“Istruzioni per l’USA” di Seba Pezzani

Scritto da  Domenica, 22 Maggio 2016 

Titolo ammiccante per un libro non commerciale anche se racconta il Paese del marketing. E’ invero un libro musicale, in certo modo, diario di viaggio e di riflessione dal lato sociale degli Usa e linguistico, passando dallo spirito goliardico e l’osservazione della quotidianità spicciola, all’analisi sottile di sfumature musicali e linguistiche e non potrebbe essere che così per un musicista e traduttore…attraverso la provincia americana.

Seba Pezzani racconta un viaggio on the road nella provincia americana per un gioco e una scommessa, vinta, con il suo gruppo RAB4 in tournée perché l’America è in qualche modo un nastro di asfalto che corre quasi all’infinito e racconta la possenza della natura e nelle sue metropoli la sfida a domarla. E’ un immenso Paese da raccontare camminando a bordo di un mezzo motorizzato. E’ la provincia americana quella che colpisce Seba, per certi aspetti trascurata, originale dal punto di vista: un gruppo di italiani la cui musica è derivata in certo modo da quella americana pronti a riesportarla alla fonte. Piccoli centri, la comunità degli amish, motel quasi poco raccomandabili, locali alternativi e sempre senza il grande pubblico eppure si tratta di una vittoria. Il libro racconta l’America dall’interno, dal proprio vissuto – quello della voce narrante, vegetariano “puro” e docile in un Paese di hamburger e hot dog oppure di vegani che del vegetarianesimo hanno fatto una religione - con incursioni nella storia, come quando racconta di Charleston (“una delle città più belle degli Stai Uniti e una delle perle del Sud schiavista”) e della sua architettura coloniale o Thomas, un tempo nota località per l’estrazione del carbone tra le montagne del West Virginia: la produzione del coke è essenziale per l’acciaio, fiore all’occhiello del Paese. Anche Savannah ha un posto speciale e la racconta attraverso un giornalista – e amico comune (anche mio), Guido Mattioni che di quella città è cittadino onorario e che l’ha resa protagonista dei suoi romanzi e del suo amico giornalista Beppe Sebaste che ne parla in Panchine. Tra l’altro Savannah è la città nativa di Flannery O’Connor che vi nacque nel 1925 e che da quelle parti è un‘istituzione come dimostra la sua casa-museo.

La prospettiva prioritaria però è musicale e sociale perché Seba si nutre di pane e cultura pop fin dall’infanzia ed è un attento osservatore, dalla parte di chi non ha pretese di verità o di raccontare in un saggio la propria tesi e visione – non è nel suo mood – quanto di far suonare un pezzo, un “trancio” di un’ordinaria giornata americana che però diventa lo specchio di un modo di essere, come il culto della patria o il ruolo ei comportamenti distorti della polizia e una sorta di venerazione per le armi. L’autore non si limita però a diagnosticare e a cercare l’origine dell’infezione; prova anche a leggere in modo diverso la malattia, come la difesa della proprietà privata e del consumismo senza banalizzarlo in chiave monocolore filo-marxista. A Seba non interessa affermare una posizione quanto cercare di decifrare l’altro, di provare a guardare la realtà con i suoi occhi o anche con i propri ma da quell’angolo di prospettiva che se non sei americano non ce l’hai. E’ forse questo il lato migliore del libro: una lezione di metodo, forse involontaria e per questo credibile. Non per una disciplina: manuale di scrittura; saggistica sociale; indagine sociologica o musicale e confronti transnazionali. No, semplicemente per leggere l’altro nel profondo sapendo di esserne innamorati e quindi ovviamente non imparziali, anche perché per vivere basta la lucidità. L’oggettività è irreale.

La musica è certamente al centro e se fosse un romanzo direi che è l’alter ego del protagonista, Seba stesso, oltre che l’argomento dichiarato: una tournée per l’appunto. Interessante è l’intreccio tra letteratura e musica che è un po’ la peculiarità dell’attività di Pezzani e che con nonchalance racconta in modo intimo, spesso spassoso e “tremendamente” quotidiano personaggi come Joe R. Lansdale, uno dei romanzieri americani più popolari in Italia e sua figlia Kaset, o James Grady autore de I sei giorni del Condor, o ancora gli autori di thriller e noir – che Seba ha tradotto – come William Ferris, Clive Cussler o Jeaffrey Deaver. Accanto alla dimensione letteraria e musicale ci sono aspetti della quotidianità che illustrano quel non-popolo, come lo chiama l’autore, che ha realizzato un Paese: la religiosità della provincia, l’evangelismo, ad esempio, la passione per certe saghe come Guerre stellari che diventa elemento di unione viscerale tra le persone e di identificazione. D’altronde “se davvero volete cogliere l’America in una delle sue tante incarnazioni, dovete accettare uno dei suoi cardini: la star. Il concetto stesso di star moderna è una concezione totalmente americana e presto globalizzata.”

Istruzioni per l’USA
di Seba Pezzani
Oltre Edizioni
Letture dal mondo
Aprile 2016
Euro 14,00

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