“Il tesoro degli Ashanti” - Viaggio in Ghana di Francesca Giommi

Scritto da  Domenica, 07 Gennaio 2018 

Entrando in queste pagine si scivola verso un luogo altro e lontano, lungo le strade di rossa terra battuta di un paese africano piu o meno contemporaneo. Il paese è il Ghana, un tempo patria del Regno Ashanti famoso per il suo oro e quindi territorio di razzia dei cacciatori di schiavi, ma oggi ormai meta di flussi turistici. Qui si dirige Isabel, giovane e avventurosa studentessa di letteratura africana in cerca di un tesoro tutto suo – il sapore dell’Africa, il profumo della gioventù.
Dalla prefazione di Itala Vivan

In questo “romanzo di viaggio” o “di scoperta degli altri”, Isabel non sfuggirà a quella regola non scritta di essere disorientata almeno inizialmente dalla propria visione alterata sull’Africa.
Ma l’approccio reale con città e villaggi, la volontà sincera di aprirsi al diverso, i contatti concreti con gente e natura del luogo, descritti minuziosamente dall’autrice, alla fine daranno un approccio genuino alla giovane avventurosa protagonista.
Dal Post Scriptum di Pap Khouma, autore del best seller “Io, venditore di elefanti” (Garzanti)

 

Il viaggio nella letteratura comincia dal titolo e dalla copertina e il libro di Francesca Giommi è attraente perché ci trasporta in un mondo lontano e in uno dei paesi credo tra i più sconosciuti, nel cuore dell’Africa, quasi mitica. Il mondo degli Ashanti e il loro tesoro, l’oro, si perde nel tempo e cerca di restituire la suggestione di un’Africa persa per sempre con il colonialismo. Piacevole il formato e preziosa la confezione pur semplice del libro, esile, che valorizza la carta, materia prima dei libri come l’inchiostro, sempre più dimenticata. Gradevoli le illustrazioni stilizzate ma fedeli a quello spirito arcaico che si rievoca. Scritto con molta umiltà, è il diario di viaggio in forma narrativa, attraverso la storia di Isabel alias Francesca Giommi, che ama l’Africa, ne è affascinata, ne ha studiato la Storia e la Letteratura, e dall’Italia decide di partire, da sola, per trascorrere le vacanze alla scoperta del Ghana, Rough Guide alla mano. Non si tratta di un escamotage narrativo ma di una delicata presa di distanza, come l’attore che sta un passo indietro rispetto al personaggio. E’ anche un invito all’autocritica – che io colgo come giornalista e scrittrice – ché spesso chi va alla scoperta di mondi “altri”, tende ad enfatizzare la propria esperienza diventando troppo facilmente docente. Francesca Giommi si limita a testimoniare ed imparare.
L’avventura che attende la protagonista ridefinirà le sue idee accumulate durante gli studi universitari, rendendo più genuino il suo approccio con questo paese che attraverserà su scassati tro-tro, e la travolgerà in un turbinio di suoni e colori, sapori e odori. La scelta dei mezzi pubblici è infatti uno dei modi per non mettere una pellicola tra chi guarda e chi è guardato ma condividere e superare quell’approccio di diffidenza che può stimolare uno sguardo critico da parte del paese ospitante.
Isabel, infatti, fin da subito si abbandona a questa terra, la sente amica, la percorre senza paura, e con grande rispetto. È una obroni, una giovane ragazza bianca, non c’è dubbio, che incontra altri ragazzi bianchi come lei, impegnati nelle ONG, e John, un compagno di studi afroamericano, conosciuto durante l’Erasmus in Inghilterra, e mai dimenticato. Quando si è in un mondo totalmente altro non dobbiamo guardare gli altri con sospetto o una curiosità, al contrario, affascinata ma esotica; allo stesso tempo non dobbiamo dimenticarci di essere noi i diversi e quindi è importante il confronto tra diversità, fuggendo qualsiasi tentativo di omologazione.
“1 agosto. Emancipation Day. Ore 9.00 piazzale del Castello di Cape Coast, Ghana centrale”. Questo il contenuto della lettera proveniente da Accra, da John, qui impegnato con i Corpi di Pace. E qui, insieme, vivono la festa nazionale per commemorare l’abolizione della schiavitù, e il Panafest (Pan African Historical Theatre Festival), l’evento che richiama il popolo nero espatriato, soprattutto dagli Stati Uniti, alla riscoperta delle proprie radici e dei legami culturali e ancestrali più profondi con la Madre Africa. E ancora, visitano Accra, Kumasi, il Lago Volta, incontrano artisti e le fantasy coffin, bare dalle forme più incredibili, ispirate al mestiere o alle passioni del defunto, considerate vere e proprie opere d’arte, per arrivare al Castello di San Giorgio, patrimonio dell’Unesco, e osservare l’Oceano Atlantico con gli occhi di chi, da lì, veniva portato via a forza per essere venduto come schiavo.
Con uno sguardo aperto, genuino e spontaneo, Isabel compie anche un viaggio alla scoperta di sé, non solo dell’altro, in una terra, un continente in cui riesce a trovare il suo “oro”, un tesoro di scoperte, vite vissute ed esperienze, straordinarie e uniche. Viaggiare infatti è soprattutto perdersi nello specchio dell’altro, per ritrovarsi per sempre diversi in un percorso che è sempre di sola andata.
Il libro può essere una prima guida emozionale con alcuni riferimenti storici di un paese che è percepito senz’altro come molto lontano.

Francesca Giommi, dottore di Ricerca in Letterature postcoloniali, africane e di migrazione, ha pubblicato saggi, interviste e recensioni in volumi, miscellanee e riviste nazionali e internazionali, è autrice di una monografia sulla Letteratura Black British e collabora con L’Indice, Il Tolomeo e Il Manifesto.
Viaggiatrice e lettrice appassionata, ama girare il mondo, ascoltarne le voci, ammirarne i volti, gli usi e i costumi e raccontarne piccoli frammenti. Attualmente vive e lavora come guida turistica nel Montefeltro, all’estremità nord delle Marche, tra le dolci colline dei duchi di Urbino, le vestigia romane dell’antica Consolare Flaminia e le falesie del Parco Naturale San Bartolo, narrando le meraviglie del suo “angolo di mondo”.

IL TESORO DEGLI ASHANTI
Viaggio in Ghana
di Francesca Giommi
Collana Le valigie di Chatwin
Aras edizioni
154 pp
Euro 13,00

Articolo di Ilaria Guidantoni

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