“L'Islam, religione dell'Occidente” di Massimo Campanini

Scritto da  Domenica, 18 Settembre 2016 

Un libro da leggere, colto, dotto, complesso ma senza nessun accademismo con il dono della chiarezza. Piacevole lettura che scorre anche se il tema è complesso e l'autore unisce grande competenza anche nella conoscenza linguistica dei testi citati e umiltà, un tono che resta colloquiale. Di grande attualità la materia che riconsidera l'Islam come parte integrante della cultura cosiddetta occidentale e soprattutto cristiana, superando molti luoghi comuni frutto di un sentito dire per lo più strumentale. Un'occasione di approfondimento della civiltà del Mediterraneo e per una rilettura storica e sociologica anche per chi non fosse interessato in modo specifico al mondo arabo-musulmano.

 

È un libro, come dichiara l'autore, sulle origini della cosiddetta civiltà occidentale, meglio mediterranea, come lo stesso Massimo Campanini sottolinea. Innanzi tutto cade il pregiudizio ne per cui il Cristianesimo sia una religione occidentale visto che è nato in Palestina. Per altro era fortemente connesso alla cultura ellenistica e all'ebraismo che forse più la tradizione successiva ha voluto mettere in antitesi. Interessante il confronto sui punti comuni delle tre religioni del religioni del libro.
Tre monoteismi anche se con le dovute differenze, tre religioni basate sull'unicità di Dio, rivelate, basate su un fondatore - rispettivamente Mosè, Gesù e Muhammad - su un testo sacro e su altri parametri comuni che l'autore analizza sempre in una relazione comparata storica e dottrinale ad un tempo per concludere che la religione islamica in qualche modo perfezionamento del Cristianesimo è rimasta storicamente ingabbiata in una dimensione di arretratezza mai recuperato sotto il profilo storico e geografico. All'Islam sono mancate le rivoluzioni scientifica, francese e industriale, in estrema sintesi.
Non vorrei correre il rischio di un riassunto del libro ma mi limito a sottolineare l'importanza di questo studio scrupoloso anche sotto il profilo linguistico con una trascrizione dall'arabo puntuale che raramente si trova.
La prima parte metodologica e di studio comparato mette in luce analogie e differenze soprattutto mettendo in relazione Cristianesimo e Islam le due religioni più diffuse al mondo che hanno cambiato il destino dell'umanità.
La seconda è un affascinante confronto e analisi comparata tra Gesù e Muhammad, figure storiche documentate, la prima delle quali fortemente presente nella scritturalità coranica per ovvie ragioni storiche con alcune puntualizzazioni che aiutano credenti e non di ciascuna delle due tradizioni a fare chiarezza.

Infine c'è un capitolo sulla teologia degli ultimi due monoteismi e della loro evoluzione storica che evidenziano come l'espansione dell'islam rapidissima ha significato soprattutto uno scambio economico e culturale nel Mediterraneo prima che di conquista religiosa come erroneamente si pensa, fatto (ndr) attribuibile piuttosto al periodo tardo dell'Impero turco-ottomano.
Leggendo il testo si coglie quanto troppo spesso si parli senza nessuna cognizione di causa sui testi sacri e sulla religione e la credenza sia fondata su un sentito dire distorto, basti pensare alla presunta questione della presunta poligamia del Profeta che invece fino ai cinquant'anni, alla morte di Kadija, commerciante di grande intelligenza, istruita e più grande del profeta per età, rimase monogamo. Le mogli successive non furono contemporanee e ciascuna fu un simbolo per esprimere un carattere del matrimonio o una funzione sociale.
Con il rigore dell'analisi testuale senza pregiudizi o tesi personali l'autore scardina i pregiudizi ed evidenzia la questione centrale che distingue Cristianesimo e Islam essendo il secondo un monoteismo 'assoluto' non configurandosi in alcun modo con la pretesa di essere una religione nuova e contro il passato come invece il Cristianesimo lo è stato in relazione all'ebraismo e al paganesimo (anche se le due religioni sono alleate in questa lotta). Il senso di giustizia ed equità è loro comune anche se nel Cristianesimo c'è un'enfasi maggiore sul tema dell'amore. Contrariamente però a quanto comunemente si dice, l'Islam contempla il concetto di perdono e misericordia, anche se non di paternità personalistica, come si evince dalla sura el-Isra – “il viaggio notturno” - cuore della predicazione musulmana e del Discorso dell'addio di Muhammad, paragonato in qualche modo al Discorso della Montagna di Gesù. La vera differenza è che Gesù racconta di se stesso, essendo lui stesso il Verbo, secondo il cristiano; mentre Muhammad è il profeta, perfetto, ma interamente umano, messaggero - rasūl, inviato appunto - di Dio.

L'Islam, religione dell'Occidente
Massimo Campanini
Mimesis passato prossimo
Mimesis Edizioni
Milano
15,00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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