“L’escargot entêté” di Rachid Boudjedra

Scritto da  Lunedì, 18 Maggio 2015 

Sono incappata in questo romanzo cercando altre opere di argomento algerino e di lingua francese, finché decisa a leggere qualcosa in questo ambito ho scelto uno scrittore che non conoscevo, citato da Jean Sénac sul quale sto lavorando, scomparso in modo violento e prematuro nel 1973. Il romanzo, del quale non ho trovato traduzione italiana, è ambientato in una città del nord Africa che per chi conosce Camus e soprattutto La peste è evocativa di Orano, sarà forse l’associazione con un’invasione di topi.

La vicenda ricorda per molti aspetti l’ambientazione di certi scritti algerini di Camus, quel senso di straniamento, quasi di indifferenza e insieme una forte, talora assurda, dedizione al lavoro e alla propria professionalità dove l’amoralità diventa valore, superando il senso etico comune. Insieme c’è un diffuso senso di solitudine, un linguaggio asciutto, una prosa a tratti scabri, una vicenda minimalista che se non forse per com’è raccontata, sarebbe un’assoluta banalità. Eppure è proprio la cronaca di vite scialbe che riescono a diventare arte la cifra caratteristica di questi scrittori, la cui prosa acuta riesce ad impennarsi improvvisamente in spazi lirici, un francese che respira la sonorità del sud e una cultura raffinata che si insinua, improvvisamente e imprevista, nelle pieghe di una quotidiana medietà.

La storia narra le vicende di un funzionario cinquantenne, scapolo, solo con un’ossessione e una passione o forse entrambe ossessioni e passioni ad un tempo: la caccia ai topi e la scrittura. La seconda prende avvio proprio dallo zelo di confezionare report sulla sua attività per il comune. Un impiegato stimato che, ossessionato dallo sterminio dei ratti che hanno costruito una sorta di città sotterranea, comincia ad esserne affascinato, ammirandone l’abilità e la pazienza delle femmine che allattano fino a dieci piccoli per volta. Finisce quasi per solidarizzare con questi piccoli animali dei quali si documenta con perizia e curiosità intellettuale raccontandoci l’origine cinese e il loro viaggiare al seguito delle migrazioni che li hanno condotti in Europa quindi in Nord Africa e solo nel XVII secolo in America dove non c’erano originariamente. Il problema dell’orrore per questi “parassiti” sociali più che per altri è legato al fatto che si nutrono degli stessi alimenti dell’uomo e in quanto roditori rischiano in mandare in corto circuito le città. Ad un certo punto in questa vicenda di alienazione e ossessione che ricorda anche alcuni aspetti del teatro dell’assurdo, entra in gioco una lumaca, immaginaria e destabilizzante, che sembra incistata nella sua testa, con l’obiettivo involontario di distoglierlo dai suoi interessi.

Il romanzo prende una piega quasi surreale, con un risvolto psicoanalitico: il protagonista è irritato a dir poco da questi animali molli e vischiosi che però lo catturano per la loro singolarità. Sono ermafroditi che si accoppiano per ore e il nostro burocrate insoddisfatto dedito a pratiche di onanismo, tra sensi di colpa mal cancellati e frustrazioni, comincia a nutrire una strana attrazione-repulsione per quello che gli Atzechi considerano il simbolo della luna, del concepimento, della gravidanza e della nascita, ma anche dell’eterno ritorno; animale divinatorio le cui strisce del guscio raccontano il futuro. Sorprende certamente che un uomo così “medio” azzardi confronti in tema di pratiche erotiche tra il vecchio testamento e il Corano o tra abitudini degli antichi Romani ed altri popoli. Ne risulta una favola amara sulla perversione e l’inutilità delle macchine burocratiche che forgiano deformando piccoli uomini, con grandi sogni. Una scrittura che merita.

Scrittore algerino di lingua francese (nato a Aïn-Beïda 1941). Attivo in gioventù nel Fronte di liberazione nazionale, sin dai primi romanzi ha affrontato il tema dell'abuso di potere nella vita politica, religiosa, sociale, sessuale e familiare. (Treccani.it)

L’escargot entêté
di Rachid Boudjedra
FolioEditions Denoël

Articolo di Ilaria Guidantoni

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