“Indignazione” di Henry James

Scritto da  Lunedì, 29 Giugno 2015 

“Oh, il ricco Mr Bender, così sicuro di sé!” gridò Crimble. “Una volta tirato fuori il denaro, la sua sicurezza diventa un motore inarrestabile! Immagino”, aggiunse, indovinando, “che si sia portato appresso quel suo velenoso libretto degli assegni”.
La donna si mostrò meno stupita ed esasperata. “Si è sentito parlare di casi simili, ma solo quando in ballo c’erano mercanti particolarmente insistenti”.
“E Mr Bender, tanto per rendergli giustizia, non è un mercante particolarmente insistente?”.
“No”, ribatté giudiziosamente Lady Grace. “Dubito fortemente che sia un mercante, penso che sia soltanto ciò che un istante fa voi stesso avete affermato di essere”.
L’uomo volse uno sguardo a qualche elemento ribelle del suo recente passato. “Un vero e appassionato amatore?”.
“Come lo siamo stati tutti nella nostra epoca felice, quando saccheggiammo l’Italia e la Spagna”.

Ultima opera pubblicata prima della scomparsa di Henry James, Indignazione (1911) è un romanzo che propone molti spunti di riflessione ancora attuali sulle dinamiche che regolano il mondo del collezionismo, il mercato e la critica d’arte. Viene riproposto da Fazi in una nuova traduzione a cura di Maurizio Bartocci

L’autore trasse ispirazione da un episodio che scosse l'opinione pubblica inglese nel 1909, quando il duca di Norfolk decise di vendere a un ricco acquirente americano un famoso dipinto di Holbein, fino a quel momento esposto alla National Gallery. Il quadro venne considerato come il simbolo dell'orgoglio e della tradizione artistica britannici minacciati dal potere del denaro americano e solo una mobilitazione generale riuscì a salvarlo dalla vendita.
L’Inghilterra di inizio Novecento attirava i nuovi ricchi americani in cerca di opere d’arte in cui investire grandi quantità di denaro a discapito dei raffinati aristocratici inglesi costretti a disfarsi di pezzi pregiati delle loro secolari collezioni a causa di difficoltà economiche. Henry James “mette in scena” nel suo ultimo romanzo proprio la contrapposizione che si venne a creare tra questi due mondi, portatori di diversi valori sociali e storico-culturali.
Gli aspiranti acquirenti sono visti come dei “nuovi barbari” pronti a invadere l’Inghilterra per saccheggiarla delle sue opere d’arte, da cui sono attratti principalmente in virtù del loro valore economico. Gli aristocratici inglesi sono invece i custodi della cultura e delle più solide tradizioni del paese, che cercano di non soccombere sotto il peso dei dollari sonanti che arrivano da Oltreoceano: il valore di un’opera d’arte per loro non può coincidere con il semplice valore economico.

Nello scontro tra questi due soggetti in campo, si affermano progressivamente per prestigio e importanza i critici e gli studiosi d’arte, veri e propri arbitri delle trattative, che influenzano con i loro giudizi su attribuzioni e valutazioni. Un’opera d’arte è autentica o meno in conseguenza del giudizio inappellabile del critico. Infine c’è l’opinione pubblica, sapientemente manipolata attraverso gli organi di stampa per influenzare le trattative e far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. Anche il pubblico gioca un ruolo importantissimo nella partita perché il clamore di cui l’opera viene fatta oggetto ne aumenta il valore, indipendentemente dal pregio artistico, agli occhi di un acquirente molto interessato a far parlare di sé.

Il ricco americano Breckenridge Bender è abituato a piegare le volontà dei suoi interlocutori firmando assegni davanti a cui è molto difficile rimanere indifferenti ed è interessato solo a opere d’arte molto costose. Con il suo fare pragmatico e i modi sbrigativi, vorrebbe concludere l’affare nel tempo più breve possibile. Lord Theign, esponente della più antica e raffinata nobiltà inglese, si trova costretto suo malgrado a disfarsi di alcuni capolavori della propria collezione per far fronte a debiti accumulati dalla figlia. Trova odioso mercanteggiare sul valore delle opere e prova repulsione davanti alla campagna scatenata dai giornali per sollevare l’attenzione dei cittadini sul fenomeno della vendita delle opere d’arte a stranieri senza scrupoli come Bender.

Rielaborata in romanzo solo in un secondo momento, l’opera mantiene forte l’impianto teatrale originario. Il testo è composto soprattutto da dialoghi, costruiti con un ritmo serrato, pieni di metafore, sottili allusioni e giochi di significato e le scene si svolgono esclusivamente in interni: le antiche dimore degli aristocratici inglesi, dove i protagonisti si alternano come su un palcoscenico, spesso annunciati dalla servitù che entra e scompare rapidamente come da una quinta teatrale.

Henry James
Indignazione
Fazi Editore
220 pagine
€ 16,50

Grazie a Ufficio Stampa Fazi Editore

Articolo di Adele Maddonni

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