“La planète bleue” di Naïma Amine

Scritto da  Mercoledì, 20 Aprile 2016 

Racconti brevi alternati a racconti lunghi dal sapore di una volta anche se spesso ambientati più o meno nella contemporaneità di una donna sospesa tra più mondi che ci dicono, al di là delle traversie e dei guai della vita che la vita vale la pena di essere vissuta o che comunque conviene stare a testa alta perché quando tutto è perduto la propria dignità e i sogni si possono e ci possono ancora salvare.

La maggior parte dei testi della raccolta sono stati scritti negli anni Duemila e alcuni precedentemente. Il racconto che dà il nome al libro, “Il pianeta blu” racconta il percorso di tre fratelli all’epoca del Decennio nero in Algeria, sotto i colpi del terrorismo ed è uscito in un momento cruciale per la minaccia terroristica in Tunisia. La storie si svolgono principalmente in Tunisia, Paese natale dove la scrittrice Amina Arfaoui – Naïma è l’anagramma di Amina, il suo nome in arabo e Amine la versione francese - vive e lavora, ma lo sguardo si allarga anche alla Francia, dove ha studiato e all’Italia, in particolare alla Sicilia e a Palermo che considera una terra unica con la sua patria. Professore universitario in pensione, è Germanista, che lavora molto sulle diversità linguistiche e la possibilità di maneggiare e giocare con la lingua, a cominciare dall’anagramma che ha scelto per rappresentarsi. Anche il tono narrativo, scorrevole, vivace, spazia tra generi e stili diversi, evocando terre diverse – dalla Palestina, all’Iraq, all’Egitto, alla Germania, agli Stati Uniti fino alla Germania – focalizzandosi soprattutto sul panorama femminile che, al di là dei guai e della difficoltà che attraversano, continuano a camminare a testa alta, con la semplicità, la discrezione e la determinazione di tante donne del sud che ho conosciuto. In particolare Le Phonographe (letteralmente “il magnetofono”) è squisito e sottile nell’elaborazione del tradimento della protagonista, Zeineb, perfino ironico e pieno di dignità, senza sottomissione. Solo uno dei racconti è realistico e prende spunto dalla morte improvvisa in un incidente stradale di James Dean, nel racconto James Dean à Sousse (la città costiera della Tunisia che purtroppo molti oggi conoscono non per il turismo balneare quanto per l’attentato del giugno scorso). Quest’ultima narrazione, giocosa per l’escamotage del sosia, racconta l’entusiasmo contagioso presso i giovani della voglia di ribellione e libertà degli anni Sessanta in tutto il mondo, ma anche il bisogno di sognare. Uno spaccato del piacere e del gusto del narrare, del parlare delle piccole cose quotidiane che si sta perdendo.

La planète bleue
Naïma Amine
Maison Perspectives
Edition de Tunisie
Tunisi, 2015

Articolo di Ilaria Guidantoni

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