“I Tuffatori di Casablanca - Appunti sul Marocco” di Rosita Ferrato

Scritto da  Domenica, 24 Dicembre 2017 

Una passeggiata attraverso il Marocco, tra città e villaggi, piazze affollate, caffè, mercati e negozietti e lunghi tragitti in pullman con lo sguardo annegato nel paesaggio. Diario di viaggio e guida emozionale, protagonista l’autrice, che racconta i luoghi illuminandone la storia con la spiegazione di alcuni termini, il racconto di aneddoti, le impressioni sull’accoglienza delle persone e molti excursus storici. Un libro dal quale si può imparare molto con la leggerezza della curiosità e di chi è catturato da un paese per l’atmosfera. Capitoli brevi come episodi da guardare anche attraverso le immagini della stessa autrice: foto indubbiamente belle ma non oleografiche ne didascaliche. Si colgono delle pennellate non si percorre il filo del libro attraverso le foto. Così il titolo suggestivo fa trattenere il fiato come l’immagine di ragazzini spericolati ma non illustra, invita alla lettura. Ben dosato, dalle citazioni letterarie, alla bibliografia, Rosita Ferrato conserva il piglio della giornalista, lo stile veloce, fatto di impressioni, ma si spoglia di ogni veste professionale e dà prova di una grande umiltà. Non è un “docente”, è un’autentica viaggiatrice.

 

Lo sguardo sul Marocco che Rosita Ferrato offre ai lettori è assieme meravigliato e disincantato, professionale e carico di magia fanciullesca. E’ il racconto di un Paese scoperto giorno per giorno, vivendo in mezzo alla gente, perdendosi nei vicoli delle medine o in affollati souq, contemplando luoghi carichi di storia e testimoni di una mescolanza di popoli, culture e tradizioni che in epoca di muri e diffidenza appare ancora più straordinaria.
“I tuffatori di Casablanca” è un libro che sfugge alle classificazioni. Non è una guida tradizionale: non dà alcuna indicazione sul posto migliore dove trascorrere la notte, tantomeno sui ristoranti. E’ piuttosto una “guida emozionale”, attenta alle storie e alle atmosfere. Ed è questo che lo rende interessante e godibile agli occhi dei più svariati pubblici: a chi il Marocco lo vuole visitare, a chi lo vuole ricordare, a chi – semplicemente – lo vuole immaginare: avvicina infatti chi è digiuno, spiegando termini e situazioni. E’ ad esempio il caso dello zafferano il cui termine deriva al colore giallo in arabo o l’origine del melograno; così come si illumina la città fascinosa, misteriosa, dall’aria trasgressiva di Tangeri, crocevia di conquista dai fenici, cartaginesi, romani, fino agli spagnoli e poi i portoghesi – l’influenza linguistica è decisamente spagnola – terra francese ma soprattutto inglese perché contesa politicamente.
L’itinerario tocca otto tra le più importanti città marocchine: Rabat, Casablanca, El Jadida, Essaouira, Marrakech, Meknes, Fez, Tangeri. Ciascuna è descritta come un affresco, con tanti colori e diverse sfumature, dove convivono ritratti di innati dongiovanni e donne velate e seducenti; di medine odorose di salsedine e souq affollati; di fari, bastioni, vestigia romane, palazzi sontuosi costruiti con pregiatissimo marmo pagato con lo zucchero …
Ne “I tuffatori di Casablanca” il vero protagonista è l’anima del popolo marocchino: l’ospitalità fatta di gesti più che di sorrisi, la tendenza a dilatare i tempi (l’autrice parla di “orologi molli”); il rigore di ogni condotta in tempo di Ramadan (“solo ore da far trascorrere per arrivare al tramonto”); la percezione di essere sudditi del proprio re e parte di un regno. E ancora: le credenze e il folklore popolare, animati da personaggi della cultura preislamica come i dispettosi jiin e da azzurre “mani di Fatima” dipinte su porte e pareti casalinghe per tenerli lontani.
Le immagini sono forti e spesso non riconoscibili, dettagli, particolari, angoli che colpiscono il viaggiatore, niente a che fare con un’antologia celebrativa del Marocco.
Da menzionare le illustrazioni di Paolo Galetto, dal tratto elegante e inconfondibile, con un tocco retrò molto delicato, introducono ciascuna delle otto città del viaggio, da Rabat a Tangeri passando per Casablanca, El Jadida, Essaouira, Marrakech, Meknes, Fez.
Per me è stato un ripasso piacevole, dove si ha sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo, come un luogo che non si è fatto in tempo a visitare o un caffè che si è perso. E’ stato come tornare un’altra volta in Marocco, dopo tanti anni. Ho notato solo che il Marocco di Rosita è più tradizionale del mio forse perché ormai lì ho consolidato amicizie e contatti, perché ci ho lavorato occasionalmente e così, come quando diventa domestico un luogo, si cerca in fondo una diversità similare a noi. Non c’è un lato meno autentico ma due visioni che si completano perché l’autenticità del turista colto, del viaggiatore di passaggio e di chi vive un luogo sono forzatamente diverse.
Rosita Ferrato, torinese, è una scrittrice, giornalista e fotografa che ho conosciuto a Tunisi perché aveva letto un mio libro e nella preziosa rete dei libri abbiamo incrociato i nostri destini. Nella capitale tunisina entrambe prendiamo ossigeno senza dimenticare le nostre radici europee. E’ anche fondatrice e presidente del Caffè dei Giornalisti, associazione culturale al servizio della libertà di stampa e osservatorio dei cambiamenti geopolitici in atto nei paesi che affacciano sul Mediterraneo. E’ curatrice del blog http://www.rositaferrato.it/

I Tuffatori di Casablanca
Appunti sul Marocco
di Rosita Ferrato
Prima edizione febbraio 2017
Illustrazioni originali di Paolo Galetto
28 foto dell'Autrice
Progetto grafico Federica Corfini
Impaginazione Litterae srl
ISBN 979 12 200 1677 3
Prezzo: € 14,50
Disponibile in e-book
Ufficio stampa: Eliana Lanza

Articolo di Ilaria Guidantoni

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