“Il magico potere del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita” di Marie Kondo

Scritto da  Domenica, 29 Gennaio 2017 

Gustoso manuale che è anche diario intimo di un percorso dal caos all’ordine che diventa metafora del ritrovamento del centro dentro se stessi. Per certi aspetti una lettura pratica con alcuni consigli utili, per altri uno spunto di riflessione sulla necessità di fare ordine dentro se stessi.

 

La giapponese Marie Kondo ha messo a punto un metodo che garantisce l'ordine e l'organizzazione degli spazi domestici con l’idea che mettere ordine fuori di sé è anche un modo per fare ordine dentro se stessi. Il libro è il diario personale dell’autrice che ricorda il proprio percorso, i tentativi e i fallimenti di mettere ordine nella propria stanza e di come abbia trovato un metodo, diventando docente di teoria e pratica di quella che assicurazione una soluzione infallibile e deleteria. Al di là dell’aspetto un po’ miracolistico del metodo giusto per “essere felici” che funziona su tutti e che a mio parere non è così convincente anche perché in questo caso l’autore del libro promuovere ovviamente i propri corsi, il libro presenta non pochi spunti curiosi. In primo luogo è interessante che nel mondo di oggi ci sia ancora qualcuno che decida di insegnare “economia domestica” e questo svela quella contraddittorietà tipica del mondo giapponese sia a livello sociale sia culturale: una straordinaria modernità che incontra l’arcaicità del rituale e la tendenza a standardizzare la vita secondo rituali. In quest’accezione ci sono alcuni aspetti che a mio parere sono legati intimamente alla cultura nipponica come l’idea che esista una regola universale che vale per tutti e che sia una scusa per evitare di affrontare il problema. Il pensiero filosofico sotteso è la filosofia zen che sottolinea come il riordino fisico sia un rito che produce incommensurabili vantaggi spirituali: aumenta la fiducia in se stessi, libera la mente, solleva dall'attaccamento al passato, valorizza le cose preziose, induce a fare meno acquisti inutili. Rimanere nel caos significa invece voler allontanare il momento dell'introspezione e della conoscenza. Sperimentare per credere anche se io non assolutizzerei il messaggio. Tra i vari spunti del libro mi limito a citare l’idea che mi sembra efficace di non riordinare la casa a partire dalle stanze ma dalle categorie, quindi ad esempio sistemare i vestiti che si trovano in tutti gli ambienti compresi eventualmente cantina e soppalchi; che occorre riordinare tutto in una volta e in fretta, un consiglio che forse è più difficile da decifrare e, ancora, quasi una frenesia nel “buttare via” quello che si elimina. Forse bisognerebbe capire se smaltire sia riciclare, donare o gettare nei rifiuti, certo non “rifilare” a qualcuno per sfilarsi il problema. Interessante anche quando nel libro si parla di ricordi, a proposito dei quali il suggerimento è di non trattenere gli oggetti e non attaccarsi ad esempio alle foto perché il passato deve vivere dentro di noi non sopra di noi schiacciandoci. In effetti anche quello che non si ricorda ha contribuito ad alimentarci come i libri dei quali non ricordiamo la trama. C’è un ultimo aspetto che merita a mio parere di essere valutato e che all’apparenza sembra superficiale: la raccomandazione di tenere sono gli “oggetti” che ci piacciono, che ci fanno star bene e che siamo certi senza vane promesse con noi stessi di continuare ad utilizzare. Tenere il superfluo – sembra la didascalia – non è che un modo per rimandare il problema del riordino, non risolverlo alla radice.

Il magico potere del riordino
Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita
Marie Kondo
Antonio Vallardi Editore
2014, Milano

Articolo di Ilaria Guidantoni

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