, restituisce una figura tridimensionale viva, a tutto tondo, nemmeno troppo simpatica.E questo è un merito, oltre il prezioso lavoro di ricerca e di assimilazione.

 

Helena Janeczek, nata da una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent'anni ed è autrice di altri romanzi. Alle spalle un lavoro di ricerca accurato su materiale in prevalenza in tedesco e la consultazione degli archivi di Lipsia. Un lavoro non per tutti che restituisce una figura importante di documentatrice e una prospettiva originale sulla guerra civile di Spagna. Al centro Gerda Taro, singolare figura di ragazza emancipata, non con gli ingredienti tipici di una comunista disinibita. "Gerda era Gerda", non paragonabile ad altre figure dell'epoca. Quasi un ossimoro, disinvolta nei costumi come una cameriera - l'espressione è dell'autrice - ma di una bellezza raffinata, impegnata in prima linea dalla parte dei rivoluzionari eppure alla ricerca del proprio piacere. Muore il 1' agosto del 1937, il giorno in cui avrebbe compiuto 27 anni, travolta da un carro armato per un incidente alquanto sospetto. La prima fotografa caduta sul campo di battaglia, con una personalità autonoma al di là dell'essere la ragazza di Robert Capa. Al suo funerale una folla, nella quale c'è Ruth Cerf, l'amica di Lipsia con la quale ha diviso il periodo più duro dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardach che si è accontentato del ruolo di cavalier servente quando lei gli sveva preferito Georg Kuritzkes, arruolato nelle Brigate internazionali. Tutti la ricordano, prima del grande oblio, perché lei era "la gioia di vivere. Qualcosa che esisteva, si rinnovava, accadeva ovunque." Continuava a nutrire il sogno e non era celebrata ma mantenuta in vita. Con le in gli amici avevano condiviso e nutrito il sogno di costruire un mondo più giusto anche se i tempi erano duri, tra crisi economica, ascesa del nazismo e l'odio per i rifugiati che a Parigi erano considerati nemici soprattutto se ebrei. Il testo è coraggioso per la scelta dell'argomento, perche impegnativo e interessante perché la scrittrice non esalta la protagonista, lasciando uno spazio adeguato anche agli altri personaggi, mostrandola antutto tondo. Ne risulta non una figura che non invita alla simpatia, anzi per certi aspetti respingente, eppure grande per questa capacità di coinvolgere l'emotività, per il duo essere debordante, fastidiosa per essere ammiccante e forse oggi si direbbe non politicamente corretta, fuori DSL campo di battaglia. Una donna vera, dentro un'umanità complessa.

La ragazza con la Leica
Helena Janeczek
Guanda
Luglio 2028
18,00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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