"Infamia" di Ana Maria Machado. Exòrma Edizioni

Scritto da  Oriana Russo Mercoledì, 28 Maggio 2014 

Non è sempre facile poter raccontare delle vicende tragiche che colpiscono improvvisamente le famiglie. La prima reazione è una chiusura in una sofferenza vissuta nel silenzio fino a quando delle circostanza casuali contribuiscano a far affiorare, esternare i pensieri più reconditi, fornendo una motivazione e una chiave di lettura dell’accaduto. E’ quanto viene racchiuso nel libro dal titolo” Infamia” dell’autrice brasiliana Ana Maria Machado che, con visibile sensibilità, racconta la storia di due uomini che inevitabilmente si uniscono in un destino comune macchiato dall’infamia e dalla calunnia.

Uno dei protagonisti è Manuel Serafin, un ambasciatore in pensione costretto a vivere all’ombra della sua vita perché affetto da cataratta, con la speranza che un’operazione gli permetta di riacquistare la vista e con l’incoraggiamento di una moglie paziente, attenta, controllata nei suoi sentimenti, Ana Amelia. Ma la sua peggior sofferenza non appare nell’aspetto fisico, ma in quello mentale, emarginato e riposto in un incomprensibile, impenetrabile dolore per la scomparsa improvvisa, ed al contempo misteriosa, dell’unica figlia Cecilia. E’ un uomo malato, il cui corpo viene caldamente accolto dalla luce che filtra nella sua stanza a voler accendere nuove prospettive, sogni che lo possano condurre lontano dalla monotonia e dal lento scorrere del quotidiano. A scuotere la sua dimensione è il sopraggiungere di una giovane universitaria, voluta dalla moglie perché gli potesse far compagnia e leggergli i giornali, le riviste, i testi di letteratura nonostante fosse consapevole che il marito non avrebbe accettato facilmente questa decisione, “perché non aveva mai voluto appaltare la sua lettura”. Inizia così un rapporto di conoscenza basato sulla percezione dei toni della voce, della sua impostazione, dei suoi respiri, delle sue movenze educate che inevitabilmente fanno emergere il ricordo della figlia confinato sino a quel momento nella memoria celata e nostalgica.


Parallelamente a questa storia si inserisce la vicenda di Custodio, un uomo, impiegato modello, diligente e responsabile che vede distrutta l’intera vita lavorativa costruita sulle fondamenta di stima e rispetto. Tutto accade nel momento in cui vi è in ufficio un cambio di vertice nella posizione direttiva. Egli si accorge del perpetrarsi di anomalie nella gestione delle forniture, decidendo di denunciare tutto ad un giornalista. Si apre un’inchiesta con diffusione anche nella rete televisiva con effetti stravolgenti sulla sua vita; Custodio viene citato, in maniera paradossale, come persona coinvolta nell’irregolarità, oggetto dell’indagine, al punto tale che sia i lettori che i suoi colleghi non possono sapere se ciò che leggono sia vero o falso e riuscire a differenziarlo dagli accadimenti denunciati e dai veri colpevoli. D’altronde era stato Custodio ad aver occasionato, con la sua denuncia, la storia, mostrandone anche le prove e quindi non ci si poteva meravigliare della promiscuità di giudizi frettolosi, di opinioni fraudolente, assecondate anche da una stampa desiderosa di essere protagonista eroicamente di vicende prima della loro definizione.


Nelle caotiche metropolitane, nel tessuto sociale odierno, numerosi appaiono i comportamenti di persone che strumentalizzano e manipolano gli altri a proprio vantaggio, ricorrendo a strategici sotterfugi o a menzognere affermazioni atte a distogliere l’attenzione dall’accaduto, interpretando la realtà con offesa della dignità degli individui coinvolti. I lettori di questo libro sono invitati dall’autrice brasiliana, attraverso una scrittura accorta, con marcata sensibilità e fluidità di linguaggio, a prendere coscienza della dimensione dell’individuo come essere umano, portatore di un bagaglio di valori di dignità. La loro difesa e la loro affermazione non deve passare attraverso una valutazione composta da dicotomie “o tutto o niente” – “o sempre o mai”, ma di sfumature, di comprensione, di conoscenza diretta.


Il passato va ricordato, ma non deve essere attanagliato dal rimpianto. Al futuro si deve guardare come una continua scoperta del vissuto, assecondando i bisogni autentici, sconfiggendo le calunnie, le barriere dell’ipocrisia. Le identità di ogni persona vengono molto spesso egoisticamente travisate per divenire oggetto di sprecate e inutili ostilità, diffamazioni, di giudizi dettati dai contingenti interessi, senza soffermarsi sul valore e apporto umano che viene fornito.
Un testo narrativo della scrittrice brasiliana, che è approdato per la prima volta in Italia grazie alla traduzione di Giulia Manera e alla pubblicazione delle Edizioni Exorma.


"Infamia"
di Ana Maria Machado
Exòrma Eedizioni
Costo €13,60

Traduzione di Giulia Manera

Grazie a Ufficio Stampa: Valentina Masilli- Exòrma Edizioni

Articolo di Oriana Russo

 

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