Idolo Hoxhvogli “Introduzione al mondo” – Scepsi & Mattana

Scritto da  Caterina Bonetti Lunedì, 02 Febbraio 2015 

Non capita molto spesso di restare interdetti davanti a una pagina scritta: il libro in mano, lo sguardo che corre fra le righe alla ricerca di un “normale” riferimento per finalizzare la lettura. Non vi affannate, non lo troverete. Introduzione al mondo non è un racconto tradizionale, la narrazione non segue un unico filo conduttore che, per quanto sottile, ci possa guidare attraverso il dedalo interpretativo delle pagine. I fili sono tanti e non tutti si dipanano o – per meglio dire – non di tutti siamo in grado di trovare il bandolo alla prima lettura. L'autore però ci avvisa a metà strada:

Un libro che vale la pena leggere è un libro che vale la pena rileggere. Se non vale la pena rileggerlo, allora non vale la pena neppure leggerlo. Leggere è perfezionare lo sguardo sul mondo e del mondo. Leggere sostiene quindi un compito arduo. Vale la pena rileggere per cavare il massimo dai testi risolutori. Prima di leggere un libro, rileggetelo. Rilettolo, se non dice granché, non perderete tempo nel leggerlo.

Peccato essere già a metà dell'opera, conveniva far subito una rilettura. Introduzione al mondo richiede concentrazione e capacità di adattamento, scardina il sistema tradizionale di riferimenti, le sicurezze del lettore. Chi sono i protagonisti? Di che mondo stiamo parlando? Perché siamo spettatori di questi fatti? Capitoli brevi, che mescolano periodi estremamente paratattici - pronti a spingere la sintesi della prosa al suo limite estremo – ad ampie digressioni liriche, pure evocazioni, allegorie di segreti non ancora rivelati. Il messaggio non è univoco e soprattutto non è chiaro. Idolo Hoxhvogli non ci rincuora con un messaggio pacificatore, ma compone una sorta d'installazione visiva, una sequenza d'immagini narrative che sta al lettore interpretare. Il romanzo cambia ad ogni lettura, ad ogni sguardo e può essere letto in molti modi. Riletto sicuramente. Un primo viaggio in ordine lineare, dall'inizio alla fine, e poi per tappe, perché ogni capitolo può essere osservato singolarmente, come piccola opera a sé stante. In questo suo incedere ordinato, coerente, ma allo stesso tempo “frammentabile”, Introduzione al mondo ricorda la forma dei testi sacri, ma al contempo, per la sua stretta connessione contemporanea, i fotogrammi di un lungometraggio. L'autore offre uno spaccato dell'alienazione della società di oggi, ma senza l'atteggiamento forzosamente didascalico proprio di tanti romanzi di analisi sociale.

In chiusura l'autore rivela i suoi “padri illustri”, dichiarando un'adesione alle teorie di Novalis sull'autore ampliato. Cita Kafka, Eluard e Benjamin, e i testi di cui ha inserito una riscrittura nel suo romanzo. Al lettore attento però non può non venire in mente anche il potere straniante ed evocativo di Calvino delle Città invisibili e Il castello dei destini incrociati, o il Buzzati di Sette piani e Poema a fumetti con le sue oniriche e turbanti visioni, e ancora l'inquietudine palpabile di Morselli con Dissipatio H.G. E proprio il rischio di “perdita del genere umano” pare essere il cuore ultimo del romanzo di Hoxhvogli, che coglie lo smarrimento esistenziale contemporaneo e lo rielabora tratteggiando un ritratto impalpabile delle nostre paure e delle nostre domande sul presente.

Idolo Hoxhvogli
Introduzione al mondo. Notizie minime sopra gli spacciatori di felicità
2012
Scepsi & Mattana

Articolo di Caterina Bonetti

TOP