“Il peso della farfalla” di Erri De Luca

Scritto da  Lucia Germani Domenica, 18 Novembre 2018 

Sulle Dolomiti, tra le montagne del gruppo del Sella, il regno animale incontra l'uomo.
Il racconto del re dei camosci, cresciuto in solitario e divenuto ben presto il capobranco, si sovrappone a quello del cacciatore, che ne ha ucciso la madre e molti altri esemplari.

 

Nel panorama montuoso scopriamo le leggi del branco, i rapporti tra i membri, la grazia innata dei movimenti. Spicca l'intelligenza dell'esemplare unico e maestoso che ora è il re dei camosci, il quale predomina per anni, fino all'arrivo della sua ultima stagione; l'animale percepisce, annusa, che il suo tempo sta per scadere, e lascia che la natura segua il suo corso.

Allo stesso modo per l'uomo, cacciatore di oltre trecento camosci, la vita è presentata sui sentieri di caccia; ogni esperienza è intima e viscerale, lasciando trapelare tutto ciò a cui possa aver aspirato. E' un misto di umiltà e consapevolezza di se stesso quello che emerge dal racconto dell'uomo, senza peraltro evitare rimpianti e limiti propri dell'essere umano.

Si nota una forte umanizzazione dei pensieri e gesti dell'animale, i quali sono a volte rapportati al comportamento dell'uomo, creando così il collegamento tra i due mondi. La scrittura stessa fatta di brevi paragrafi fa saltare da una situazione all'altra; si rivelano differenze e corrispondenze tra le due razze che creano alla fine una visione d'insieme.

La lotta per la supremazia del branco si va a comparare a quella tra il re dei camosci ed il cacciatore, facendo trasparire lo stato di solitudine in cui entrambi vivono, ma che nessuno dei due sa superare.

Tale analogia si ripresenta anche alla conclusione dei loro percorsi: la natura sovrana, sotto la forma di una farfalla bianca, riunisce i due destini in un finale quasi romantico.

“Il peso della farfalla”
di Erri De Luca
70 pagine
Feltrinelli - I edizione novembre 2009

Articolo di Lucia Germani

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