Figure, Idoli, Maschere di Jean-Pierre Vernant

Scritto da  Sabato, 05 Maggio 2018 

Figure, idoli, maschere è un testo fondamentale di mitologia classica e psicologia storica, in cui, attraverso il gioco delle simmetrie e delle contraddizioni, Jean-Pierre Vernant ci parla dell’infinita tensione dell’uomo verso dio per mezzo dell’arte. Il Saggiatore lo ripropone con una nuova prefazione di Giulio Guidorizzi che, dissertando intorno al tema del doppio, scommette ancora una volta sulla grandezza della <<ragione>> greca.

 

Pubblicato per la prima volta nel 1990, Figure, idoli, maschere è un saggio di Jean-Pierre Vernant* costruito sul riassunto di alcune sue lezioni seminariali al Collège de France. L’oggetto d’indagine del professore è il ruolo del simbolismo – le figure, gli idoli e le maschere del titolo – all’interno dell’immaginario greco e il suo superamento.

La rappresentazione figurata del soprannaturale ha interessato Vernant sin dalla fine degli anni Cinquanta principalmente per due ragioni, così come lui stesso ammette nell’introduzione. La prima riflette la ricerca di una causa che abbia portato i Greci, che pure hanno conosciuto tutte le forme figurative, dalla pietra grezza alle maschere, ad attribuire un valore così grande e inedito alla rappresentazione antropomorfa. Vernant era meravigliato dal fatto che a un certo punto della loro esistenza gli antichi Greci avessero eletto il corpo umano come migliore rappresentazione possibile del Divino e non l’abbiano più abbandonato. Con un’ulteriore riflessione, poi, lo studioso francese poneva in relazione la rappresentazione antropomorfa del soprannaturale con il superamento della concezione simbolica – un simbolo è un oggetto o un’entità che richiama a qualcosa di altro, ben più ampio e spesso diverso dal simbolo stesso, ma esistente – della rappresentazione per passare a quella d’immagine, ovvero l’imitazione di un qualcosa che appare, ma non è, esattamente come fa la mitologia.

L’indagine di Jean-Pierre Vernant in Figure, idoli, maschere verte dunque sulla mitologia e le forme di figurazione formatesi nell’immaginario greco dividendo l’argomento in due parti: la rappresentazione del morto tramite la stele e la statua funebre e la maschera come espressione del soprannaturale divino. Quest’ultima parte è a sua volta divisa in tre sezioni richiamanti i tre aspetti principali collegati al concetto di maschera e divinità: la Potenza che opera solo in funzione e attraverso la maschera, ovvero la Gorgone*, la Potenza che conferisce un ruolo privilegiato alla maschera, Artemide*, e infine quella che è propriamente definita il Dio della maschera, cioè Dioniso.

Con la fluidità e la semplicità che contraddistinguono le sue opere Vernant conduce il lettore attraverso la sua ricerca e le sue riflessioni fornendo innumerevoli richiami iconografici e ancor più mitologici e relativi agli studi di altri grecisti e filologhi europei. Il risultato è un saggio affascinante, coinvolgente e sorprendente nella sua modernità, con il grande pregio di gettare luce su aspetti della cultura e della mitologia classiche che sono quasi del tutto sconosciuti.

Note
Jean-Pierre Vernant: 1914 – 2007. Storico della filosofia e delle religioni e antropologo francese, è stato uno dei più eminenti studiosi di mito e antichità classica del Novecento. Era professore di Studi Comparati delle Religioni Antiche al Collège de France. La sua opera più conosciuta è “Le origini del pensiero greco”, che nel 1962 rivoluziona l’interpretazione della storia e della filosofia greca.
Gorgone: mostro della mitologia greca, prole di due divinità marine primordiali: Forco e Ceto. Ha ali d’oro, artigli di bronzo, zanne di cinghiale e serprenti al posto dei capelli. Il suo sguardo pietrifica chiunque lo sostenga. In realtà le Gorgoni sono tre sorelle, Steno, Euriale e la più famosa Medusa, e rappresentano la perversione in tutte le sue forme: sessuale, morale e intellettuale. Il mito di Perseo e Medusa è particolarmente conosciuto; l’eroe greco taglia la testa di Medusa servendosi di un lucido scudo in cui spiarne il riflesso, e ne fa dono ad Atena, che la pone sulla sua egida per terrorizzare i nemici.
Artemide: dea della caccia, degli animali selvatici, del tiro con l'arco, della foresta e dei campi coltivati; è anche la dea delle iniziazioni femminili, protettrice della verginità e della pudicizia. Figlia di Zeus e Latona, è la sorella gemella di Apollo e una delle principali divinità del pantheon greco.
Dioniso: figlio di Zeus e Semele, è un dio proveniente dalla Tracia e associato al vino e alla liberazione dei sensi. Dioniso ha una natura maschile e femminile, animalesca e divina, tragica e comica, e incarna la scintilla istintuale presente in ogni essere vivente. È quasi sempre rappresentato con una maschera.

Figure, idoli, maschere
di Jean-Pierre Vernant
Il Saggiatore
2018
Prefazione di Giulio Guidorizzi
Traduzione di Adriana Zangara
Prezzo: 21,00 €

Grazie a Alice Farina, Ufficio stampa il Saggiatore

Articolo di Valentina Basso

Commenti   

 
#1 OkGuest 2018-05-05 15:51
Come al solito recensione accattivante
 

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