"L'autunno dell'anno prima", romanzo di Alessandra Zenarola. Scrittura & Scritture

Scritto da  Daniela Cohen Lunedì, 19 Maggio 2014 

Una donna che ama le immagini sospese, Alessandra Zenarola, pubblica il suo terzo libro intitolato L’autunno dell’anno prima. Vive nel nord est, a Udine, ma conosce bene anche altri luoghi del Veneto e del Friuli, come della Venezia Giulia. La protagonista di questo recente romanzo ci è nata anche se, per sfuggire a un marito inutile e fedifrago, va a Roma per riunirsi alla madre portando con sé Nicole, la propria figliola. Anni prima sua sorella maggiore aveva lasciato lì tanti ricordi, prima di scegliere pure lei la fuga verso Londra. Così Roma diventa uno spazio dove esercitare l’uso della memoria, accudire la madre che sempre più spesso la perde e veder partire anche la figlia, che va a studiare in Inghilterra. Da tempo Mizia non ha notizie della sorella Andrea e decide di fare un viaggio solitario per tentare di scoprire cosa possa esserle accaduto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Questi sono a grandi linee i tasselli di un’opera davvero intricata, dove l’evidente amore per Proust si riflette in lunghe pagine dedicate alle emozioni e alle descrizioni dense di un fascino melanconico e avvolgente, con altre in cui improvvisi colpi di scena ribaltano il senso di quanto avviene e che fin lì si era compreso. Tutto ciò rende la lettura un esercizio che tiene col fiato sospeso fino a che non si arriva a capo almeno di qualche cosa. I personaggi sono tutti speciali a partire dalla protagonista, che per tutto il tempo mi sarei aspettata fosse scritta in prima persona, ma così non è: tutti sono in terza persona, ma nulla impedisce di far sentire come Domiziana, detta Mizia, sia il centro di tutto, con le sue ricerche, i suoi ricordi accavallati ad eventi che tenta di decodificare tutti i giorni. Questo si accavalla a vari flash back e può apparire perfino tedioso il passato rivissuto con dovizia di dettagli anche simpatici, come certi Caroselli.


Lo sguardo che osserva è dominato dalla malinconia di una donna che non si sente mai veramente realizzata, con un matrimonio fallito, la sorella tanto amata con il nome da maschio, Andrea, che viveva tutto al contrario di lei, in modo istintivo e vorace mentre lei è timida, semplice e si accontenta, pur di evitare seccature. E’ capace di calpestare la propria autostima senza dire neppure ‘Ahi!’, questa donna dal collo lungo, magra perché un po’ anoressica, da sempre incapace di godersi la vita nel senso pieno del termine. E il presente, va da sé, è ovviamente grigio, come il suo futuro. Eppure ha il coraggio di andare da sola in pieno novembre a Grado, nella stessa pensioncina di trenta anni prima, quando da bambina ci andava d’estate, nella speranza di trovare qualcosa che le riporti sua sorella, forse notizie, qualsiasi cosa. Lì troverà una specie di amore, ma sarà una nuova scossa a farle scoprire che…


Davvero strano come un genere letterario che si presenta lento e piovoso, nebbioso, freddo e umido possa avere in sé momenti esilaranti e una buona dose di suspence, eppure è così. Davvero sorprendente questa Alessandra Zenarola, che regala quadri speciali di personaggi come Darko, il bosniaco che vive lontano da tutti, ma che vende pesce fresco e lavora a una bancarella e conosce tutti. O la famiglia strampalata della pensione che ricorda Mizia e il cane che giocava con lei bambina in spiaggia sotto il sole, anche se ora piove sempre, è inverno e il mare è plumbeo, fa freddo e ci sono pochi turisti. Quanto resisterà, Mizia? Vi affido alcuni stralci di dialoghi e ricordi, come questo in cui Mizia ripensa a quando sua figlia era piccola: “Mamma, posso aggiungere un po’ di funghetti alla pizza? E le acciughe, le olive e il salamino? Così è loffia”. Nicole saltellava per la cucina in salopette, orecchini a cerchietto e fame cronica, stava addizionando cellule sui fianchi e perdendo il paffuto delle guance. Si meritava di meglio che i silenzi incrostati e l’atrofica indulgenza reciproca dei suoi disaffezionati genitori.


Oppure questo momento a Grado, in cui Mizia trova l’uomo con cui, inaspettatamente, ha trascorso una notte di sesso: Un cielo grigio come oggi non lo vorrebbero neanche i poeti e i miserabili, urla il siciliano. Le donne annuiscono e sollevano il naso all’insù. Lo incontra sotto il tendone della pescheria, tra sbuffi di fumo e vapore. Darko batte i piedi a terra per il freddo. Lei ha l’istinto di scappare, imbarazzata dal rossetto e dalla sua ingenuità. Un pomeriggio a letto non è una promessa. Cosa succederà? Cosa trionferà? L’amore, la famiglia, l’avventura, i giovani, i vecchi, il passato o il presente? E il futuro? Per trascorrere del tempo in amabile contemplazione di ricordi e di ricerche interiori e chissà dove ancora, potreste accompagnarvi alle strane avventure di questa donna che prima si vorrebbe non aver mai conosciuto, ma che, capitolo dopo capitolo, non si vorrebbe lasciare più.


Alessandra Zenarola
L'autunno dell'anno prima


ISBN
9788889682630

Pagine
200

Pubblicazione marzo 2014

Scrittura & Scritture edizioni


Grazie a Vincenza Curcio ufficio stampa Scrittura & Scritture


Articolo di Daniela Cohen

 

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