“Il sarto” Di Dedo di Francesco

Scritto da  Domenica, 16 Novembre 2014 

E’ appena uscito Il sarto di Dedo di Francesco, romanzo storico ambientato in un arco di tempo che dagli Anni ’30 del Novecento arriva agli Anni ’60 seguendo sullo sfondo le vicende di un’Italia in profonda trasformazione che l’autore conosce bene per la sua passione storica e che ci illustra senza nozionismo, ma con la passione del cronista delle “piccole” storie.

E’ così che incrocia fatti storici realmente accaduti con vicende di fantasia e romanzate. Scorrevole, vivace, scritto in un buon italiano, non di maniera ma elegante, racconta la vicenda di una sartoria della città di Terni, già negli Anni ’30 realtà industriale, che fin dal Dopoguerra accusa il colpo di un’economia sbilanciata sull’acciaio, quando la richiesta di un’economia non è più improntata alla produzione di armamenti. Si riconverte. In qualche modo è la storia dell’Italia di sempre, di piccoli soprusi e arroganza; di piccoli favori e raccomandazioni a fin di bene; di rovesciamenti per non cambiare nulla, per cui l’arroganza passa dai Fascisti ai Comunisti e la violenza resta la stessa. E’ un racconto di amicizie profonde tutte al maschile, per la scelta del soggetto, una sartoria da uomo, ma forse anche perché svela un cameratismo che oggi si è perduto.

 Al centro il rapporto tra allievo e maestro, quando ancora esistevano i maestri di vita, quando un mestiere era una vocazione. Il mondo di Dedo di Francesco non è un mondo migliore, è però autentico ed è un luogo dove sono chiari i punti di riferimento, le scuole, quella del lavoro e quella della parrocchia o ancora, quella del partito. E’ un’Italia dai sentimenti chiari e forti che dal 1930 al 1960 muore e risorge, ma perde inevitabilmente un po’ di entusiasmo e non crede più così tanto nel futuro. Storie di un’ordinaria disillusione, diremmo oggi, che leggiamo gli Anni ’60 come favolosi. La riflessione dei personaggi ci dice che non è l’età che avanza che spenge il desiderio, ma la prospettiva che muta il nostro sentire. E’ un viaggio nei sentimenti, nell’evoluzione del costume attraverso l’abito maschile e il gusto degli uomini, così come nella psicologia dei personaggi che nel microcosmo della sartoria declinano il maschile a 360 gradi. C’è anche lo spazio per la riflessione intima, per il timore di essere “diversi”, sospesi tra il maschile e il femminile che è la condizione del protagonista, Bruno, ragazzino che all’età di dieci anni entra come apprendista in una sartoria, per passarvi tutta la vita fino ai suoi cinquant’anni. Malgrado la delicatezza, il dire e non dire, che l’autore considera perché più che interessato ai fatti, sembra dedito alle persone, qualcosa mi diceva che c’era un vissuto vicino. E’ stato così che Dedo di Francesco mi ha confidato di essersi ispirato ad una vicenda della sua giovinezza, una storia di amicizia e soprattutto di solidarietà – quella che il Bruno del romanzo non ha forse trovato, non come avrebbe voluto, trovandosi ad essere amato in quanto “sospeso” – che ha rivolto ad una persona emarginata.

Non ci sono eroi nei libri di Dedo di Francesco, ma uomini coraggiosi che non hanno bisogno di gesti eclatanti. C’è una piccola Italia di valore, quella degli italiani di successo senza essere famosi, che sognano e godono delle piccole cose. E’ un mondo piccolo piccolo, dove la televisione non è entrata, dove il quartiere è il proprio mondo e si evince un senso rassicurante di pace nelle pagine de’ Il sarto. Oggi come già negli Anni ’60 l’orizzonte si è spostato più in là e non possiamo fare a meno di considerarlo. Nella vicenda c’è la capacità di godere di quello che c’è e un forte senso di ringraziamento alla vita, per il fatto solo che è, per la passione che ci regala. E’ infine la consapevolezza che il sogno non muore anche se per tanto tempo resta in disparte. E’ così che negli Anni ’50, improvvisamente, il popolo si risveglia alla vita, è preso da un’ebbrezza di ricostruzione, di voglia di cose belle alle quali si è rinunciato a lungo. Solo con gli Anni ’60 il desiderio di godere della vita si separa dalla voglia di fare progetti e gradualmente annega nella frivolezza e nella ribellione senza costruzione. Un quadro che ci fa riflettere su quello che siamo diventati, la storia di un mestiere che conserva ancora molto dell’aspetto artigianale.

“Il sarto”

Di Dedo di Francesco

La biblioteca del Tempo

Robbin Edizioni

Ottobre 2014

14,00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

 

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