La fine delle bugie (e della Milano da bere)

Scritto da  Giovedì, 04 Dicembre 2014 

Angelica Russotto, una ragazza degli Anni Ottanta che ha corso tanto

"Novità in libreria, l'urlo orgasmico di una donna alla vita"

La fine delle bugie (e della Milano da bere) è un romanzo in parte autobiografico– a dire il vero non lo so e trovo che la curiosità morbosa verso gli scrittori sia inutile e talora dannosa anche ai lettori – della Milano di un decennio fiammeggiante. Quello che si ritrova al di là delle vicende specifiche delle due protagoniste, Gloria e Pamela, detta Pam, la prima voce narrante, la seconda alter ego e forse una parte della stessa Gloria, ma anche due volti dell’autrice, è una città simbolo di un periodo nel quale siamo vissuti al di sopra delle possibilità. E’ stato il tempo nel quale tutti correvano, con il piacere di correre e di raggiungere la meta del successo e del denaro, del godimento, mentre oggi si rincorrono le cose sapendo di non arrivare mai a destinazione. Sono gli anni delle bugie o meglio delle illusioni. Il libro è il seguito del primo romanzo di Angelica Russotto Quando Milano era da bere, anche se io lo ritengo un testo che si può leggere da solo e che forse più il marketing editoriale e i lettori hanno il piacere di mettere in fila. E’ meno importante, a mio parere, per un autore dare un ordine.

La vicenda parte a metà degli Anni Ottanta e si conclude con il capodanno del ’90 nel quale si intravede la consapevolezza dichiarata dalla scrittrice che il mood scintillante sarebbe venuto meno e già il Craxismo lascia il posto alla caccia alle streghe targata Di Pietro. C’è perfino il testamento musicale di quel decennio citato ampiamente da Raf, lontano dall’andamento trasgressivo e divertente di “Self control”. E’ tempo di bilanci che coincidono nella vita della protagonista con il passaggio dall’essere ragazza al diventare donna. I cinque anni che chiudono un periodo distratto, nel quale gli Italiani si sono persi ma anche divertiti, sono cruciali sia per i personaggi del libro sia per Milano. Cinque anni nei quali alcune porte si chiudono e altre si aprono.

In fondo in questo secondo libro c’è più riflessione, meno abbandono alla vita, meno senso dell’irresponsabilità e una vena di malinconia, ma anche la scoperta delle cose che contano davvero e la riscoperta del nucleo familiare come la cassaforte della propria vita. In questo libro Milano è raccontata attraverso i luoghi e i monumenti più che le persone, troppo spesso inconsistenti, e l’ambiente dell’arte e del surrealismo che in quegli anni ebbe la grande esplosione, da Dalì a Magritte, con un’evoluzione che dice bene tra i due libri il passaggio dai primi anni ottanta e il gusto un po’ ingenuo del lusso, alla maggior raffinatezza di un mercato dell’arte maturo.

La vicenda in parte è ambientata a Londra che dopo la swinging London degli Anni Settanta, torno ad essere un mito per l’arte, la moda e la finanza prima del grande crollo. Già sul finire di quel decennio, come del resto accadeva a News York, i primi segni di stanchezza si intravedono e appaiono contraddizioni stridenti, come i vagabondi agli angoli della strada, che sarebbero diventati poi uno spettacolo consueto anche a Milano. Siamo solo arrivati in ritardo su tutto e la vicenda dei due galleristi truffatori a Londra non è che una metafora anticipatoria di quello che si sarebbe propagato di lì a poco. O meglio svelato e con la cura non sempre efficace, stando ai fatti recenti di attualità, sarebbe arrivata la fine delle bugie, ma la fine della menzogna. Per Gloria si apre, con citazioni psicanalitiche vissute con ironia e un tono alternato tra l’amaro e lo scanzonato, l’età della ragione e la fine dell’apparenza attenta all’occhio di mondo. Il sesso non è più trasgressione che come tale conserva gli schemi, ma è libertà di essere quello che si è, senza censura. Più simile a una sceneggiatura che a un testo letterario mima anche nel linguaggio il dialogo in presa diretta e nell’immediatezza del pensiero, anche quando è monologo.

La fine delle bugie (e della Milano da bere)
Angelica Russotto, una ragazza degli Anni Ottanta che ha corso tanto
Cicorivolta Edizioni
Euro 12,00

Articolo di Ilaria Guidantoni

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