“Il cerchio” di Dave Eggers

Scritto da  Lunedì, 31 Agosto 2015 

Qual è il prezzo della nostra libertà? Che valore attribuiamo alla riservatezza? Cosa siamo disposti a sacrificare in cambio di una vita tranquilla, dove ogni cosa funziona a dovere, un mondo in cui siamo sicuri potremo trovare risposta a tutti i nostri bisogni? Mae è una giovane impiegata che vive una vita ordinaria: da poco laureata, trascorre la sua esistenza fra un ufficio asfittico e il piccolo appartamento che condivide con una coinquilina. Giornate tutte uguali e prive di prospettiva, ma la svolta arriva grazie all'intervento della sua migliore amica ed ex compagna di college Annie: il Cerchio, un'azienda dai contorni futuristici, l'assume come addetta al servizio clienti. Un compito apparentemente semplice, che le da però la possibilità di entrare a far parte di un universo dorato, dove efficienza e spirito d'intraprendenza sono patrimonio di ciascun dipendente e dove la vita lavorativa si svolge in spazi curati in ogni minimo dettaglio, forniti di tutti i servizi che si potrebbero desiderare. Il Cerchio non è solo un luogo di lavoro, ma un vero e proprio modo di vivere differente, improntato alla salute e al benessere. Ci si diverte e si socializza nel corso di eventi creati apposta per i dipendenti, si rimane costantemente in contatto attraverso social network dedicati e sofisticati apparecchi di monitoraggio e condivisione delle singole esistenze. Tutto questo però ha un prezzo.

 

Con questo romanzo Dave Eggers ci porta in un futuro prossimo, un mondo che potrebbe essere il nostro “dopodomani” e che ci appare tanto quotidiano quanto fantascientifico. Un mondo dove i servizi tecnologici a disposizione dei cittadini diventano giorno dopo giorno sempre più avanzati e sempre più strutturati in base alle esigenze, ai gusti, alle abitudini degli utenti. Il Cerchio è un'impresa che osserva costantemente i suoi clienti, li monitora attraverso i loro account e le loro devices. Come una madre premurosa conosce, sostiene e protegge, offrendo sempre il meglio e chiedendo in cambio soltanto informazioni personali per poter “dare di più”.

Mae ci accompagna in un percorso caratterizzato dal vorticoso e costante proliferare di beni e servizi: più ci addentriamo nel mondo del Cerchio, più il mondo “reale” si fa sfocato sullo sfondo. Ma il Cerchio può essere davvero definito come “altro” rispetto al mondo reale? Eggers sembra suggerirci che un mondo migliore di quello reale è possibile e può portare all'annullamento dei conflitti, alla diminuzione delle malattie, alla riduzione drastica delle frustrazioni e dei desideri inesauditi. Un mondo perfetto perché plasmato sulle esigenze personali, ma che al contempo garantisce il quieto vivere sociale. Ci sono però delle “vittime sacrificali” in questa storia, figure che non riescono a integrarsi nel sistema o che ne vengono fagocitate. Solidarizziamo con loro, ma a tratti non riusciamo a comprendere fino in fondo le loro scelte, così come l'entusiasmo genuino della protagonista non riesce a trasformaci in suoi strenui sostenitori.
In questo senso il Cerchio è un romanzo tanto utopico quanto distopico, perché Eggers – nonostante attraverso alcuni spunti articolati nelle riflessioni dei personaggi sembri palesare un giudizio negativo in merito a questo Grande Fratello postmoderno – non struttura l'epilogo in modo da fornirci appiglio per una morale univoca.

Si tratta di un'opera che, attraverso una narrazione scorrevole, capace di “rapire” e intrattenere il lettore, lo costringe a fare i conti con alcune domande fondamentali della contemporaneità. Forse non si tratta dell'opera strutturalmente più complessa di Eggers, forse la trama indulge, in piccole porzioni narrative, ad un eccesso quasi caricaturale dei personaggi, ma si tratta – in fondo – dello specchio di un'epoca che sull'eccesso e l'ostentazione ha costruito buona parte della sua identità. 
Ritroviamo nei progetti del Cerchio le risposte alle nostre paure: chi non ha mai pensato, dopo la notizia di un attentato, che potesse valer la pena di aumentare i controlli, anche a discapito della privacy personale? E non siamo noi quelli che quotidianamente forniscono in modo spontaneo informazioni dettagliare su abitudini di acquisto e svago per poter riceve servizi “migliori” dai soggetti ai quali ci rivolgiamo? 
Eggers ci fa fronteggiare con semplicità disarmante l'ipocrisia del nostro stupore. Facendoci stupire ancora una volta.

Eggers Dave
“Il cerchio”
Mondadori
2014
391 pp.

Articolo di Caterina Bonetti

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