Fabio Barcellandi - Folle, di gente (Montag, 2011)

Scritto da  Lunedì, 05 Marzo 2012 

Fabio Barcellandi - Folle, di gente (Montag, 2011)Silloge. Di forte impatto grafico, Barcellandi scrive e riempie pagine si parole, ma le configura in uno spazio (la pagina) che diventa essa stessa componente essenziale dell’opera d’arte.

 

 

 

 

 

Folle, di gente

Silloge

Fabio Barcellandi

Pagine 111 - € 10.00

 

Edito dalla Edizioni Montag, collana Solaris, esce “Folle, di gente”, di Fabio Barcellandi, poeta, curatore e traduttore (Brescia, 1968) che da tempo trova spazio sulle pagine di SaltinAria.it

Odio coloro che mi tolgono la solitudine per farmi compagnia, ecco cosa si legge nella prima pagina di “Folle, di gente”, con la prefazione di Chiara Daino, che scrive: “poetica della perdita e della conquista, della perdita e della riconquista”.

Giocando sul termine “folle”, Fabio Barcellandi scrive il suo personalissimo Elogio alla follia, in poesia. Di forte impatto grafico, Barcellandi scrive e riempie pagine si parole, ma le configura in uno spazio (la pagina) che diventa essa stessa componente essenziale dell’opera d’arte. Calligrammatico, per dirla in una sola parola.

Barcellandi utilizza anche le parentesi quadre (in “Angeli”) per dare differenti significati alle parole, e alle frasi: “Angeli/ in embrione/ [rac]chiusi/ in un guscio/di corpo/ [m]o[r]rendo/ lo [s]chiudersi/ alla vita/ e[s]terna…”.

Barcellandi continua a stupire, pagina dopo pagina. In “Sovversivo” pone il titolo alla fine della poesia, quando usa il termine “tradizione” per indicare il tradimento, quando parafrasa Jovanotti.

Un elettroshock da correnti marine, una proiezione di ciò che si è: vedo folle, sono folle.

Foll[i]e, di gente.

 

 

Articolo di: Ilario Pisanu

Grazie a: Fabio Barcellandi

Sul web: www.edizionimontag.com - www.myspace.com/fabiobarcellandi

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