Elmet di Fiona Mozley

Scritto da  Lunedì, 12 Novembre 2018 

Ritratto brutale e commovente di una famiglia atipica che vive ai margini della società, in pochi mesi il romanzo d’esordio di Fiona Mozley ha conquistato tutti.

 

Finalista al Man Booker Prize, Elmet è stato eletto libro dell’anno 2017 da ben cinque testate giornalistiche britanniche, tra cui The Guardian e The Observer, e ha finora venduto oltre 75000 copie. L’autrice, Fiona Mozley, è una studentessa di storia medievale all’Università di York e forse non a caso ha scelto di intitolare il suo primo romanzo con il nome di un antico regno celtico, l’Elmet, appunto, che tra il V e il VII secolo occupava la zona occidentale della contea dello Yorkshire, dove la Mozley è nata e attualmente vive.

Il libro racconta la storia dei fratelli Daniel e Cathy, due adolescenti fuori dal comune che vivono con un padre, John, che si guadagna il pane con la forza dei suoi pugni e li mantiene il più possibile lontani da una società cui lui non appartiene e di cui in ultima analisi non si fida. I due ragazzi, lui ipersensibile e sfuggente al confronto con una sua probabile omosessualità o transessualismo, lei adamantina e refrattaria alla sua parte più femminile, crescono con una propria morale in una sorta di idillio bucolico, che si guasta quando Mr. Price bussa alla porta della casa che John ha costruito in mezzo ai boschi. Price è un ricco possidente della zona e non tutti i suoi affari sono legali; in passato sia John che la madre di Daniel e Cathy – una donna che sappiamo essere disturbata da gravi traumi e che è scomparsa ben prima dell’inizio dello spaccato di vita a cui assistiamo – hanno lavorato per Price e adesso lui è fortemente determinato ad avvalersi ancora della straordinaria forza di John, che però rifiuta. Dal primo conflitto tra il padre dei ragazzi e il padrone delle terre circostanti sorgono tutti gli ostacoli che Daniel e Cathy troveranno sul loro cammino e che affronteranno in ultima analisi da soli, costretti a ricercarne una soluzione sfruttando i propri istinti più radicati.

Elmet è così denso di concetti e temi differenti, che è difficile classificarlo: l’idillio pastorale dei primi capitoli si mischia ben presto con le caratteristiche del romanzo di denuncia politica e sociale, l’inquietudine crescente della trama sfocia nei canoni tipici del romanzo criminale, o, se vogliamo, dei film gangster, perché la descrizione delle scene della Mozley e la sua gestione del tempo narrativo sono molto cinematografiche, il tutto senza discostarsi troppo dall’impressione di trovarsi nel bel mezzo di una fiaba tradizionale.
Il pregio più grande del romanzo è sicuramente lo stile fluido dell’autrice, che tratta tematiche delicate e profonde con una leggerezza rara e le mescola sapientemente, in modo che nessuna rubi spazio alle altre e che tutte diano risalto al filone centrale della storia: la casa, non solo come riparo concreto, ma come luogo dell’anima. È il desiderio di una casa che spinge John a compiere le azioni della seconda parte del romanzo ed è sempre la casa che lo trasforma, lo rende qualcosa di completamente diverso dall’uomo temibile che è al di fuori. La casa protegge e in un certo senso costringe anche i ragazzi, impedendo loro di realizzare la loro piena natura, come un blocco di marmo che non rivela la scultura che diventerà fino all’intervento di martello e scalpello.

Lo stile della Mozley, che si esprime al meglio nel gioco di flashback e flashforward che sostengono una trama lenta e un finale non del tutto imprevedibile, è mantenuto nella traduzione italiana e fa davvero di Elmet un romanzo rivelazione, cui si spera ne seguiranno altri vergati dalla stessa penna.

Elmet
di Fiona Mozley
Edizioni Fazi Editore
Collana Le Strade
Traduzione di Silvia Castoldi
Prezzo 18,00 €
350 pagine circa

Grazie a Cristina, Redazione Web Fazi Editore

Articolo di Valentina Basso

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