“II punto cieco” di Javier Cercas

Scritto da  Domenica, 29 Maggio 2016 

Il nuovo libro dello spagnolo Javier Cercas è frutto di un ciclo di conferenze che lo scrittore ha tenuto per la prestigiosa Università inglese di Oxford. All’interno del volume, che viene suddiviso in quattro parti, vengono affrontati alcuni temi che girano attorno al romanzo contemporaneo.

Lo scrittore spagnolo analizza, con cura, la storia del romanzo contemporaneo citando illustri scrittori che, secondo il suo personale giudizio, si possono definire i padri della letteratura moderna. Per Cercas il “Padre”, inconsapevole, del romanzo moderno deve essere considerato Cervantes che con la sua monumentale opera “Don Chisciotte della mancia” rompe gli schemi della letteratura e regala all’occidente un libro nuovo che darà via ad un nuovo filone letterario.

Le parti più interessanti dell’opera sono essenzialmente due: la prima è quella nella quale viene illustrato dallo scritture la propria visione sul punto cieco dei libri e la seconda risiede nel ruolo che si conferisce agli scrittori quali intellettuali. Il saggio sul punto cieco è molto suggestivo perché viene spiegato e fatto notare al lettore che numerosi libri sviluppano la propria storia su un elemento, e la maggior parte delle volte è per l’appunto una domanda, che viene nascosta e che rimane celata per tutto il libro. Questo concetto viene spiegato molto bene in questa frase: “La risposta è la ricerca stessa di una risposta, la domanda stessa, il libro stesso: una risposta essenzialmente ironica, equivoca, ambigua e contraddittoria, l’unico tipo di risposta che possa permettersi un romanzo”.

Per quanto riguarda il ruolo dello scritture come intellettuale Cercas ricostruisce brevemente la storia della nascita degli scrittori intellettuali criticandone apertamente l’odierna esistenza e sfilandosi lui stesso da una simile dicotomia.

Un libro diverso rispetto i precedenti volumi pubblicati dallo Cercas: distante dai tomi di ricostruzione storica che lo spagnolo realizza come “L'impostore” e “Anatomia di un istante” e ancora più distante dai romanzi sempre pubblicati da Guanda come ad esempio “Soldati di Salamina”. Leggendo “Il punto cieco” si può conoscere lo scrittore spagnolo da un altro punto di vista e cioè quello di “docente” che sapientemente e con dedizione ricostruisce la storia del romanzo degli ultimi secoli.

In linea di principio, la storia e la letteratura perseguono obiettivi diversi: potremmo dire che entrambe cercano la verità, ma che la loro verità sono opposte. Come si ricorderà, Aristotele sostenne che la differenza fra la poesia e la storia consiste nel fatto che lo storico racconta ‘ciò che è accaduto’ mentre il poeta racconta ‘ciò che potrebbe accadere’ vale a dire che la poesia ‘tratta piuttosto del generale, mentre la storia del particolare’ (dal che, a proposito, Aristotele deduce la superiorità della poesia nella storia)

Il punto cieco
Javier Cercas
Guanda 2016
€ 17.00

Articolo di Alessandro Fabrizi

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