“Essere Bob Lang” di Diego Zandel

Scritto da  Giovedì, 02 Aprile 2015 

Istruzioni per l’uso…per scrivere un romanzo. Romanzo nel romanzo; romanzo sull’arte di scrivere un romanzo, ma soprattutto un romanzo con l’escamotage della scrittura che diventa un noir. Diego Zandel dimostra in questo libro singolare la sua consapevolezza e amore per l’arte della narrazione così come la capacità e la vocazione di essere a sua volta scrittore, romanziere, affabulatore e autore di racconti. Il testo cresce su se stesso, al di sopra delle aspettative iniziali perché le istruzioni diminuiscono con il passare delle pagine semplicemente per realizzarsi; finché accade l’inaspettato che è il cuore del romanzo: finzione e realtà si intrecciano, si sovrappongono e si confondono dimostrando quello che uno scrittore consiglia ad un impiegato di banca che sogna di diventare autore: nella vita succedono cose incredibili, ma nel romanzo tutto deve essere credibile anche se la vita supera la fantasia, la scrittura per immaginazione.

Il titolo ci dice in modo romanzato il cuore del libro, l’obiettivo del romanzo e il sogno del protagonista, Marco, un impiegato di banca un po’ frustrato e con una vita tranquilla, troppo tranquilla con l’unica donna della sua vita, un figlio dal nome che è un diminutivo in tutti i sensi di un suo scrittore di culto e una suocera troppo opprimente. Insoddisfatto del lavoro, della sua vita sentimentale, ossessionato dal fantasma della madre greca, amata, ammirata quanto “temuta” e troppo interiorizzata per la sua rigorosa etica cristiana, pudica, sogna di diventare scrittore. Una passione e una voglia di fuga che sente crescere dentro e alle quali la moglie non dà un grande peso.

Il romanzo alterna, dapprima, i due piani fino ad avvicinarli così tanto da farli entrare in collisione, per intrecciarli, sovrapporli e confonderli fino alla sorpresa privata e al rischio di vivere la vita del proprio personaggio. Ben costruito perché il lettore è spiazzato, ma se attento può ricostruire bene l’articolazione della storia dove nulla è lascito al caso. Insomma non c’è solo la voglia di stupire e tutto torna come una dimostrazione del piano intenzionale. I binari sono infatti due: l’idea di raccontare come si scrive un romanzo, cosa chiede il pubblico, con una serie di consigli pratici e di informazioni sull’editoria. Questo avviene nella vita del protagonista, impacciato, un po’ goffo che grazie al proprio lavoro di impiegato riesce ad avvicinare uno dei suoi scrittori favoriti e a farsi leggere il manoscritto. Nello stesso tempo il libro diventa un autentico romanzo perché il protagonista fruga nella propria quotidianità alla ricerca di ispirazione e parallelamente tesse, cambiando nomi e particolari, la propria storia di carta, della quale piano piano si innamora, fino ad un’adesione completa e sorprendente per lo stesso autore ed un epilogo surreale e insieme tragico, da cronaca di “una giornata di ordinaria follia”.

Zandel è molto abile nel dosare la regola e l’invenzione, senza assumere mai un tono forzato o didascalico, ma assolutamente credibile che probabilmente solo l’occhio attento dello scrittore può discernere. Il lettore inconsapevole invece può goderne appieno, anche imparando – senza quasi accorgersene – qualcosa del mondo dell’editoria. Alla fine emerge la figura di Zandel anche nella sua veste di editor e di critico letterario, più semplicemente la sua concezione di che cosa sia un romanzo. La storia in sé non è centrale perché esistono storie di fantasia credibili e storie di tutti i giorni, tratte dalla quotidianità, che fanno sognare anche se, sembra dire, ciascuno attinge dal proprio mondo, magari trasfigurandolo. L’essenziale è come lo si racconta e come la realtà che tutti guardano può trasformarsi sotto la penna di un poeta. Inoltre il romanzo ci racconta più il perché, il come, che il che cosa accade. Così nel giallo è la struttura che conta, quasi più dell’enigma e, viceversa, l’enigma non è la prerogativa dei gialli, ma di tutti i romanzi.

Nella vicenda di Bob Lang, giornalista d’assalto, fascinoso e avventuriero, scritta dal protagonista quello che conta ad un certo punto non è tanto la scomparsa di una ragazza quanto il perché. Una delle raccomandazioni che mi ha fatto riflettere è lo stare alla larga dall’innamoramento della propria scrittura, del sé in fondo e dell’egocentrismo di ogni autore. In ultimo tra i suggerimenti colpisce l’indicazione che mentre nella vita le cose accadono, che piova ad esempio, nel romanzo tutto deve avere un senso perché connesso nello svolgimento dell’azione o perché crea ambiente come il rosso del tramonto sul mare che lo colora e diviene quasi pastoso nell’inseguimento a bordo di un gommone da parte di Bob Lang di uno yacht dove pensa si trovi la propria ragazza.

Essere Bob Lang
di Diego Zandel
Hacca, giugno 2012
14,00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

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