“I muri di Tunisi - Segni di rivolta” di Luce Lacquaniti

Scritto da  Domenica, 04 Ottobre 2015 

Un libro scritto come un docufilm in presa diretta, viaggio a Tunisi con qualche escursione, attraverso la lettura sui muri dopo la caduta di Ben ‘Ali. Originale l’approccio di questa giovane traduttrice che parte da un’analisi accurata di parole, frasi, stencil, segni e disegni del mondo dei murales per raccontarci un punto di vista sulle rivolte del sud del Mediterraneo. Valido il corredo di foto. Preziosa la traduzione che diventa una porta su questo mondo per chi non conosce l’arabo; un viaggio di approfondimento per chi mastica un po’ questa lingua.

L’autrice è laureata in lingua e letterature orientali e lavora come interprete e traduttrice con un’esperienza di soggiorno in molti paesi arabi: fumettista e fotografa per diletto, unisce in una sorta di sceneggiatura questo viaggio testimonianza dentro Tunisi tra i suoi muri: scritte, disegni, molti stencil che raccontano una prospettiva della rivolta e della transizione insolita e non univoca, come sottolinea Luce, perché sui muri non c’è solo la cultura sotterranea, ribelle, dei giovani e giovanissimi “rivoluzionari”, che in Europa sarebbero definiti di sinistra o anarchici e alternativi. Ci sono anche i rappresentanti conservatori del mondo religioso e, in generale, tutti coloro vogliano far sentire la propria voce in generale e soprattutto di protesta e hanno il coraggio di stare fuori dal coro, di uscire dalle istituzioni. L’autrice mette bene in luce l’informazione poliedrica di voci differenti, l’evoluzione della stessa che ci restituisce una prospettiva diacronica e sincronica in una volta sola e fa un lavoro non solo di mera traduzione, ma di interpretazione filologica e allegorica, a mio parere di grande pregio, a cominciare dalla scrupolosità della trascrizione, per restituirci il senso nel contesto culturale locale. Attraverso il mondo dei graffiti emerge tra l’altro quella che io ritengo l’anima della Tunisia e che per molti invece sembra confermare la scarsità di identità: il suo ruolo di laboratorio polifonico, un mosaico di diversità e quindi a suo modo di tolleranza. La scelta è precisa e senza mescolanze tra cultura “alta” e “bassa”: il punto di vista underground che tiene fuori quindi ad esempio l’avventura di Djerbahood, il villaggio dell’isola tunisina, Erriadh, completamente ricoperto da trompe l’oeil, esperienza per altro a mio parere apprezzabile della galleria d’arte Itinérance di Parigi che ha coinvolto per un mese un gruppo di artisti internazionali (ne ho parlato a giugno 2015 proprio su queste pagine).

Luce ha uno sguardo da studiosa e fa una scelta di campo, concentrandosi tra l’altro sui luoghi centrali di Tunisi e i centri dei movimenti di protesta che ad esempio a suo parere, condiviso da chi scrive, coinvolge la Qasbah quanto se non di più dell’Avenue Bourguiba che però è diventata, per gli stranieri e il pubblico televisivo, il vero cuore della protesta. Ben dosati gli interventi di ricostruzione della situazione politica e religiosa, dei fatti storici, attraverso brevi digressioni a partire dalle scritte. Curioso il percorso tra i gruppi più noti e i collettivi di questi artisti – quali Ahl al-Kahf e Zwela, ad esempio, che in tunisino vuol dire “poveri” - e engagés in generale che difficilmente affiorano negli spazi della cultura ufficiale. Tra l’altro se ci fermiamo all’immagine dei loro lavori e dell’operato sui muri, ai segni grafici, emerge un fenomeno assolutamente nuovo per la Tunisi post rivoluzionaria. Nel Paese infatti all’indomani della caduta del regime nel 2011 il mondo della cultura esce allo scoperto con il bisogno di urlare, di manifestarsi e un indubbio salto di qualità nelle arti plastiche che abbracciano l’impegno civile. E’ in questo periodo che i muri delle città “arabe” si colorano con un fenomeno insolito da queste parti e che io paragono a quanto è accaduto nella musica con il rap in arabo. Anche dal punto di vista letterario il lavoro della Lacquaniti è attento a captare e a registrare le influenze e le citazioni che ci propone in modo amplificato dal poeta tunisino Abu Qacem Chebbi al palestinese Mahmoud Darwish. Infine il testo di Luce che arriva “tardi” rispetto alla letteratura di “emergenza” esplosa all’indomani della rivolta ha il merito di aver approfittato del giusto tempo per una riflessione ponderata.

I muri di Tunisi
Segni di rivolta
Luce Lacquaniti
Exòrma, 2015
18,00 euro

Articolo si Ilaria Guidantoni

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